Molise
Molise

C’è un luogo nel cuore dell’Italia che è rimasto originario come il silenzio che vi regna, ideale per chi è alla ricerca di genuinità e borghi tranquilli. Benvenuti in Molise. Termoli, il centro più noto, sul mare, è solo il punto di partenza per il viaggio. Dal suo antico centro si scorgono le colline di San Martino in Pensilis, il balcone del Molise. Dal belvedere la brezza sale dai valloni e lo sguardo si appoggia su un’interminabile sequenza di colli. Come quello di Larino dove si fa sosta davanti al portale della cattedrale e sulle scalinate dell’anfiteatro romano tra campi di grano e uliveti. La vista sul lago di Guardalfiera nasconde l’idea stessa del viaggio nella natura. Poi, lungo il fiume Biferno, si distingue Campobasso all’orizzonte, complice l’aria pulita. La città si sventaglia sotto il Castello Monforte mentre la sera, intorno ad essa, si distinguono i villaggi appollaiati sulle alture come lampi di luce. Di nuovo il Biferno, che prende acqua dal torrente Callora a Roccamandolfi, puro paradiso di adrenalina per chi si diverte con il kayak lungo gli scivoli naturali. Chi è meno temerario arriva in mountain bike ai 1600 metri sotto il Monte Miletto lasciandosi cullare dal frastuono delle rapide. Il fragore rimbalza contro le pareti dei Monti del Matese. Vi è aggrappata anche Sepino. Meglio: l’ultima delle tre Sepino. La prima, città sannita più a monte, fu distrutta dai Romani, sostituita da Altilia a fondovalle, la Sepino romana che si può visitare, e la Sepino attuale. 


Anche Isernia è un perfetto esempio di viaggio nel tempo. Inizia 730mila anni fa presso lo scavo paleolitico del Museo Nazionale di Santa Maria delle Monache, continua sull’antico cardo della colonia latina dal quale si diramano i caratteristici vicoletti e si conclude con il ritmo dei fuselli usati dalle donne per riprodurre i merletti a tombolo, alcuni conservati nel Museo dei Costumi (musec.is.it), e con lo scorrere dell’acqua della Fontana Fraterna. A Frosolone, si avverte invece il battito dei magli, mossi dai coltellinai per produrre lame. Ci sono da osservare anche oltre 500 coltelli nel Museo dei Ferri Taglienti prima di stuzzicare l’olfatto al Museo del Profumo di Sant’Elena Sannita (museodelprofumo.net). Nell’orto botanico si coltivano mirto, lavanda, zafferano e un’altra dozzina di essenze, che si possono imparare a conoscere. Un’altra musica a Scapoli: le botteghe producono zampogne. Qui si può infilare il sentiero che porta ai 1805 metri del Monte Marrone e alla capanna dove visse Georges Moulin, il pittore francese amico di Matisse. In discesa a Castelnuovo a Volturno lo ricorda uno spazio espositivo. 


Chi ama l’arte continua per gli scavi della vicina città monastica benedettina di San Vincenzo al Volturno. La natura dà il meglio di sé lungo i sentieri della Riserva della Biosfera Collemeluccio-Montedimezzo mentre nei vicini boschi di cerri, carpini e noccioli di San Pietro Avellana si cava il 60% del tartufo nero e il 40% del bianco d’Italia. Chi ama il nordic walking sale a Capracotta. A Prato Gentile e sulle pendici del Monte Capraro la fatica è ripagata con suggestive vedute sulla vallata del Sangro. Il profilo di Agnone si percepisce appena. È la tappa finale del viaggio, tra chiese e botteghe che si rincorrono una dietro l’altra. L’assaggio di mandorle confettate ricce e ostie, e la scoperta degli ultimi ramai e produttori di campane sollecitano la fermata.