Nettari Pop freschi e biologici

Tre mondi eroici nel bicchiere. Dal nord del Lambrusco al centro del Pignoletto, fino al sud del Sangiovese. Senza dimenticare i vini dolci e passiti

Odio l’estate, cantava Bruno Martino negli anni Sessanta col suo languido swing. E in questa caldissima estate 2021 non resta che consolarsi con bianchi e bollicine rosse dell’Emilia Romagna, regione pop anche per il vino. Terra di vini di qualità, dove il rapporto qualità/prezzo è sempre vincente.

Regione complessa, anche nel bicchiere. Qui convivono tre mondi enoici: il nord rosso frizzante di Lambrusco tra Modena-Reggio-Parma, il centro bianco frizzante/fermo del Pignoletto Docg e Doc, il sud rosso di Sangiovese di Romagna con una forte crescita della bianca Albana secca. Senza dimenticare i vini dolci/passiti divisi tra l’Albana romagnola e i Colli piacentini e parmensi con le loro Malvasie.

Partiamo dalle terre del Lambrusco. Il Concerto di Ermete Medici è un super-classico, super-premiato in Italia e all’estero. Nasce con la vendemmia 1993, è il primo Cru di lambrusco, base uve Salamino , prodotto nel Reggiano. Con la vendemmia 2020 Concerto è anche biologico. Un bicchiere che non tradisce: fragole, lamponi e ciliegie al naso, in bocca rotondo, fresco, suadente (8 euro sul sito www.medici.it)

Un altro Lambrusco super-classico viene da Modena, da casa Chiarli, che ha da poco festeggiato i 160 anni di vita. Il Vecchia Modena Premium è bottiglia iconica, pietra miliare nella riscoperta del Sorbara, un tempo una delle varietà più scontrose del Lambrusco, e oggi riscoperto per bollicine taglienti e sapide. Il Vecchia Modena 2020 “Mention Honorable” è di un rosa profondo, profumi definiti di fragola e sottobosco. In bocca è fresco, penetrante, minerale, straordinariamente piacevole. (8,80 € sul sito www.chiarli.it)

I Colli bolognesi sono la culla del Pignoletto Docg, un bianco che ‘tira’, soprattutto in versione frizzante. Quello di Floriano Cinti – vigna a Sasso Marconi, coltivata nel rispetto dell’equilibrio biologico – affina 3 mesi in autoclave sui propri lieviti, ha bei profumi varietali ed è piacevolissimo ddi beva, fresco e invitante (8 € in enoteca).

L’Albana è l’uva bianca principe della Romagna. Conosciuta per anni solo in versione dolce, passita, oggi è stata riscoperta in versione secca, grazie anche a iniziative come il Club dei bianchi. I Croppi 2020 di cantine Celli è un bel biglietto di ingresso ai bianchi di Romagna. Dal territorio di Bertinoro, luogo di scambi antichi tra terra e mare, territorio ineguagliabile per caratteristiche climatiche e geologiche, è bicchiere di profumi fruttati e agrumati, al palato energico, vibrante, persistente (7,58 € sul sito www.celli-vini.com).

Da un altro territorio vocato, i colli di Imola, una Albana diversa ma ugualmente stimolante. Il Codronchio 2019 del Monticino Rosso è un’Albana secca da vendemmia tardiva. Affinato oltre due anni tra acciaio e vetro, è bicchiere di bella carica minerale, che può sfidare gli anni. Grande naso di fiori e frutta gialla, solido e succoso in bocca, rotondo e ‘lungo’. (15 €)