Quegli antichi mulini nel parco della majella

In tour tra i pastifici storici di questa parte ‘green’ d’Abruzzo. Dai grani di un tempo fino alle farine più digeribili ma sempre bio

Per capire quanto la pasta appartenga all’Abruzzo, basta guardare la carta d’identità anagrafica di alcuni dei pastifici storici di cui questa regione abbonda come poche. Il pastificio Masciarelli vive dal 1867, anno di fondazione, e la sua produzione spazia dalla chitarra alle fettuccine rigate. Il pastificio Verrigni è datato 1898 ed è l’unico pastificio al mondo a trafilare in oro alcuni formati di pasta, giocando su porosità, maggior croccantezza, profumo e mineralità che vuol dire anche croccantezza al gusto. Un terzo esempio di longevità, ma se ne potrebbero fare altri, è il pastificio De Luca che nasce verso fine Ottocento a Chieti, fondato da Carmine De Luca, ultimo discendente di una nota famiglia di molinari, che anticamente gestiva un mulino rudimentale a palmeti per la lavorazione del grano. Le prime testimonianze storiche della tradizione centenaria del pastificio risalgono addirittura all’11 agosto del 1814, quando Nicola De Luca, di professione molinaro, si presenta presso il Comune di Picciano per registrare la nascita del figlio Zopito Achille Domenico De Luca. Allora la pasta veniva lavorata con un torchio manuale e trafile di rame, asciugata mediante la ventilazione naturale all’aperto e, al termine del processo, immessa in stanze riscaldate per l’essiccazione finale. E si arriva alla fine del secolo scorso quando, negli anni ’90, nasce il Casino di Caprafico di Giacomo Santoleri che produce pasta artigianale, utilizzando e valorizzando l’integralità di cereali minori quali farro e orzo mondo e le loro proprietà nutrizionali, come la buona tollerabilità del farro per chi soffre di intolleranze minori al glutine.

Santoleri produce la pasta Ma’Kaira, di semola di grano duro con aggiunta di sfarinato di orzo mondo che ne migliora le qualità nutrizionali per renderlo un alimento nutraceutico. L’orzo mondo infatti contribuisce al controllo del metabolismo del colesterolo, ha un effetto positivo sulla glicemia postprandiale e sulla risposta insulinemica. Da non sottovalutare anche l’effetto di aumento della sensazione di sazietà. Sul piano gustativo, un po’ come mangiare una bistecca di grano dove mineralità e cremosità si fondono in un equilibrio appagante. Consigliabile un condimento semplice, anche solo olio extravergine, pecorino e pepe oppure del pesto alla genovese. Il tempo di cottura è di circa dieci, dodici minuti per il formato Chitarra, di circa 6 minuti per il formato Linguine e di circa 7 minuti per il formato Bucatini. La pasta si cuoce in abbondante acqua, e va scolata ancor prima che la cottura risulti “al dente” per gustarne tutta la succulenta sostanza. Con la stessa sigla Santoleri produce la pasta di farina integrale di farro (90%) e farina integrale di orzo mondo (10%) con ridotto assorbimento dei carboidrati, aumento e prolungamento della sensazione di sazietà, e un gusto che si esalta con sughi bianchi o crudi.

 

IL PARCO

Lo spettacolo di una natura incontaminata

Il Parco Nazionale d’Abruzzo è un paradiso da vivere soprattutto nella stagione autunnale, con escursioni settimanali che vengono organizzate dall’ente che gestisce questo meraviglioso e incontaminato territorio che comprende monti alti fino a 2.200 metri. Un contesto in cui si alternano vette tondeggianti, tipiche dell’Appennino, a pendii dirupati che richiamano il paesaggio alpino, boschi, prati, sentieri che risalgono corsi d’acqua. Un vero spettacolo della natura. La zona centrale del parco è percorsa dal fiume Sangro, al quale affluiscono vari torrenti nella zona più esterna defluiscono, invece, le acque del fiume Giovenco, del Melfa, del Volturno e di altri fiumi. A causa del fenomeno carsico, le acque scorrono spesso in letti sotterranei e formano risorgive a valle. All’interno del parco due bacini lacustri: il lago artificiale di Barrea alimentato dal fiume Sangro e il lago Vivo di origine naturale.

 

 

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SULMONA

Benvenuti nella ‘Siena degli Abruzzi’

Avete mai sentito parlare della Siena d’Abruzzo? Eccola: Sulmona, una cittadina dove si concentra un patrimonio storico, architettonico e culturale incredibile. Sviluppatasi in epoca romana attorno al I secolo a.C., la città conserva ancora l’impianto urbanistico antico, con la via principale che si trova proprio sopra l’antico cardo romano. La città di Sulmona ha dato i natali al poeta romano Publio Ovidio Nasone (43 a.C.-18 d.C.) a cui è stata dedicata una statua realizzata dallo scultore romano Ettore Ferrari, ma le bellezze del suo centro storico sono davvero molte tanto che la città è stata anche definita ‘Siena degli Abruzzi’. La piazza principale è Piazza Garibaldi nota anche come Piazza Maggiore a causa delle sue enormi dimensioni. La piazza ospita il famoso acquedotto medievale, fatto costruire nel 1256 da Re Manfredi di Svevia, e la Fontana del Vecchio, una delle più antiche fontane di Sulmona.