Smerillo, nel borgo con vista sull’insieme
Smerillo, nel borgo con vista sull’insieme

Marche questione privata, questione di mistica, di arie, venti, paesaggi, solitudini, pace. Nel monastero di San Silvestro a Fabriano trovava rifugio e ispirazione Franco Battiato. Qui pensava le sue canzoni e lasciava che arrivassero, in ascolto, per poi coglierle. Il monastero è imponente e statico, pare un gigante di pietra calato dal cielo. La mistica qui è musicale e la voce, se entrate, risuona ovunque parliate. Forse per questo il monastero è stato fonte di ispirazione per il musicista. Altra eco è quella delle caverne del Conero, il monte del mito di Ancona, nelle cui viscere nasce il tartufo nero, quello che, come amano dire (e mangiare) i francesi, sa più di terroir. Calpestate questo suolo. è diverso da quello bianco di Fabriano: qui, nello strapiombo del mare, c’è della ruggine, del minerale, c’è la pungenza speziata del corbezzolo, che poi ritroviamo anche nel vino più buono e meno conosciuto, ovvero il Rosso Conero, cioé il sangue del monte nelle cui viscere scorre per poi sgorgare giù, nelle vigne. Un salasso insomma, terminato il quale (di bere) potete rimettervi in auto per riportarvi al centro della regione, passando per Loreto, la santa casa dei rosari meditati e cantati dagli accenti dei gitani di ogni dove. La casa delle pietre parlanti.

Usciti, potete tagliare la regione in diagonale verso i Sibillini, con sosta a Servigliano, in una terra di calanco, secca e ricca, piena di minerale tritato, granulosa, che potete anche bere stappando una bottiglia di «Regina del Bosco» o di «Solo» della cantina Dezi. Stefano Dezi imbottiglia le Marche e la sua rurale finezza, la sua fatica di seta, il suo mantra segreto, il suo animo un po’ francese. Insomma una cantina mistica, da cui potete guadagnare le vette di Amandola, con il suo diamante del bosco, il tartufo, appunto. Il paese sta lungo la strada, a metà tra la civiltà e le nuvole, tra l’uomo e l’ascesa. Ora et labora, dicevano i monaci benedettini ed è un bel predicare anche oggi, anche fuori porta: sull’altura della vallata del Tenna dove si staglia, nudo nella prateria, il complesso romanico dedicato ai Santi Rufino e Vitale, le cui origini si perdono negli anni anteriori al mille. L’architettura è essenziale, romanica, semplice, e affonda la mistica nella cripta sottostante con il suo splendido segreto che nessuno o pochi sanno, nelle Marche così come fuori: gli affreschi con motivi geometrici, linee scure e figure sottilissime, uno degli esempi più rari di arte del XII secolo.

 

SASSOFERRATO

Sapori autentici

La bottega di Memorì’s, è una osteria, degusteria con mescita e selezione di prodotti esclusivamente marchigiani. Vi si può fare l’aperitivo, ma anche la cena, con tipicità autentiche quali la coppa di testa di Roberto Alessi, in assenza di prodotti chimici, la mortadella con i paccasassi, la crescia sfogliata d’Urbino, o anche la fonduta di casciotta con il tartufo nero. La selezione dei vini è marchigiana, con particolare attenzione alla nuova denominazione «Matelica», ovvero al Verdicchio di queste zone che ha una spiccata mineralità.

 

SMERILLO

Nel borgo con vista sull’insieme

Le Marche sono un agglomerato naturale di piccole frazioni. Ma ce n’è una in particolare che potremmo elevare a simbolo di marchigianità: Smerillo nel Fermano. Solo andandoci capirete perché. Siamo sul tetto delle Marche, da cui dominare tutta la regione. In antichità questo piccolo borgo abbarbicato nel Fermano, era un castello. Camminare nei vicoli del borgo è un po’ scoprire brandelli di storia. Camminando lungo la cinta muraria potete osservare i ruderi del castello e di ciò che resta della Porta Nord e del Cassero. Da vedere anche il mulino ad acqua del 1700 sul fiume Tenna nella frazione Val di Tenna. E per chi ama la natura, ci sono i laghetti e le piccole cascate del «Fosso delle anguille», a cui si accede dalla frazione di Durano.

 

FONTEMAGGIO SERVIGLIANO

Tra sole e vento

Cantina Dezi, contrada Fontemaggio Servigliano. Il tratto che distingue queste campagne è la terra picchiata dal sole e spazzata dal vento. Lo stesso territorio che si beve nei vini di questa cantina che non a caso la guida Espresso, in una delle passate edizioni, aveva premiato come cantina dell’anno. Ma non sono i premi l’argomento preferito da Stefano e Davide Dezi, che anzi rifuggono dai riflettori preferendo la campagna e i loro grandi vini: il «Dezio», Igt rosso di grande finezza, il «Solo», vino mitologico con tannini virulenti. La famiglia ha origini contadine e mantiene in bottiglia i principi dei fondatori dell’azienda, Romolo e Remo: verità in bottiglia, niente altro che verità.

 

ASCOLI PICENO

La pizza con grani selezionati e antichi

La Pizzeria La Scaletta ad Ascoli Piceno è il luogo giusto per chi cerca la pizza con grani antichi selezionati, e con una lenta lievitazione naturale. La selezione delle materie prime marchigiane per la farcitura è accurata e rispetta la stagionalità. Qualche esempio di pizze speciali: «Mama non mama» con polvere di pomodoro, mousse di bufala e basilico fritto; poi la margherita 2.0 con pomodoro, pera marchigiana, stracciatella di burrata ed emulsione di basilico. La pizzeria è tra quelle selezionate per il circuito Pizza Marche curato dall’azienda speciale per l’agroalimentare della Camera di commercio di Ascoli che allestirà in autunno un tour per le pizze gourmet Marche.