Laghi e vulcani relax assicurato e scorci da sogno

Alla scoperta di un viaggio slow per godere di paesaggi, storia e del meglio dell’enogastronomia. Da Bolsena a Mezzano passando per Vico e al bacino artificiale di Turano

La natura vulcanica della regione ha regalato al Lazio alcuni scorci lacustri inconfondibili. Paesaggi incantevoli e scorci mozzafiato soprattutto nella Tuscia dove i millenni sono trascorsi sedimentando ecosistemi animali e vegetali tali da creare un microcosmo di emozioni da esplorare a passo lento secondo il concetto più alla moda di turismo slow. Il sole si può prendere anche sulle rive del lago, come pure navigare e prendersi un bagno in acque cristalline. E se la temperatura non lo consente più, lo sciabordio delle acque culla anche la degustazione di un cocktail al tramonto.

Il lago di Bolsena è il più grande d’Europa con origini vulcaniche e si è formato in una caldera che è andata via via riempiendosi di acque meteoriche, di falda e sorgive. Su uno dei suoi pittoreschi promontori sorge il caratteristico borgo di Capodimonte dominato dalla Rocca Farnese, ma anche il borgo di Bolsena merita assolutamente una sosta. Nel suo territorio rientrano l’isola Bisentina e il centro protostorico ed etrusco di Bisenzo. Dal punto di vista gastronomico questi luoghi profumano di Etruria: non è un caso che il piatto tipico sia la zuppa.

Un tempo veniva preparata con gli scarti del pesce, ora con pezzature di qualità e condito con l’olio extravergine del posto.

Risalendo verso i Monti Cimini s’incontra il lago di Vico, meta perfetta per l’osservazione naturalistica, nonché habitat eccellente per l’avifauna migratoria, La riserva naturale è molto amata da chi cammina a piedi per la presenza di querce, faggi e aceri ma anche dei vasti noccioleti che sono caratteristica inconfondibile del comprensorio dei Cimini. In zona la Faggeta Vetusta che, dal 2017, è divenuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Si tratta di 60 ettari nei pressi di Soriano che affianca agli alberi la maestosità di formazioni rocciose che sono le testimonianze, appunto, di un’antica, intensa attività vulcanica. Nel comune di Valentano giace invece il lago di Mezzano, pregevole sito archeologico oltre che ambientale, caratterizzato da un percorso dedicato agli sportivi con relative attrezzature. Risalendo il crinale si raggiungono le località di Ronciglione e Nepi e l’estrema propaggine del viterbese, ovvero Monterosi, a sua volta dominato dall’antico bacino di Janula (forse derivato dal nome romano di Giano): seicento metri di diametro e sette di profondità, ospita molti uccelli di palude e una ricca vegetazione di ninfee.

Spostandosi nella Sabina, una pausa di relax è possibile al lago di Turano, dominato dall’abitato di Antuni, distrutto da un bombardamento, ma ancora in grado di offrire superstiti testimonianze di un passato glorioso. Come il Palazzo del Drago i cui giardini guardano il lago verso l’Abruzzo o il sottostante Eremo di San Salvatore. Imperdibile l’escursione alla cascata delle Vallocchie, un salto d’acqua di circa trenta metri che forma vasche d’acqua tranquilla. Il lago di Turano è artificiale ma, perfettamente incastrato tra le montagne che lo circondano, offre scorci paesaggistici suggestivi oltre che la possibilità di uscire a vela o in canoa. Un altro borgo da visitare sulle sue rive è Castel di Tora, arroccato su un monte che domina lo specchio d’acqua con casine da fiaba, viuzze suggestive e una piazzetta dal panorama stupefacente. Merita il viaggio.

 

 

LATERA

Sulle colline alla scoperta del paese delle fontane

Dista qualcosa come sei chilometri in linea d’aria dal lago di Mezzano. Circa un quarto d’ora in auto. Stessa distanza (forse anche meno) rispetto al bacino di Bolsena. Ma tra i borghi imperdibili quello di Latera, al confine con la Toscana, è da mettere senza ombra di dubbio in cantiere se si viaggia a queste latitudini. Arroccato a chiocciola nel verde dei monti Volsini, nelle giornate limpide dalle sue alture lo sguardo può raggiungere le coste del Tirreno. Latera è nota per le sue fontane che si incontrano strada facendo: Canale, Piscero, Ducale, Trinchieri (quest’ultima purtroppo coperta e non più fruibile).

 

 

BOLSENA

Sulle tracce dell’antica Volsinii

Per comprendere al meglio l’origine vulcanica del lago di Bolsena risulta assai interessante il Museo Territoriale ospitato nella bella rocca Monaldeschi della Cervara. La rocca domina il borgo di Bolsena, così gradevole da passeggiare su quel selciato ruvido che sa di storia. Il castello al tempo stesso domina anche l’intero specchio d’acqua regalando, a ogni ora del giorno, scorci di raro fascino. Un intero piano del museo è dedicato ai reperti provenienti dagli scavi della città etrusco-romana di Volsinii e, cosa da non sottovalutare affatto, la struttura è viva considerato che al suo interno la rocca ospita un centro di ricerca scientifica rispetto a tutto quanto concerne la storia e le testimonianze antiche di questi luoghi meravigliosi.