Grottammare
Grottammare

Il 2020 coincideva con anniversari illustri come il 500° della morte di Raffaello o il Giubileo Lauretano indetto da Papa Francesco per ricordare il centenario della proclamazione della Vergine Nera a patrona degli aviatori. Il rinvio degli eventi correlati, causa Covid, non ha sguarnito i carnet di appuntamenti del 2021 che vedrà il recupero di gran parte della programmazione persa lo scorso anno. Urbino, la città natale di Raffaello, non solo ricorda il pittore ma anche il suo maestro, il Perugino, che nel 2023 raggiungerà a sua volta il quinto centenario della morte. Vittorio Sgarbi allestirà dal 5 giugno al 26 settembre nelle sale del Castellare al palazzo Ducale la mostra <Perugino Il maestro di Raffaello>. Ma Raffaello rappresenta un eccellente trait d’union anche con Loreto, il cui museo Pontificio della Santa Casa, presenta dal 18 luglio al 17 ottobre <La Madonna del velo o Madonna di Loreto di Raffaello. Storia avventurosa e successo di un’opera>. E in questo virtuoso circolo che vede in Raffaello un incomparabile fil rouge ecco spuntare anche la patria del commissario tecnico Mancini, nativo di Jesi. Proprio qui, fino al 30 settembre, i Musei Civici di Palazzo Pianetti ospitano la mostra <Raffaello e Angelo Colocci. Bellezza e scienza nella costruzione del mito della Roma antica> che studia le connessione tra Raffaello e l’umanista rinascimentale jesino che a Roma divenne punto di riferimento per artisti, antiquari e poeti.

Per rimanere nell’alveo degli anniversari, il 2021 è anche il settecentenario dantesco. E le Marche ricordano il Sommo Poeta con due itinerari che toccano luoghi diventati mitici e leggendari proprio attraverso le sue terzine. Oltre Gradara e il suo castello, alla ribalta il fanese Jacopo del Cassero che dà la possibilità a Dante di descrivere la regione come <quel paese che siede tra Romagna e quel di Carlo>, ovvero il regno di Napoli retto da Carlo II d’Angiò. E Jesi torna anche in questo capitolo perchè proprio qui nell’estate del 1472 venne pubblicata la prima edizione a stampa della Commedia grazie al tipografo Federico de’ Conti. Senza dimenticare che, come ricorda la monumentale piazza Federico II,  vi aprì gli occhi sul mondo l’imperatore la cui abilità politica Dante ammirava esprimendosi a tal proposito nei Canti X e XIII dell’Inferno.

Fino a metà giugno, poi, Platea delle Marche in festa riapre 21 teatri della regione con classici, nuova drammaturgia, danza e musica (oggi a Recanati Elisabetta Pozzi sarà Cassandra, giovedì Camerino ospita <Una canzone d’amore> con Paola Gassman e Ugo Pagliai, il 5 giugno la compagnia Ribolle porta la magia delle bolle di sapone al teatro Lauro Rossi di Macerata e il giorno dopo a Fabriano). Dal 4 al 13 giugno a Polverigi e Ancona torna Inteatro Festival, il cui primo weekend è dedicato alla danza nella splendida cornice di Villa Nappi a Polverigi. Dal 7 al 13 al Teatro delle Muse di Ancona si alterneranno spettacoli e progetti internazionali con una personale dedicata a Romeo Castellucci. La lirica propone oggi pomeriggio al Pergolesi di Jesi l’assoluta novità del titolo contemporaneo <Notte per me luminosa> di Marco Betta diretto da Marco Attura. Dal 23 luglio torna il Macerata Opera Festival e dal 9 al 22 agosto un altro must dell’estate musicale come il Rossini Opera Festival di Pesaro. Perché le Marche sono un luogo privilegiato anche per chi vuole rifarsi dalla lunga astinenza forzata dagli spettacoli.

 

Top 5 delle Marche

 

1. Borghi strategici 
Tra il 2 e il 9 settembre prima edizione di Marchestorie: in passerella quattro borghi per ogni provincia con le loro chiese, i palazzi, teatri, musei e biblioteche

 

2 . Seicento d’oro
Il secolo d’oro delle Marche è il XVII: appartengono al Seicento maestri del linguaggio figurativo come Federico Barocci, Giovan Francesco Guerrieri, il Sassoferrato, Carlo Maratta

 

3. Tempio del neoclassico
Lo Sferisterio di Macerata venne inaugurato nel 1829 su progetto dell’architetto Ireneo Aleandri che ricevette la committenza per uno stadio destinato al gioco della palla col bracciale

 

4. Papa in scena
Grottammare ha dato un papa alla storia della Chiesa: si tratta di Sisto V, al secolo Felice Peretti, assurto al soglio pontificio nel 1585 e morto nel 1590

 

5. Monte Catria
Per escursioni all’aria aperta imperdibile la zona dell’eremo camaldolese di Santa Croce di Fonte Avellana circondato da rigogliose faggete alle pendici del Monte Catria