Uno scorcio dell'Aspromonte, in Calabria
Uno scorcio dell'Aspromonte, in Calabria

Pietra Cappa, il monolite più alto d’Europa si trova sul versante orientale del massiccio dell’Aspromonte, proprio al confine tra i comuni di San Luca e Careri. Si tratta di un masso roccioso dalla forma molto particolare e suggestiva, alto più di 140 metri. Per arrivarci ci sono due diversi percorsi di trekking, un po’ impegnativi ma decisamente appaganti: si cammina immersi nella natura incontaminata dei monti calabresi.
 

Che cos’è Pietra Cappa

Un masso enorme, alto più di 140 metri e che occupa 4 ettari di terreno, nel cuore della Calabria: Pietra Cappa, il monolite più alto del Vecchio Continente, è il luogo simbolo della vallata delle Pietre di San Pietro e del Parco Nazionale d’Aspromonte, candidato al riconoscimento come Geoparco dell’Unesco. Il suo nome ha origini molto antiche e in epoca medievale era definito pietra “Gauca” cioè vuota, perché al suo interno ospitava grotte che i monaci utilizzavano come riparo temporaneo nei loro lunghi viaggi. Un luogo senz’altro suggestivo, al centro di numerose leggende che coinvolgono, tra gli altri, i cavalieri templari.
 

Come arrivare a Pietra Cappa

Per arrivare a Pietra Cappa ci sono due alternative: una prevede la partenza da San Luca e l’altra da Natile Vecchio, frazione del comune di Careri. Entrambi gli itinerari sono impegnativi e richiedono un buon allenamento. Si percorrono in circa sei ore e richiedono, per un’escursione in sicurezza, scarponi alti da trekking, uno zaino con le dotazioni di sicurezza e indumenti più pesanti per i cambi di temperatura, acqua potabile e snack energetici.
Il consiglio è quello di non provare da soli l’escursione, affidatevi piuttosto ad accompagnatori esperti e alle guide del posto: il terreno è ripido, scosceso, nasconde numerose insidie e la copertura telefonica molto spesso è assente.

I due percorsi di trekking

Il percorso che parte da San Luca è lungo circa 8 km, con un dislivello di 400 metri. Inizia subito fuori all’abitato del paese aspromontano e più precisamente al Casello “Ex Afor” di San Giorgio proseguendo poi verso Pietra Cappa sulla strada che porta alle vallata della Rocce di San Pietro, un altro complesso di pietre maestose, sede di stanziamenti risalenti al IX secolo d.C. e costruite dai monaci basiliani.
La seconda opzione, quella con partenza da Natile Vecchio, parte dalla piazza del paese con una piccola strada in salita. Basta seguire la segnaletica di colore rosso e bianco per raggiungere in circa sei ore Pietra Cappa dopo aver attraversato (come per il primo itinerario da San Luca) le Rocce di San Pietro.