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Ricette d’Italia, la cultura gastronomica del Belpaese secondo Slow Food

Esce in libreria il volume che racconta 100 cucine e 1.000 ricette in 480 pagine

E’ un viaggio nell’Italia del gusto, da nord a sud, “Ricette d’Italia” il volume di Slow Food Editore in libreria e sullo store online dal 6 aprile. Piatti iconici, specialità territoriali, dal fegato alla veneziana alla pugliese tiella di riso, patate e cozze, ma anche piatti stagionali in semplici preparazioni che raccontano la grande ricchezza e varietà della cultura gastronomica italiana in un ricettario. Oltre ai piatti iconici della nostra cucina ci sono anche specialità di nicchia, meno note ma altrettanto importanti e rappresentative del territorio in cui prendono vita.

In 480 pagine, 100 cucine e 1,000 ricette si racconta la tradizione gastronomica italiana, apprezzata e imitata in tutto il mondo. Un vero e proprio mosaico, realizzato grazie alla collaborazione di cuoche e cuochi delle osterie recensite nella Guida Osterie d’Italia, autentici depositari della cultura del cibo italiano e dei segreti del territorio. È infatti dalle loro cucine che arrivano le ricette raccolte in questo volume, oltre da quelle di nonne, zie, amici, habitué dei fornelli domestici che hanno condiviso le loro conoscenze, abilità e preparazioni di famiglia, tramandate nel tempo e gelosamente
custodite.

Alle ricette di paste, fresche o secche, si affiancano le zuppe e le minestre, spesso dimenticate ma importanti alleate della nostra salute, e ancora focacce e torte salate della tradizione e secondi di carne e di pesce. Ci sono i dolci, da quelli legati alle grandi ricorrenze, come panettone e pastiera, alle preparazioni quotidiane, dalle seadas al bonet piemontese. Le ricette sono spiegate nel dettaglio attraverso passaggi chiari e semplici e sono accompagnate da commenti a corredo del procedimento che spiegano l’origine del piatto o suggeriscono possibili varianti. Un’icona indica quelle vegetariane. Per facilitare la ricerca delle ricette vengono in aiuto gli indici proposti in chiusura del libro: un primo indice elenca le ricette secondo il classico ordine per portate, un secondo le suddivide per regione, e infine un terzo guida alle portate perfette da preparare in ogni stagione, a seconda della disponibilità delle primizie e la ritualità delle ricorrenze e delle festività per cui vengono preparati i piatti speciali.

“Ci sembra necessario fare una precisazione sulla tipologia dei piatti proposti. Con questo libro ci siamo prefissati di offrire una vasta rassegna delle ricette della tradizione, senza però di dimenticare di calarci nel nostro tempo – si legge nell’introduzione – con buona pace dei puristi, suggeriamo le versioni praticate nelle osterie e nelle case di oggi, con tutti i naturali alleggerimenti e le ovvie contaminazioni di cui è fatta la storia dei territori, delle cose e degli uomini. Nessuno si scandalizzi, per esempio, se nella preparazione della bagna caoda si indica di far bollire laglio nel latte, come è ormai dabitudine in Piemonte, o se si consi glia di sgrassare, filtrandolo, il brodo di cottura dei tortellini. Del resto il patrimonio gastronomico non è un repertorio statico, codificato una volta per tutte: in continuo movimento, si crea e ricrea, si deposita e si pratica. Tradizione e territorialità non sono gli unici criteri che ci hanno guidato nella scelta delle ricette. Un altro punto importante riguarda la stagionalità degli ingredienti: esercitarsi a rispettarla è una pratica utile per l’ambiente (nonché conveniente) e necessaria a salvaguardare la filosofia del buono, pulito e giusto”.

Prezzo al pubblico: 12,90 euro