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Morisfarms: «Ripartiamo dalla Maremma»

Le due tenute in Toscana e una propensione a guardare al futuro: «Siamo pronti per una vera ripresa, che passa anche dal Vinitaly»

Trecento anni fa la famiglia Moris partì dalla Spagna per raggiungere la Maremma: un sogno d’amore s’avverava. Amore genuino per una terra ancora vergine, appena sfiorata dalla ingombrante presenza dell’uomo, ma ricca di straordinarie risorse naturali. Amore anche e soprattutto per il vino, che in queste campagne trova il suo ambiente ideale e che per i Moris era già splendida passione: il racconto dell’azienda Morisfarms è tutto in questa profonda e saggia semplicità.

La tenuta Poggetti è la proprietà storica della famiglia Moris: situata su una collina ad appena 10 minuti dal Golfo di Follonica, dalla fattoria principale si può vedere facilmente l’isola d’Elba e in certe giornate si vede in lontananza anche l’isola di Montecristo. Qui la famiglia coltiva olivi per il suo Olio Extra Vergine d’Oliva, cereali e vini dalle denominazioni Igt Toscana e Doc Maremma Toscana. La seconda tenuta è stata acquistata nel 1971: qui, a Poggio la Mozza, avviene la produzione del Morellino di Scansano Docg.

Ranieri Moris, ma qual è il segreto della vostra forza?

«Siamo una delle realtà che ha fatto un po’ la storia vitivinicola della Maremma negli anni, soprattutto dai ‘70 in poi. Parlare di vino in Maremma, prima, era decisamente un tabù».

Come mai?

«Qui c’era terra brulla, si facevano pastorizia e transumanza, era terra di cereali, ma non era sfruttata dal punto di vista vitivinicolo. La nostra è stata una scommessa per fare il salto di qualità».

E oggi?

«Oggi un territorio nato sull’onda dei vini rossi si sta scoprendo votato anche ad altro, cioè ai bianchi e ai rosati».

Questi due anni di pandemia, invece, come hanno influenzato la vostra attività?

«Dal nostro canto, il virus non ha provocato danni irreparabili: siamo stati più fortunati di altri, diciamo così. Ma siamo strutturati con tre punti vendita diretti sul territorio, che hanno continuato a operare e ci hanno consentito comunque di mantenere flussi costanti».

Poi?
«In più va detto che la nostra azienda guarda per il 60% della produzione al mercato interno, e solo per il 40% all’estero. Ecco perché, al momento, non stiamo accusando particolarmente il colpo dell’incertezza a livello internazionale, nonostante – fisiologicamente – i rincari e gli aumenti dei prezzi stiano mettendo in difficoltà anche la nostra azienda».

Non da ultimo, il Vinitaly: che significa tornare in presenza?

«È il principale salone del vino italiano, punto di riferimento anche all’estero: è fondamentale essere di nuovo qui».

E le prospettive per l’estate?

«Ripartiremo anche con il nostro punto ristoro, la Terrazza Moris, dov’è possibile sorseggiare il nostro vino al tramonto affacciati sul mare e sul golfo di Follonica».