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Rossini Opera Festival, l’omaggio di Pesaro al suo figlio più illustre

A teatro e alla Vitrifrigo Arena la kermesse dedicata al celebre compositore. Tra l'11 e il 21 agosto ben 23 gli spettacoli in programma

Pesaro – Nel suo ‘Viaggio in Italia’ Guido Piovene le definiva un plurale. Le Marche comprendono, infatti, già nel loro nome un universo di contrasti: a ogni chilometro lo sguardo incappa in paesaggi e panorami diversi, in luci e colori che inaspettatamente accecano. Arte e natura, mare e collina, borghi e capoluoghi.

Scoprirla on the road riserva sempre qualche sorpresa, senza dimenticare alcune certezze come il Rossini Opera Festival che rinnova ogni anno, dal 1980, un irresistibile richiamo alla bellezza della città di Pesaro e del suo figlio più illustre Gioacchino Rossini. Due nuove produzioni (“Le Comte Ory” e “Otello”, in scena giovedì 11 agosto alla Vitrifrigo Arena), la ripresa della “Gazzetta”, “Il viaggio a Reims” dell’Accademia Rossiniana, sette concerti, il ritorno di Rossinimania e il Gala celebrativo per i 40 anni di Pier Luigi Pizzi al ROF, per un totale di 23 spettacoli occupano il cartellone che si chiude il 21 agosto.

L’Otello, diretto da Yves Abel, alla guida dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e del Coro del Teatro Ventidio Basso, e messa in scena da Rosetta Cucchi, con le scene di Tiziano Santi e i costumi di Ursula Patzak vede nel cast, Enea Scala, Eleonora Buratto, Evgeny Stavinsky, Dmitry Korchak, Antonino Siragusa, Adriana Di Paola, Julian Henao Gonzales e Antonio Garés, replicherà il 14, 17 e 20 agosto.

Il programma concertistico prevede sei appuntamenti tutti in programma al Teatro Rossini. Si comincia con quattro Concerti lirico-sinfonici: il 12 agosto Lorenzo Passerini dirige la Filarmonica Gioachino Rossini e il soprano Pretty Yende; il 14 agosto Vitali Alekseenok dirige l’Orchestra Sinfonica “Rossini”, il soprano Giuliana Gianfaldoni e il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya; il 17 agosto Fabrizio Ruggero dirige la Filarmonica “Rossini”, il Coro del Teatro della Fortuna e il basso Nahuel Di Pierro, con un programma che include “Edipo a Colono” e tre Sinfonie inedite; il 18 agosto Daniel Smith dirige sempre la Filarmonica, il Coro del Teatro Ventidio Basso e il tenore Michael Spyres. Saranno due i Concerti di Belcanto: protagoniste Sonia Prina (16 agosto) e Barbara Frittoli (20 agosto).

Torna al Festival anche “Rossinimania”: il 19 agosto al Teatro Rossini sarà proposto “Il sogno dell’orso”, intrattenimento musicale ideato da Sergio Ragni, con la partecipazione di Matteo Anselmi (regista e attore) e dei cantanti Andrea Niño, Matteo Roma e Giorgi Manoshvili. Al pianoforte, Rubén Sánchez Vieco.

Il ROF 2022 si chiude domenica 21 agosto alla Vitrifrigo Arena con “Tra rondò e tournedos”, Gala celebrativo per i 40 anni di Pier Luigi Pizzi al ROF. La serata, una messinscena curata dallo stesso Pizzi, vedrà Diego Matheuz sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e del Coro del Teatro Ventidio Basso, con la partecipazione di Vasilisa Berzhanskaya, Eleonora Buratto, Maria Laura Iacobellis, Aya Wakizono, Giorgio Caoduro, Nahuel Di Pierro, Dmitry Korchak, Giorgi Manoshvili e Matteo Roma.

E se la permanenza a Pesaro vuole essere accompagnata anche da una rapida ascesa dal mare alla montagna, dalla romagnoleggiante città in riva all’Adriatico al suo entroterra dominato dai Montefeltro, vale la pena fare una capatina a Urbino per ammirare la celebre Pala Montefeltro di Piero della Francesca, la cui replica è stata ricollocata nella chiesa di San Bernardino per celebrare i 600 anni della nascita di Federico da Montefeltro che rese Urbino la culla del Rinascimento. Lì dove riposano le sue spoglie mortali insieme a quelle del figlio Guidobaldo, ora si può ammirare la replica in scala 1:1 realizzata da Haltadefinizione, tech company del gruppo Franco Cosimo Panini Editore, specializzata proprio nella digitalizzazione in gigapixel di opere d’arte. Nel 1811 la “Madonna col Bambino e santi, angeli e Federico da Montefeltro” (detta Pala di San Bernardino o Pala Montelfeltro) venne requisita dalle truppe francesi di Napoleone. Piero della Francesca non rientrava però tra i gusti dell’imperatore e così, anziché partire per la Francia, il capolavoro venne dirottato su Brera a Milano. La riproduzione restituisce con fedeltà sia i colori che la superficie dell’opera fin nei più piccoli dettagli formali e delle pennellate.