Marano, 5 cose da fare per scoprire la sorprendente Laguna

Un itinerario alla scoperta del paradiso naturale friulano, fra specie rare di uccelli, i caratteristici casoni, le isole dove fare sport e una cucina verace a base di pesce

Ernest Hemingway la definì ‘la Florida d’Italia’. Lignano Sabbiadoro ha in effetti qualcosa che ricorda lo stato americano dove il sole splende tutto l’anno: in pochi chilometri si concentrano una lunga striscia di sabbia dorata, una grande area verde (la pineta) e una nightlife di tutto rispetto. Ma oltre la rinomata cittadina balneare friulana, in un ambiente che incrocia la Florida ma anche un po’ certe zone del sudest asiatico, c’è tutto il mondo della Laguna di Marano da scoprire. È un’oasi di natura, pace, villaggi di pescatori, riserve protette regno di molte specie di uccelli, locali originali in mezzo alle anse dei canali, isole per fare sport, una cucina a base di pesce fresco e il panorama dei ‘casoni’ che non ha eguali al mondo.

Ecco cosa fare e vedere nella Laguna di Marano.

1. Escursione in bici nella laguna

Una bella esperienza alternativa alla vita da spiaggia è un itinerario alla scoperta della laguna di Marano in bicicletta. Sono circa 36 km da Lignano Sabbiadoro, tutti in pianura e senza dislivello, un percorso quasi interamente su strade bianche, alla portata di tutti. Per farlo tutto ci si impiega una mattinata, fermandosi qua e là sugli argini per ammirare il panorama della natura maranese, fatto di spiaggette solitarie popolate di aironi, casolari antichi, chiesette,  boschi rinfrescanti come quello della Muzzana, e gli scorci del fiume Tagliamento e dello Stella. Il percorso incrocia la Via Romea e la Adria Bike, la ciclovia che dai monti della Slovenia porta a Ravenna; volendo, chi è allenato può proseguire fino a Grado e Trieste.

2. Visita al paese

La cittadina di Marano Lagunare è ricca di spunti originali che non ti aspetti. Storia, geografia e lingua non sono così scontate come si potrebbe pensare. Marano si trova in territorio friulano ma i maranesi si sentono veneti, a partire dal dialetto e dalla cantilena della parlata. Inoltre, l’appartenenza alla Repubblica di Venezia è un’eredità che si fa sentire ancora oggi: molti abitanti del borgo sostengono un po’ per scherzo che ‘tutto ciò che sta sul mare è di Marano’, appellandosi a una antica legge veneziana. Siamo in un antico villaggio di pescatori, con un centro ben conservato e una marina di una certa importanza, che ospita centinaia di barche da pesca sempre attive. A Marano vale la pena fare una sosta anche per un pranzo in uno dei diversi ristorantini con dehor: qui si cucina pesce da secoli, con una particolare predilezione per il fritto misto, che è davvero un’eccellenza.

3. Navigazione nella riserva

Navigare in laguna su una imbarcazione (in kayak per i più avventurosi) vale il viaggio. Si parte da Marano Lagunare o da Lignano, prenotando l’escursione presso i tour operator locali, e si entra nel mondo di canali, canaletti, anse e microisole in cui l’acqua salmastra e quella dolce si confondono.
Siamo nella Riserva Naturale delle Foci dello Stella, fiume che nasce 47 km più a nord e scorre più o meno parallelo al Tagliamento, dando vita a un paradiso protetto per tantissime specie di uccelli, compresa una colonia di rari aironi rossi. 1400 ettari di verde e azzurro, senza auto, hotel e moto d’acqua. bilancia-riserva-stella
Ci si può fermare a mangiare piatti di pesce alla Bilancia di Bepi, a Palazzolo sullo Stella. Non è un luogo qualsiasi ma una vera istituzione locale, un’osteria di mare amata da Ernest Hemingway e da diversi artisti, ma anche un luogo di ittituriamo consapevole, con un giardino molto rilassante in cui mangiare. Da poco rilanciata dalle nuove generazioni della famiglia Ciprian con attenzione all’ambiente e ai ‘prodotti poveri’ (come il cefalo), offre piatti di pesce appena pescato con la scenografica bilancia posizionata sul fiume.

4. Ammirare i casoni

L’imbarcazione è il mezzo migliore per osservare da vicino i ‘casoni’ (casòn in dialetto locale), le antiche abitazioni dei pescatori che, prima dell’avvento delle barche a motore, si fermavano qui a dormire la notte dopo una giornata in mare. Sono edifici costruiti in canne palustri dalla tonalità scura, con i tetti alti, che si possono vedere solo qui (quelli dalla parte di grado sono in muratura). Ce ne sono 45 in tutta la zona, di cui 16 presso la foce dello Stella. Sono in concessione alle antiche famiglie dei pescatori maranesi, oggi usati come luoghi di ritrovo e svago. Alcuni sono visitabili (ad esempio contattando Somewhere Tours). Non c’è niente di simile in Europa: navigarci ti proietta in un’atmosfera esotica da Indocina davvero suggestiva.

5. Esplorare le isole

Un brevissimo tratto di mare separa il Faro Rosso di Lignano dall’Isola delle Conchiglie, ma sembra di stare su un altro pianeta. Da qui verso est si allunga il sistema di isole e ‘banchi’ che arriva fino a Grado. Sono pressoché disabitate, popolate solo dalla vegetazione selvaggia. Hanno acque incredibilmente turchesi e sono raggiungibili solo via mare. Per questo sono diventate una meta per amanti degli sport acquatici come il kitesurf, il wakeboard, il Sup, le immersioni, che si possono fare lontano dalla folla degli stabilimenti balneari.
Ma sono anche l’occasione anche per una giornata di relax senza fronzoli, o per osservare impressionanti tramonti infuocati che venano il cielo di viola e arancione. marano-navigazione-laguna