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Zone, sul lago d’Iseo per vedere le piramidi

Sulle sponde del Sebino per ammirare le colonne di argilla e sassi sormontate da un masso a mo' di cappello, le impronte di Arcosauro sulla strada Valeriana, e i tronchi di alberi intagliati a forma di gnomo

Non occorre volare in Egitto o in Messico per ammirare le piramidi. Basta percorrere la riva bresciana del Lago di Iseo, imboccare la strada in direzione Marone e arrivare al borgo di Zone entrando così nella  Riserva Regionale delle Piramidi di Erosione. Istituita nel 1984, si sviluppa su una superficie di circa 21 ettari, tra i 400 ed i 600 metri sul livello del mare. Si tratta di un’area naturalistica importante, dove le piramidi sono “figure” geomorfologiche che si sono originate in seguito alla progressiva erosione di depositi glaciali cementati, depositati nella valle di Marse dal ghiacciaio camuno durante una sua fase di espansione.

Zone, Piramidi

Le piramidi si sono evolute, attraverso processi di erosione selettiva, interamente su questi depositi, noti anche come Formazione di Zone. Il terreno morenico è costituito da materiale fine (argilla, limo e sabbia) e da materiale grossolano (massi e ciottoli). L’azione erosiva della pioggia sul deposito morenico isola, a poco a poco, grossi massi di roccia del diametro anche di 6 metri. Questi massi, posizionati in cima  alla colonna di terra a mo’ di cappello, esercitano un’azione protettiva, ad ombrello, sul materiale sottostante fino a modellare una piramide, che può raggiungere i 30 metri di altezza. Inoltre è riparata da una pellicola protettiva formata dall’argilla insolubile che viene trasportata dall’acqua lungo i fianchi. Quando il masso sulla cima cade, la piramide si disgrega rapidamente fino a trovare un altro cappello ad un livello inferiore.

IL SENTIERO

Il sentiero delle Piramidi di Zone è un percorso ad anello che permette di vedere queste formazioni sia dall’alto che dal basso regalando paesaggi davvero suggestivi. Il sentiero non è molto complesso, ma è consigliabile evitarlo se è ghiacciato o se ha piovuto.  Il percorso inizia dalla frazione di Cislano, è lungo 2 km, è ben tracciato e, lungo il percorso, si incontrano diversi pannelli esplicativi. Durante la camminata si possono ammirare anche bellissimi scorci sul Lago di Iseo. L’accesso alle Piramidi di Zone è completamente gratuito.

LE IMPRONTE DI DINOSAURO

Dal borgo di Zone parte la Strada Valeriana, che nell’antichità era un passaggio obbligato dal Sebino alla Valle Camonica . Proprio la Via Valeriana è quella da percorrere per andare alla scoperta delle impronte di dinosauro. Bisogna camminare fino alla Madonna del Disgiolo e a pochi metri dalla chiesetta si possono vedere, con la luce giusta, un’orma di una zampa di 35 cm. lasciata da un dinosauro sulla roccia. Secondo i paleontologi si tratta di un’orma di Arcosauro, animali di oltre 600 kg, alti circa 6 metri e vissuti  nel Triassico Superiore, 220 milioni di anni fa, quando il clima era arido e qui si estendeva  una pianura alluvionale solcata da fiumi che finivano in un mare tropicale.

Zone, il bosco degli gnomi

IL BOSCO DEGNI GNOMI

Lasciati gli Arcosauri, si può entrare in un bosco magico abitato da fate e folletti. Basta tornare indietro e imboccare un’altra strada, quella per il Monte Guglielmo e, con una camminata di una mezz’ora, si arriva al Bosco degli Gnomi.

Una creazione umana che porta la firma di Luigi Zatti, conosciuto come il Rosso di Zone, un artista locale che, dagli inizi degli anni 2000,  ha intagliato i tronchi a forma di gnomi. Il Rosso ha ridato a una settantina di alberi ormai secchi una seconda esistenza come sculture. Le opere si trovano tutte sulla mulattiera che porta al Guglielmo e sono diventate una vera e propria attrattiva turistica per Zone. Purtroppo il passare  degli anni e le stagioni hanno ormai rovinato parte delle sculture originali del Rosso, ma il luogo resta comunque fatato, perché arricchito con sculture di altri intagliatori.

Inizio del sentiero nel bosco degli gnomi

LA LEGGENDA

La leggenda narra che nel bosco ci fosse una splendida fanciulla e che lì fosse solita apparire all’imbrunire per incontrare un giovane cavaliere. Il suo amante, però, per effetto di un incantesimo, svaniva ad ogni cambio di luce. La  storia racconta che solo quando la città dei sogni, quel paese in armonia e in equilibrio con la natura , i due amanti potranno vivere insieme senza separarsi mai più.

Infine per scoprire le curiosità su questo piccolo borgo, per assaggiare i sapori tipici e per rilassarsi in mezzo al verde, c’è l’hotel Almici, un tre stelle che soddisfa ogni esigenza.

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