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In Puglia seguendo i villaggi dei pescatori: quel profumo di blu, tra vicoli e piazzette

Da Vieste a Peschici sul Gargano fino alla rinomata Polignano. Luoghi da vivere sempre, anche quando si spengono i riflettori sull’estate

L’estate ci sta per salutare, ma in Puglia c’è ancora tempo per godersi qualche giorno di mare. Del resto, da nord a sud del tacco le spiagge e borghi, molti dei quali antichi villaggi di pescatori, non mancano.

Il primo potrebbe essere Rodi Garganico, nel Foggiano, che nel nome racchiude l’antica radice greca. Pur non raggiungendo certe vette di bellezza che appartengono a Vieste, Peschici o Vico del Gargano, il paesino risplende grazie ai classici elementi che contraddistinguono questa terra: il bianco abbagliante delle case e l’azzurro intenso del mare. Ma il borgo, che si trova all’interno dell’Oasi Agrumaria del Gargano (assieme a Vico e a Ischitella), è conosciuto anche per il limone Femminello e le sue deliziose arance. Se ne accorse anche la penna attenta di Riccardo Bacchelli: “Si dice che sia tanto soave l’odor degli aranceti sul lido di Rodi Garganico, da far venire le lacrime agli occhi quando è il tempo della fioritura”, annota lo scrittore, che nel ’29 pubblicò alcuni articoli sulla Stampa riguardanti proprio il Gargano, poi raccolti nel volume Italia per terra e per mare (1952). Non mancano il classico castello, aragonese, e le chiese: quella di San Pietro è la più antica, mentre San Nicola di Mira è di fondazione medievale, ma venne ricostruita nel Seicento.

‘Rotolando verso sud’, come recita la celebre canzone dei Negrita, ci si imbatte in un minuscolo villaggio di pescatori fino a qualche anno fa conosciuto solo dai locali, ma oggi molto frequentato dai turisti: stiamo parlando di San Vito, nel Barese, a pochi chilometri dalla rinomata Polignano a mare. Un luogo magico, soprattutto perché raccolto all’interno di un’insenatura stretta che accoglie un graziosissimo porticciolo e sulla quale veglia la splendida abbazia benedettina del X secolo (di cui oggi sono proprietari i marchesi La Greca, che l’acquistarono dallo Stato nel 1866). Di giorno è un’esperienza emozionante farsi il bagno nei pressi della Torre Saracena, poco distante; di sera lo è cenare in uno dei tanti ristorantini che si affacciano sul mare.

Ancora più a sud vale la pena una visita a Porto Cesareo, in provincia di Lecce, universalmente noto per le sue spiagge di finissima sabbia bianca e il mare paradisiaco. Il pesce ovviamente qui è una cosa seria, e lo testimonia la celebre ‘via delle pescherie’, che si trova nei pressi del porto e offre un mercato del pesce entusiasmante. E poi si può passeggiare sul bellissimo lungomare o, magari, fare un salto nella vicina Isola dei Conigli. Ma il borgo è famoso anche per un altro motivo: la statua dedicata a Manuela Arcuri, che si trova in piazza Nazario Sauro. Per gli appassionati di archeologia è consigliabile un giro nei pressi della spiaggia di Torre Chianca: sott’acqua si trovano infatti i resti di cinque colonne di marmo risalenti al II secolo d.C. e facenti parte del carico di una nave romana affondata.

A TAVOLA

La tradizione del pesce crudo

Il pesce crudo è una mania dei pugliesi, e soprattutto dei baresi. Non c’è che l’imbarazzo della scelta: dai celeberrimi ‘allievi’ – le seppie di piccola taglia (che possono essere non cresciute ma restare tali anche da adulte) – alle noci e alle cozze pelose, per non parlare del polpo (arricciarlo a Bari è una vera e propria arte), degli scampi e dei gamberi rossi di Gallipoli, un’autentica delizia dal sapore intensissimo. Non è invece consentito mangiare i datteri: la loro pesca è infatti illegale da tempo. È consuetudine consumare questo ben di Dio con olio, pepe e limone, ma c’è anche chi preferisce assaporarli senza alcun condimento che possa alterarne il sapore, che già da solo offre non poco.