Tra foglie e aria pura: a piedi nudi nel bosco

Il termine inglese è ‘barefooting’ e in Italia lo chiamano gimnopodismo. Ecco il nuovo modo di vivere un contatto diretto con la natura anche in montagna

A piedi nudi nel parco. Bel film con i giovanissimi Jane Fonda e Robert Redford. Ma ora, a piedi nudi nel parco è la moda del momento. Senza scarpe sui sentieri tra rocce, radici, sottobosco, foglie, aghi di conifera. Barefooting, all’americana, perché il movimento arriva dagli States dove era sbarcato dalla Nuova Zelanda, culla, pare, già negli anni Sessanta. Ma del resto anche da noi galeotta fu la spiaggia, in principio: quelle belle distese di sabbia, lunghe magari qualche chilometro, con il bel granellino fine e dorato che però sul bagnasciuga si compatta, in Versilia come in Costiera romagnola o sui litorali veneto-friulani, via le scarpe e piede libero, sensazione di fresco al contatto con l’acqua, pianta che s’adatta e fa stare bene le gambe, la schiena, il respiro, e vuoi mettere le boccate piene di iodio e salmastro. L’Italia abbonda.

Poi arrivarono gli scalzisti. Per filosofia, per stile di vita. Perché “la calzatura fa male alla fisiologia del piede o alla postura in generale, con tutti gli acciacchi e i malanni che ne possono derivare”, o più semplicemente per l’impulso al rapporto stretto e vivo con la Madre Terra. Gimnopodismo, lo definisce l’aulico termine tecnico. Barefooting, all’americana, è rimasto in un movimento sempre più diffuso e sposato da veri e propri club, grazie anche al passaparola immediato del web e dei social, come pure dalle strutture di promozione di zone e ambienti particolarmente dedicati.

Così, le località particolarmente vocate ci si tuffano. Prendi il Trentino, per dirne una. Una pagina di visittrentino.info, il sito istituzionale del turismo, lancia ben 5 proposte (che in realtà diventano otto), con una sorta di slogan, “camminare a piedi nudi è un’esperienza fatta di meccanica, forza fisica e mentale, emozioni, concentrazione, poesia e silenzio”: c’è anche il ‘Parco Kneipp’ all’aperto, in Val di Rabbi, per chi vuole prendere confidenza con questa pratica. Ma altre idee si trovano a Riva del Garda, in Val Fassina e in Valle Revolto. E naturalmente non sono da meno i ‘cugini’ – nonché immediati vicini – dell’Alto Adige, con tantissime proposte: si va dai ‘quaranta minuti di piacere meditativo’ proposti dal Seehof Nature Retreat di Naz presso Bressanone al Sentiero Val Racines in Alta Valle Isarco, adatto anche ai bambini, ma ne trovate anche in Valle Aurina – 4 km di benessere puro dalla miniera di Predoi compreso il respiro della cascata – come in Val Senales o sull’altopiano di Renon. E dall’altra parte del Nord Italia, i 600 metri spettacolari del Percorso Alleyson a Morgex.

Non solo Alpi, naturalmente. Il mare regala percorsi spettacolari in Campania, nel Golfo di Policastro, o sulla celebre Spiaggia Nera di Maratea, per non parlare della fantastica lingua di sabbia di Su Giudeu a Chia, in Sardegna. In Maremma, un bel percorso intorno all’agriturismo olistico Montebelli di Caldana. E se proprio non avete idee, il refugium peccatorum c’è: nati-scalzi.org, e al bando le scarpe.

 

Top 5

 

1. IL SENTIERO DEL CERVO

Tre chilometri e spiccioli nel ‘silenzio dei passi’, come recitano i cartelli segnaletici. Siamo in Trentino: fra i tre percorsi consigliati per il barefooting si fa apprezzare il Sentiero del Cervo, in lieve salita, a partire dalla Malga Ces: un tracciato con particolare spirito didattico grazie a frequenti QR Code che riportano a video tutorial.

2.SORGENTI STREGHE E PONTI

Sono la strega Curandina e la saggia Civetta Emma ad accompagnare la camminata a piedi scalzi lungo le ‘Sorgenti delle Streghe’, sentiero per piccoli e grandi visitatori dell’Alpe di Siusi. Un’ora e mezza di cammino dal Rifugio Tirler, tra sorgenti di zolfo, radure forestali, paludi e un ponte sospeso.

 

3.SULLE ORME DEL SANTO

A piedi scalzi come San Francesco. Ci vogliono tre giorni per il Percorso Francescano per la Pace, da Gubbio ad Assisi, sui passi del Poverello in cerca della sua nuova dimensione interiore. Si passa accanto al castello medievale di Petroia, si attraversa una vallata tra alberi secolari e chianine al pascolo.

 

4.PARADISI A COGNE

Mille specie di piante e fiori delle Alpi e degli Appennini, un suggestivo Guardino delle Farfalle con centinaia di lepidotteri attratti da un tappeto di corolle variopinte, piante officinali, esempi di flora dei gruppi montuosi di tutto il mondo: un Eden dove il barefooting è più che spontaneo, a Paradisia, il giardino alpino di Cogne, in Valle d’Aosta.

 

5.LUNGO IL PO

Una particolare esperienza di campagna e non solo è offerta lungo le rive del Po a Polesine Parmense dall’ex castello e oggi relais con ristorante stellato Antica Corte Pallavicina che sorge su una golena del grande fiume. Per gli ospiti è stato allestito il Po Forest, un percorso di circa 2 chilometri da percorrere a piedi scalzi lungo l’argine.