Santarcangelo di Romagna
Santarcangelo di Romagna

Ogni borgo è un racconto. Che siano le pietre antiche, una rocca imponente o una piazza incorniciata dai portici, che sia una tradizione o un piatto tipico, ogni borgo custodisce una storia, il proprio ‘genius loci’. Il nostro viaggio si dipana tra il grande fiume, l’Appennino e il mare. Lungo la via possiamo ascoltare l’eco di battaglie e di contese. Infatti i borghi spesso erano avamposti militari o di difesa dei confini, come Vigoleno (in Comune di Vernasca, nel Piacentino) che già nel 1141 fungeva da avamposto militare del Comune di Piacenza, poi per molti secoli conobbe la signoria degli Scotti e ancora oggi sembra un luogo fuori dal tempo, una cartolina dal Medioevo, oppure Stellata di Bondeno, nel Ferrarese, citata perfino nell’ «Orlando Furioso», con la sua Rocca Possente a ridosso dell’argine destro del Po, che già attorno all’anno Mille sorvegliava il fiume. E ancora Fiumalbo, l’ultimo affascinante paese dell’Appennino modenese, a ridosso ormai dell’Abetone, dove case in sasso, capanne celtiche, corsi d’acqua limpida e misteriose marcolfe ci testimoniano orgogliose radici. Mentre a Montegridolfo (Rimini), in posizione strategica fra Romagna e Marche, ritroviamo anche le tracce della seconda guerra mondiale, quando il borgo di ascendenze medievali si trovò a essere uno dei capisaldi orientali della Linea Gotica.

Palazzi, manieri e torri hanno visto fiorire passioni e grandi amori. Nel castello di Torrechiara (Parma), la stupefacente Camera d’Oro affrescata da Benedetto Bembo nel 1463 fu il dono di Pier Maria II de Rossi per la sua dama, Bianca Pellegrini di Arluno. Mentre a Montefiore Conca (Rimini), un territorio sempre conteso fra i Malatesta e i Montefeltro, si rievoca l’amore travolgente di Costanza Malatesta che nel 1378 perse la testa (e purtroppo anche la vita) per Ormanno, un nobile tedesco che comandava «50 lanze». A Portico di Romagna (Forlì Cesena) ritroviamo invece il palazzo che fu di Folco Portinari, il papà della Beatrice dantesca. Mentre a Castello di Serravalle, nel Bolognese, si narra la leggenda di Boccadiferro, signore del luogo, che fece uccidere le sue dodici mogli: nelle notti di maggio – si dice – gli spiriti inquieti di queste donne vagano per le vie del borgo, e spargono profumo di fiori.

Ogni borgo ha anche un suo sapore e una sua curiosità. A Zibello (Parma) assaggi la prelibatezza del culatello ma nel frattempo puoi scoprire la sorprendente «Raccolta del Cinematografo», una collezione di pezzi rari della storia della cinema, a cura di Luciano Narducci. Mentre a Goro (Ferrara), dove il Po arriva al mare, trovi le vongole appena pescate, ma ti sembra anche di sentire la voce della mitica Milva, che nel piccolo ‘teatrin’ cantava da ragazzina. E a Casola Valsenio (Ravenna) il Giardino delle Erbe ci accoglie con 450 tipi di erbe officinali e aromatiche, e da giugno la strada della lavanda colora il paesaggio come in un dipinto provenzale. È proprio vero: la bellezza può sbocciare anche dietro l’angolo.

 

TOP 5 BORGHI EMILIA ROMAGNA

 

1. COME UN FILM
A Castell’Arquato (Piacenza), fra torri, campanili e la rocca viscontea, si ritrovano le atmosfere del film “Lady Hawke” di Richard Donner che venne girato anche qui.

 

2. ORO NERO
Spilamberto (Modena) è la patria dell’aceto balsamico tradizionale. Un museo ne racconta storia e curiosità. Con degustazioni www.museodelbalsamicotradizionale.org

 

3. LA PICCOLA BOLOGNA
Le sorprese di Pieve di Cento (Bologna): un delizioso teatro bomboniera incastonato nel palazzo Comunale, e capolavori di Reni e Guercino nella Collegiata www.comune.pievedicento.bo.it

 

4. SOTTO SOTTO
Santarcangelo (Rimini) rivela un’incredibile città sotterranea con grotte e passaggi segreti scavati nel tufo del monte Giove www.iatsantarcangelo.com

 

5. CONTRO IL MALE
Nella basilica di Sarsina (Forlì Cesena) si impartisce una tradizionale benedizione con l’antico “collare” di San Vicinio. www.basilicadisanvicinio.it