Storia, segreti e arte. Nei borghi del tufo

Dall’iconica Civita di Bagnoregio nel cuore della Tuscia a Orte, crocevia per i viandanti di un tempo

I borghi del tufo rievocano storia, tradizioni e leggende. Un salto nel passato con la consapevolezza del presente. Il Lazio, regione che si rispecchia nella storia per farne ricchezza a tutto tondo, anche culturale, offre una “via del tufo” tutta sua. Civita di Bagnoregio: un nome, un’ icona. La frazione di Civita, nel comune di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, è detta “la città che muore” ma vive per sempre nella mente di chi la visita. “La cittadina di Civita si erge su una piccola collina, dominando dall’alto le valli dei due piccoli torrenti Torbido e Chiaro” si legge su civita-di-bagnoregio.info e la caratteristica che salta subito all’occhio osservando la piccola frazione, e per la quale il paese è così famoso in tutto il mondo, è quella di sorgere nella valle dei calanchi e di trovarsi in posizione isolata rispetto al resto degli altri paesi.

La ragione è che la collina argillosa sulla quale nasce Civita di Bagnoregio subisce da secoli una fortissima erosione dovuta ai fenomeni atmosferici e si sgretola in maniera lenta e inesorabile. Il paese è quasi disabitato, anche se personaggi dello spettacolo e della cultura trovano qui fonti di ispirazione. A Civita si accede per mezzo di una scenografica stradina che pare un elastico tra la ‘terra ferma’ e quest’isola nel vuoto. E lì, dentro, il passato traspare dalle antiche costruzioni, dai vicoli, dalle piazze.

Se Civita è un gioiello nascosto, Orte è una città del tufo che da sempre, nei secoli, fa da spartiacque alle grandi arterie, dando in epoca contemporanea il nome a un casello autostradale che di fatto divide l’Italia in due. “Posta al confine tra Lazio e Umbria, la cittadina, erede dell’etrusca Horta, domina un tratto della Valle del Tevere dall’alto di uno sperone di tufo – così ad esempio la descrive autostrade.it -. La località fu abitata fin dalla preistoria e gli etruschi vi comparvero almeno dall’inizio del IV secolo a.C.. Orte fu presa dai romani verso la fine dello stesso secolo e fino al crollo dell’impero conservò notevole importanza quale nodo delle comunicazioni terrestri e fluviali verso Roma”. Dall’altro capo della provincia di Viterbo c’è Farnese, che sorge su una rupe di tufo ai confini con la Toscana. Farnese è un borgo medievale che sorge su uno sperone tufaceo, ad ovest del lago di Bolsena. Il paesaggio che si apre davanti Farnese è suggestivo e affaccia nella parte sud-est su Valle Cupa, una zona collinare di origine tufacea. Il centro è ricco di edifici e resti di epoca medievale, tra cui i famosi ‘pozzi da butto’, cilindrici e di grandi dimensioni, scavati direttamente nel tufo.

Ritornando verso Viterbo, c’è Tuscania. “Suggestiva cittadina d’aspetto medievale – si legge su lazionascosto.it – sorge su sette promontori di roccia tufacea a 180 metri sul livello del mare. Situata tra il fiume Marta e il torrente Capecchio domina, sin dai tempi antichi, la grande via di comunicazione che dal mar Tirreno giungeva al lago di Bolsena”. La via laziale del tufo si riavvicina a Orte con Sutri, famosa per le sue Necropoli: decine di tombe di età romana scavate nel tufo, che raccontano una storia infinita di meraviglie.

Top 5 del Lazio

1

La rocca dei Papi

È stata purtroppo danneggiata nel corso del tempo la Rocca di Montefiascone, detta anche Rocca dei Papi, ma mantiene ancora la sua maestosità e continua a far comprendere la sua importanza storica. La rocca fu costruita durante il XII secolo, al tempo di Innocenzo III.

2

La necropoli di Sutri

La necropoli di Sutri è uno degli esempi più consistenti di tombe rupestri di età romana nell’ambito del territorio etrusco-falisco. Sessantaquattro tombe, scavate nel tufo, si affacciano sulla via Cassia per centinaia di metri.

3

La pietra degli Etruschi

Il tufo è un materiale di origine vulcanica che cominciò a essere usato nelle costruzioni dagli Etruschi sin dal settimo secolo a.C.; è leggero, quindi trasportabile, nonché facilmente lavorabile e questo ne favorì l’utilizzo. Ancora oggi, essendo molto poroso e assicurando così una perfetta aderenza con la malta, è largamente usato in edilizia.

4

Il nodo d’Italia

Il centro di Orte ha una struttura compatta a pianta ellittica, adattata alla forma del colle: le case periferiche si impiantano sul ciglio delle pareti scavate nel tufo. Per la sua posizione Orte può essere considerato un importante nodo stradale e ferroviario.

5

La città che muore

Civita di Bagnoregio è un “borgo del tufo” famoso in tutto il mondo. Per i turisti l’emozione comincia già attraversando il ponte che conduce a un un luogo incantato, immobile nello scorrere del tempo. Il segreto di Civita alla fine è uno solo: regalare emozioni.