L’isola segreta da Palau a La Maddalena

Spiagge paradisiache di sabbia dorata lontane dalla mondanità e dal caos. I profumi della macchia mediterranea e i colori delle rocce fanno tutto il resto.

Spiaggia di Rena Bianca, Sardegna

Chi arriva a Olbia in nave o in aereo può prendere un’auto a noleggio e puntare verso il nord-ovest lungo la strada tortuosa e piena di tornanti che rivela a ogni curva un paesaggio segreto e meraviglioso, pigmentato dai profumi del mirto, del rosmarino e della lavanda selvatica. Ma per chi voglia immergersi in un silenzio rotto solo dal respiro del mare, si può fare un’esperienza ancora più intensa e avvolgente se i colori saturi dell’acqua cristallina li si può apprezzare direttamente solcando le onde. Da Arzachena e Cannigione si possono dirigere le prue verso Santa Teresa di Gallura: in un paio d’ore ci si lascia alle spalle la mondanità di Porto Cervo e si veleggia nel blu più blu del mare del nord Sardegna, quello rimasto ancora al fascino che conquistò nel 1962 il principe Karim Aga Khan, il fondatore del consorzio della Costa Smeralda divenuta a poco a poco meta del jet set internazionale.

Da Olbia a Palau è un susseguirsi di spiagge paradisiache come Capriccioli, Liscia Ruja (detta anche Long Beach per il suo chilometro di sabbia bianca bordata di macchia mediterranea, corbezzoli e ginepro). Palau è un borgo medievale che si affaccia sull’arcipelago della Maddalena. Il venerdì mattina ospita un mercato di prodotti tipici ma ricco anche di caftani, cappelli di paglia, oggetti in ceramica. L’approdo alle spiagge della Maddalena, collocata oltre le Bocche di Bonifacio (il tratto di mare che separa Sardegna e Corsica), dal 1994 gode dello status di parco nazionale e quindi è mèta ideale per chi desideri una vacanza a contatto con la natura. L’incanto si estende alle altre isolette come Spargi, Cala Corsara, Budelli la cui spiaggia rosa non è raggiungibile dai natanti, Caprera che però è collegata alla terraferma anche da un ponte. Il nome evoca Giuseppe Garibaldi, il suo esilio del 1849 e la visita dell’area storica che lo riguarda può valere una sosta lontano dal mare, dal sole e dalle spiagge.

Il tratto distintivo di questa zona è la natura selvaggia che si ritrova anche nel villaggio di Costa Paradiso dove rimangono i resti della villa a cupola detta degli Antonioni. Il regista la fece progettare per la compagna dell’epoca, Monica Vitti, dall’archistar Dante Bini. Chi si avventura a piedi tra le rocce e gli alberi troverà un’insenatura da mozzare il fiato, nascosta alla vista, esclusivissima per chi riesce a raggiungerla. La fatica della discesa e dell’impervia risalita possono essere ben compensati da una sosta mangereccia a base di culurgiones (pasta fresca ripiena con varianti infinite di ingredienti e forma a seconda della zona), formaggio, salumi, bagnati dal vino isolano. Il co-fondatore di Airbnb, Joe Gebbia, suggerisce al di fuori delle rotte più battute, gli affitti brevi anche per una vacanza sarda: “Molti residenti si sono convinti ad aprire le loro case e la meta 2021 più richiesta è proprio la Sardegna”. Un segnale in controtendenza che sempre più allontana dall’immaginario la Sardegna vip per coglierne e scoprirne l’essenza più autentica.

 

SANTA TERESA DI GALLURA

La spiaggia in centro

Una terrazza davanti alle Bocche di Bonifacio, quella località chiamata Longosardo, Vittorio Emanuele I di Savoia fondò e ribattezzò con il nome della moglie Maria Teresa. È un borgo bellissimo, animato in estate dai turisti a caccia di qualche souvenir nei tanti negozietti. Ma Santa Teresa di Gallura è anche una spiaggia strepitosa, proprio sotto il centro storico. La baia di Rena Bianca è infatti a due passi dalla piazza del paese ed è libera e con uno stabilimento balneare. Eccezionale.

 

PALAU

La Batteria Militare Talmone tra graniti e flora mediterranea

 

Batteria Militare Talmone, Palau, Sardegna

Separa l’isola di Spargi dalla Sardegna. Siamo nel territorio di Palau e merita davvero una visita la Batteria Militare Talmone, patrimonio del Fai in un paesaggio di graniti epici e flora mediterranea. C’è un sentiero che in mezz’ora porta a questo sistema difensivo creato alla fine del Settecento composto da una cinquantina di forti, fortini e batterie oltre a una torre di avvistamento dalla quale lo spettacolo di Punta Don Diego è ancora più emozionante. Tra le fortificazioni, la Talmone aveva il compito di tenere sotto tiro il canale tra Spargi e la Sardegna, specchio d’acqua che fu teatro di grandi battaglie durante il secondo conflitto bellico.

 

CASTELSARDO

L’elefante di roccia ideale per un selfie

Se volete stupire i vostri bambini percorrete la strada che da Sedini conduce a Castelsardo. A un certo punto del percorso vi troverete di fronte a un masso dalla forma davvero particolare. Il colore è di un ruggine sbiadito. Nei secoli gli agenti atmosferici hanno modellato la roccia come fosse un pachiderma seduto. Oltre a essere perfetto per un selfie o uno scatto in compagnia, la roccia dell’elefante ha anche un’importanza archeologica notevole in quanto ospita al suo interno due domus de janas del periodo prenuragico.

 

SANT’ANTIOCO

Il capoluogo marinaro  del Sulcis

Ha un’anima fortemente marinara. Ha case colorate e profumi che sanno di salsedine. Sant’Antioco – che deve il suo nome al martire africano esiliato sull’isola – è davvero una bella cittadina dell’arcipelago del Sulcis e il centro principale della maggiore isola della Sardegna, cui è collegata da un istmo artificiale costruito dai punici e sistemato in seguito dai romani. La tradizione artigiana legata ai tessuti è forte. Si lavora il bisso (cui è dedicato un museo) e si fabbricano ancora le barche di legno. Un’altra struttura museale da non perdere il MuMa che consente invece di conoscere la storie e la tradizione marinara del luogo. Un viaggio nel tempo e nello spazio.