Qualità e varietà: Wine Region celebrata nel mondo

Declamato come Wine Region del 2020 il Trentino si scopre come territorio di inaguagliabile valore e diversità

Wine Region of the Year 2020. Regione vinicola dell’anno: e se lo dice Wine Enthusiast c’è davvero da crederci, il Trentino è riconosciuto come la migliore area vitivinicola a livello internazionale. L’autorevole magazine newyorkese tra i più importanti al mondo per i suoi giudizi e le sua classifiche riconosce questo premio internazionale a un territorio qualitativamente dinamico ed eterogeneo, considerato ineguagliabile in Italia per la sua diversità.

Perché il 70% del territorio della provincia è posto sopra i 1000 metri di altitudine, il 20 per cento sopra i 2000 e ben 94 sono le vette che superano i 3000 metri: ebbene, questo territorio non semplice ospita un “vigneto” davvero eroico, esteso in 71 comuni su 177, con oltre 10mila ettari di superficie vitata (di cui il fondovalle occupa appena il 39%, ma un buon 20%, insomma 2mila ettari, è situato in montagna) coltivato da 7mila viticoltori – la superficie media delle aziende di coltivazione diretta non supera l’ettaro e mezzo – che afferiscono a 164 cantine, per un modello di cooperazione che ha pochi uguali nel Vigneto Italia.

Fazzoletti di terra spesso rubati alle montagne, anche a quote considerevoli, capaci di produrre – il dato è del 2019 – 1 milione e 166.220 quintali di uve tra Doc e Igt: ne risultano 990mila ettolitri di mosto e vino, al 73,5% Dop e al 21,4%, una delle più elevate percentuali a livello nazionale. Sulla diversità vitivinicola trentina influisce naturalmente anche il particolare clima dell’area: l’alternanza dei rilievi montani con il fondovalle causa il passaggio da condizioni molto fredde a un clima temperato che si riscontra nelle Prealpi, in Vallagarina e nella Valle dell’Adige in cui insistono terreni calcarei.

Terreni ghiaiosi-ciottolosi sono, invece, tipici della Piana Rotaliana, la cui combinazione con il clima subcontinentale conferisce struttura e longevità al Vino Teroldego. Gli influssi dei venti Peler e Ora rendono più miti le temperature del Valle dei Laghi, permettendo alle uve Nosiola di asciugare perfettamente sulle “arele” e vinificare un ottimo Vino Santo. Nella Valle di Cembra, buon drenaggio dei terreni e clima alpino con forti escursioni termiche favoriscono la maturazione delle uve arricchita dalle componenti aromatiche e acide che si riscontrano in diversi vini tra cui il Müller Thurgau.

 

Ricerca alla Fondazione Mach

La Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, che ha la suggestiva sede in un ex monastero agostiniano del XII secolo, svolge attività di ricerca scientifica, istruzione e formazione, sperimentazione, consulenza e servizio alle imprese, nei settori agricolo, agroalimentare e ambientale. Il ruolo fondamentale è quello didattico, sempre nel campo del vino: la Fondazione continua gli scopi e l’attività dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, fondato dalla dieta di Innsbruck il 12 gennaio 1874, quando la Dieta regionale tirolese di Innsbruck che aveva acquistato il monastero e i suoi beni deliberò di attivare una scuola agraria con annessa stazione sperimentale e ne affidò la direzione a Edmund Mach, che proveniva dalla Stazione sperimentale austriaca di Klosterneuburg. La Fondazione conta su un’azienda agricola di 120 ettari (vigneti e frutteti), e una cantina con una preziosa parte storica e una produttiva per 240mila bottiglie di vino, 13mila di spumante metodo classico e 7mila di grappe e distillati.

 

Nettari vegan nel bicchiere

Una gamma di undici etichette. Sei vini bianchi fermi, uno spumante, quattro rossi. Tutti vegan. Un esempio forse unico pur in un mondo, quello del vino trentino, che appare sempre più vocato e votato alla produzione di vini biologici, se non addirittura biodinamici o comunque “naturali”: qui siamo nella Cantina Aldeno, società cooperativa (nel solco diffuso del modello trentino, con soci conferitori che coltivano tra i 160 e i 700 metri di quota) sorta già nel 1910 nell’omonimo piccolo comune (9 chilometri quadrati, circa 3.200 abitanti) a sudovest di Trento, sulla sponda destra dell’Adige. La gamma dei vini vegan è una delle quattro linee dell’azienda, in tutto 36 etichette tra Esclusivi, Athesim Flumen (l’antico nome dell’Adige) e Trentodoc. Una scelta significativa, questa della cooperativa che conta su 400 soci ed è diretta da Walter Webber: produrre senza usare alcuna componente di origine animale. E’ la prima cantina trentina a essere certificata vegana, già a partire dal 2014.