Maiella, il luogo dell’anima

Incantevoli borghi e natura selvaggia per una fuga non solo romantica

abruzzo montagna

Aspra, selvaggia, eppur materna. La Maiella, vetta dell’Appennino abruzzese, è la meta ideale per una fuga, non solo romantica, a caccia di borghi dal fascino indiscutibile. Scrigno di preziosi segreti, il massiccio è un angolo d’Italia ricco di contrasti. Inciso da profondi valloni e gole che si estendono fino alla costa adriatica, ricoperto da boschi lungo il versante occidentale, il territorio regala agli amanti dello sci l’imperdibile sensazione di una discesa con vista sul mare. Storie lontane e antiche leggende si intrecciano sulla Maiella, oggi un’area, in parte protetta, dove si rifugiano aquile reali, cervi, lupi e orsi, diventata un Geoparco, patrimonio mondiale dell’Unesco, per la spiccata diversità di flora e fauna.

Guardiagrele e le monache

dolceGuardiagrele è la prima ipotetica tappa di un percorso che si snoda nei dintorni di Chieti. Da non perdere una visita al Museo dell’Artigianato, dove è possibile ammirare manufatti in ferro battuto e gioielli, che rimandano all’arte di Nicola da Guardiagrele, orafo, incisore e pittore, vissuto a cavallo tra il 14esimo e 15secolo. Interessante anche la chiesa di S. Maria Maggiore, risalente al 13esimo secolo, che ospita un piccolo museo di arte sacra, con alcune Madonne in legno e crocifissi d’argento. Prima di rimettersi in cammino è d’obbligo una sosta golosa, per degustare le zize delle monache, dolce da passeggio, a base di crema e pandispagna, che richiama maliziosamente la forma di un seno femminile.

Patria di chef

La cucina abruzzese, ancora una volta protagonista all’ultimo festival di Sanremo al gran Galà SanremoSol, affonda le sue radici a Villa Santa Maria, sulle rive del fiume Sangro, che diede non a caso i natali nel 1563 a San Francesco Caracciolo, patrono italiano dei cuochi. Da Villa Santa Maria sono partiti chef che hanno cucinato per re, regine e vip in ogni parte del mondo. Umberto di Savoia, gli Agnelli, Ginger Rogers e Liz Taylor, solo per citarne alcuni. Il Museo dei cuochi, nel centro storico del borgo, celebra la loro arte, permettendo di compiere un interessante viaggio nella storia della gastronomia. Le teche di vetro custodiscono attrezzi da cucina del secolo scorso, lettere di encomio destinate agli chef e abiti da lavoro, su cui si intravedono macchie da fornelli ormai centenarie. Non mancano esempi di impeccabili mise en place, che susciterebbero l’approvazione incondizionata della signora del bon ton Czaba Dalla Zorza.

Attenti al lupo

abruzzo maiellaAltra sosta d’obbligo a Pretoro, che sarà baciato da una tappa del prossimo Giro d’Italia. Girando per le incantevoli viuzze, una delle quali dedicata agli innamorati, si odono gli echi di antiche leggende legate al folclore di questo borgo medioevale alle pendici della Maiella, dove si celebra ogni prima domenica di maggio la festa di San Domenico. Un rito allegorico collettivo, che mescola Cristianesimo e tradizioni pagane, in cui si prega il santo di convincere il lupo cattivo a restituire un bambino rapito a una famiglia impegnata nei campi. Tutti gli anni un neonato della comunità viene scelto per personificare il bimbo predato, designazione molto ambita dalle famiglie del paese. Il lupo è una presenza celebrata a Pretoro, che all’animale ha dedicato il suo dolce simbolo: una torta a base di cioccolato nero e vino rosso, farcita con gianduia.

Camera con vista

Castello d'AvalosColledimezzo si affaccia su una vallata e offre un panorama di tutto rispetto sulla Maiella e il lago di Bomba. La chiesa di San Giovanni Evangelista e Apostolo ospita la copia della Madonna con il bambino di Tanzio da Varallo e gli affreschi della cupola di Donato Teodori, pittore teatino vissuto nel ‘700. La facciata del castello d’Avalos, attualmente sede di un centro culturale, è realizzata in pietra e ciottoli interi, assemblati in una struttura irregolare. Il paese ha eretto nel 2004 un monumento per onorare una concittadina, Marisa Di Nardo, morta a New York nell’attentato delle torri gemelle.

Chiare, fresche e dolci acque

maccheroni valley abruzzoL’acqua del fiume Verde, che nasce a tremila metri d’altezza, sul monte Acquaviva sgorga purissima a una temperatura costante di 8 gradi, alimentando i pastifici intorno a Fara San Marino, che danno vita a un distretto ribattezzato dalla stampa americana la Maccheroni valley. A Fara si può visitare l’acquedotto sotterraneo che penetra per qualche chilometro la montagna, mentre le due vasche aperte permettono di apprezzare un’acqua di uno straordinario color smeraldo.

Ciak si gira

abruzzo maiellaIl castello di Semivicoli, struttura secentesca restaurata il secolo scorso, spicca per maestosità ed eleganza nei dintorni di Casacanditella. Nel 2012 ha ospitato il set del film ‘Niente può fermarci’ interpretato da Gerard Depardieu, a cui la struttura, diventata oggi una struttura alberghiera, ha dedicato la sua più prestigiosa suite, che si estende su un piano e guarda tutta la Maiella. I dintorni sono stati scelti anche nel 2020 per ambientare il film ‘Troppa famiglia’, con Dario Ballantini e Antonello Fassari. Per un brindisi davvero salutare, pit stop alla Cantina d’Orsogna, una cooperativa attiva dal 1972 che offre una produzione di vini completamente biodinamica e vegana, valorizzando accuratamente le peculiarità del territorio.