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L’Enoteca regionale dà una spinta al settore

Il presidente Giordano Zinzani: «Essere presenti e protagonisti ai più importanti eventi fieristici è necessario per ridare slancio»

IMOLA

La pandemia ci ha insegnato che ci sono anche nuovi modi per promuovere i nostri prodotti. Ciò non toglie che essere presenti e protagonisti ai più importanti eventi fieristici dopo due anni di stop forzato è comunque necessario per ridare slancio al nostro settore”. Lo sottolinea Giordano Zinzani, presidente dell’Enoteca regionale dell’Emilia Romagna, alla vigilia d ella 54 edizione di Vinitaly che si svolgerà dal 10 al 13 aprile a Verona. Enoteca Regionale sarà protagonista del Salone (nel padiglione 1 di 2300 metriquadri) che per quattro giornate ospiterà i Consorzi e le aziende vitivinicole del territorio emiliano romagnolo.  “L’entusiasmo non ci è mai mancato – dice ancora Zinzani –  anche se abbiamo dovuto trovare alcuni compromessi per la situazione inaspettata che ci siamo trovati ad affrontare. Al Vinitaly ci saranno i nostri Consorzi e le imprese vitivinicole, più che mai motivate per guardare con ottimismo il futuro”.

Lo spazio occupato dalle oltre 120 imprese di settore all’interno del padiglione (dove è riportato il claim “il tratto che ci unisce” accoglierà un pubblico di operatori nazionali e internazionali “con lo stesso senso d’ospitalità che anima anche l’enoturismo regionale – puntualizza Zinzani – sempre più radicato nelle aziende vitivinicole e in forte espansione mettendo in rete tutte le altre peculiarità distintive. Dalla riviera alle colline, passando per la pianura, dai borghi medioevali alle città d’arte, dalle terme ai ‘motori’: ogni singolo territorio esprime spiccate vocazioni turistiche abbinate a vini e cibi di grande qualità”.

Nel padiglione saranno rappresentate  19 Doc (Denominazione di origine controllata), 2 Docg (Denominazione di origine controllata e garantita e 9 Igt (indicazione geografica protetta) con tutte le sfumature  che i vini dell’Emilia Romagna esprimono”.

La superficie vitata dell’Emilia Romagna ammonta 52.000 ettari e con le sue 30 denominazioni d’origine è tra le prime regioni italiane nella produzione di vino mentre il volume d’affari è di 490 milioni di euro per le sole Dop e Igp. 

“Con il coordinamento dell’Enoteca Regionale e la presenza di tutti i Consorzi portiamo in fiera l’intero sistema vitivinicolo dell’Emilia Romagna e di tantissime aziende del territorio – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi – . Stiamo lavorando su tre aspetti: riconversione vigneti perché vogliamo sempre più qualità, resilienza e sostenibilità ambientale; investimenti per la competitività delle imprese, per rinnovare cantine e tecnologie, perché senza impresa non c’è agricoltura; sostegno al mercato interno e internazionale, attività per la quale abbiamo anche aumentato le risorse. Le tante indicazioni geografiche  – prosegue Mammi – ci fanno capire il forte legame storico e culturale con il territorio: in Emilia Romagna cibo e vino sono prodotti culturali ed è per questa ragione che sentiamo l’esigenza di ‘dare un nome’ e riconoscere la dignità del prodotto. I nostri produttori cercano la qualità del prodotto e insieme sosteniamo anche la biodiversità, espressa attraverso un territorio vasto e ricco di diversità ambientali. Si tratta di un nostro grande punto di forza, che ci consente di intercettare mercati differenti”. Nel vino c’è l’intera anima dell’Emilia Romagna, afferma Mammi che in occasione di Vinitaly incontrerà gli assessori regionali all’agricoltura e il ministro del Dicastero agricolo Stefano Patuanelli. “La situazione internazionale ha complicato le cose – conclude  – ed oggi il nostro obiettivo è la promozione e portare il vino verso nuovi mercati internazionali attraverso i bandi sulla promozione e le missioni di sistema che stiamo organizzando per i prossimi mesi Oltreoceano”.