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Sardegna, 5 grotte marine da visitare in estate

Tra leggende popolari, ritrovamenti storici, piccole spiagge e affacci suggestivi, ecco alcune tra le più belle grotte da vedere

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Oltre a spiagge da sogno e acque cristalline, la Sardegna è famosa per essere un’isola piena di bellezze naturali. Tra le tante meraviglie dell’isola ci sono anche suggestive grotte marine visitabili – soprattutto in estate – dagli appassionati di speleologia ma anche dai turisti che hanno voglia di scoprire dei luoghi particolarmente affascinanti. Scopriamo 5 tra le grotte bagnate dal mare più belle della Sardegna.

1. Grotta di Nettuno – Alghero (Sassari)

sardegna-5-grotte-marine-da-visitare-in-estate Lunga oltre due chilometri, suddivisi in diverse “stanze”, la grotta di Nettuno si trova ad Alghero, nel versante nord-occidentale del promontorio di Capo Caccia. I reperti rinvenuti all’interno fanno risalire la sua formazione a oltre due milioni di anni fa. Tra le parti più interessanti da visitare ci sono la Sala Smith – dal capitano inglese che fu tra i primi a scoprirla – in cui è possibile ammirare una grande colonna calcarea chiamata “l’organo” perché le colate assomigliano alle canne di questo strumento musicale. Nella “Sala della Reggia” è possibile ammirare anche alcuni antichi mosaici. La grotta di Nettuno è visitabile solo se accompagnati da una guida specializzata.

2. Grotta di Su Mannau – Fluminimaggiore (Carbonia-Iglesias)

Alla grotta di Su Mannau è legata una leggenda popolare: Mannau era infatti il nome di una creatura magica dall’aspetto spaventoso ma dal cuore d’oro. Gli abitanti del villaggio attorno alla grotta, però, non sapevano che il mostro fosse buono e avevano paura di lui. Per questo motivo lo rinchiusero nelle viscere della terra, sul fondo della caverna. Oggi quei luoghi sono visitabili. Pur essendo profonda oltre 8 chilometri, si possono ammirare solo i primi 500 metri della cavita e solo grazie alle varie passerelle costruite in epoca recente che consentono di passeggiare all’interno del sito.

3. Grotte di Is Zuddas – Santadi (Carbonia-Iglesias)

Anche le grotte di Is Zuddas sono suddivise per sale e la maggior parte di queste sono attualmente visitabili. Negli anni ’60 questo luogo era utilizzato come cava di marmo, un’attività che fu sospesa per ragioni di sicurezza nel decennio successivo. Le grotte di Is Zuddas presentano una particolarità che le rende uniche al mondo: sono infatti quelle che raccolgono in un’unica zona il maggior numero di aragonite di tutto il pianeta. Si tratta formazioni rocciose filiformi – e per questo chiamate fiori di grotta – che partono dall’alto, dal basso o anche dalle pareti laterali, sfidando la gravità e assumendo forme particolari.

4. Grotta del Fico – Baunei (Nuoro)

Sardegna Scoperta nel 1957, la grotta del Fico presentava un aspetto particolarmente selvaggio, ragione per cui è stata aperta al pubblico solo molti anni dopo, nel 2003. L’ingresso, che si trova a circa sette metri di altezza, si raggiunge con una passerella a cui si accede solo via mare. Lo scrittore Marcello Serra l’ha denominata ‘grotta del Castello’ per via dell’affaccio regale sul mare che si gode quando si decide di visitare questo luogo. Da qui, infatti, oltre all’azzurro intenso delle acque sarde, è visibile il golfo di Orosei. Per addentrarsi nelle zone più interne e profonde della grotta è necessario essere accompagnati da una guida.

5. Grotte del Bue Marino – Dorgali (Nuoro)

Le grotte del Bue Marino si trovano in provincia di Nuoro e sono state fino agli anni ’70 la casa di una specie animale particolare: la foca monaca. È dal soprannome che viene dato a questo animale – bue marino – che deriva la denominazione delle grotte stesse. Sono raggiungibili esclusivamente via mare e visitabili per circa 900 metri nella parte sud. Lungo il percorso alla scoperta delle cavità si incontrano anche laghetti d’acqua dolce in cui sostare, piccole spiagge e calette oltre a stalattiti e stalagmiti.