Cratere dell'Etna
Cratere dell'Etna

Correva l’anno 1787 quando Johann Wolfgang von Goethe scrisse che «senza vedere la Sicilia non si può capire l’Italia». Eppure anche lui si era perso qualcosa perché il poeta tagliò tutta la fascia sud-orientale, da Catania in giù e oggi più che mai forse estenderebbe il suo itinerario perché proprio a Est le bellezze sono tante, concrete, materiali e tangibili.

L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto». L’anno è il 1787, quando l’Italia non c’era ancora, ma la Sicilia era già lì da millenni. Lo spirito elevato di Johann Wolfgang von Goethe capì che «senza vedere la Sicilia non si può capire l’Italia». Eppure anche lui si era perso qualcosa. Senza vedere tutta la Sicilia non si può capire la Sicilia intera: Goethe tagliò invece tutta la fascia sud-orientale, da Catania in giù. E oggi più che mai forse cambierebbe il suo itinerario di allora.

Nello spicchio meridionale del triangolo siciliano − anzi siculo, perché proprio a est stava questo illuminato popolo pre greco − le bellezze sono tante. Concrete, materiali, tangibili. Ma anche bellezze dell’anima e dello spirito, filosofiche, letterarie. È il caparbio Val di Noto, risorto dopo una calamità e che oggi può forse suggerirci come rialzarsi con umiltà e cambiare passo. Da qui, terra maschile singolare in quel paradiso femminile plurale che sono “le” Sicilie, arriva l’invito al viaggio in un paese che ci somiglia. Noto appunto, Ragusa Ibla, Modica, Scicli, Palazzolo Acreide, Catania stessa, Caltagirone, Militello. Dalle pendici dei monti Iblei alla severa eppure confortante autorità dell’Etna, dalle campagne sempre tinte, anche negli autunni più freddi, del verde del carrubo e dell’olivo alle viti e i pascoli e le eccellenze di una enogastronomia unica fra terra e mare. Otto città tardo-barocche, come recita anche l’Unesco che nel 2002 volle riconoscere il genio esuberante che seppe ri-creare questo territorio. Un viaggio che però guarda anche a quel che c’è stato prima del terremoto del 1693, oltre che all’oggi e al domani già presente. Con qualche incursione/escursione altrove, come le meraviglie archeologiche da Piazza Armerina a Siracusa. Goethe sapeva che la Sicilia ha sempre lasciato tante immagini nello spirito. E continuerà a lasciarle. Sempre.