Marche, viaggio alla scoperta dei caratteristici maccheroncini di Campofilone Igp

Dal 1.400 la tradizione dei fili sottilissimi si rinnova nelle cucine marchigiane. I segreti di Vincenzo Spinosi che ha creato gli ‘spinosini’ esportandoli nel mondo

Prendeteli e spettinateli, giocando ad abbinarli con i sughi più disparati. Sono i maccheroncini di Campofilone Igp, ovvero la pasta secca ottenuta dalla lavorazione delle uova e della farina di grano tenero o della semola di grano duro. Una pasta che ha una precisa zona di produzione (Campofilone in provincia di Fermo) e un procedimento di produzione rigoroso: impasto a mano, sfogliatura, taglio, essiccazione, da sette a dieci uova per ogni chilo di semola di grano duro oppure di farina di grano tenero. L’impasto viene prima sfogliato a mano e tagliato, quindi essiccato, ponendo i maccheroncini su foglietti rettangolari di carta alimentare bianca di lunghezza compresa fra 32 e 35 cm e larghezza di 22-26 centimetri. Una tradizione documentata fin dal 1.400 che nasce dall’esigenza di avere pasta tutto l’anno anche in assenza delle uova: la pasta essiccata infatti ben si conservava nelle madie ma si incurvava e rompeva in più punti e quindi si iniziò a tagliarla in fili sottilissimi.

Tra gli artigiani che hanno fatto conoscere questa pasta nel mondo c’è Vincenzo Spinosi che ha creato gli ‘spinosini’, realizzati con uova di gallina livornese e con l’aggiunta di omega 3. Una idea gustosa concepita nel 2000 da Spinosi che voleva celebrare il nuovo millennio con questo taglio di pasta particolare realizzato in collaborazione con la facoltà di Agraria di Ancona. Gli spinosini sono come fili di chitarrina, tengono la cottura e sono molto versatili per la scelta del condimento, sia con una salsa di carne che di pesce o verdure. Tra le ricette che hanno fatto il giro del mondo: olio prosciutto e limone, oppure al tartufo, ragù grigliato di manzo e pesto di rucola. Marco Spinosi sta sviluppando un nuovo progetto innovativo: le ‘Fettuccine più’ con impasto di uova e legumi, ricche di proteine e povere di glutine, ideali per chi fa sport e per chi deve contenere il picco glicemico, leggere e gustose con i sughi più diversi.

 

 

Top 5 delle Marche

 

1. LA VALLE DELL’ASO

La Valle dell’Aso è un territorio da vivere: si apre, al centro del Piceno, lungo il fiume Aso, dalle sorgenti nel cuore dei monti Sibillini alle spiagge dell’Adriatico. Da percorrere, in auto, a piedi, in bike tra natura, torri e campanili.

 

2. FASCINO TRA LE MURA

Il centro storico di Campofilone (Fermo) conserva il suo fascino storico protetto dalle mura con lo spettacolare viale alberato che culmina nella Porta Marina. Merita assolutamente una visita.

 

3. LA SPIAGGIA DI MARINA DI CAMPOFILONE

Per chi da Campofilone vuole avventurarsi verso la costa, c’è Marina di Campofilone con una spiaggia di sabbia e ghiaia lunga un chilometro e mezzo in cui passeggiare o, nella bella stagione, concedersi un bagno.

 

4. IL TEATRO COMUNALE UN GIOIELLO

Il teatro comunale di Campofilone è impreziosito dalla figura del Dio Apollo sul soffitto della sala, opera dell’artista Nicola Achilli. Il teatro fu costruito negli anni 1928-1930 con una sottoscrizione pubblica. I muratori e i braccianti offrirono gratuitamente giornate di lavoro, altri sottoscrissero polizze di 100 lire.

 

5. LE PERLE LONTANE DAL MARE

L’abbazia San Benedetto: l’origine della chiesa è medioevale. In origine il complesso era costituito da una piccola chiesa a due navate con campanile e dall’annesso monastero con orto, costruiti nel corso del medioevo su un terreno già occupato in età romana probabilmente da una villa o da un tempio pagano.