La via Francigena
La via Francigena

Nell’Europa di Sigerico, al tramonto del primo millennio, non c’erano autostrade, ferrovie e viadotti, grandi foreste coprivano il cuore del continente, oscuro e pieno di pericoli. Eppure, ancora oggi, 50mila persone ogni anno seguono le sue orme, incamminandosi sull’itinerario in 80 tappe percorso dall’Arcivescovo di Canterbury nel 990 per giungere nell’odierna Gran Bretagna da Roma, dopo avere ricevuto la sua investitura dal Papa. Il diario di viaggio di Sigerico, con l’indicazione dei posti tappa, è il documento su cui si fonda l’odierna Via Francigena, un corridoio transnazionale che cuce l’Europa da Nord a Sud. Da rotta dei pellegrini diretti nella capitale della cristianità, è divenuta nei secoli una rotta commerciale e, infine, un cammino con una fortissima impronta culturale, che affascina e conquista sempre più persone.

La sua lunghezza è di 2.300 chilometri da Canterbury a San Pietro, a cui vanno aggiunti i 900 da Roma a Santa Maria di Leuca, tanti quanti ne percorrevano i pellegrini che proseguivano la marcia verso i porti del Salento, da cui si imbarcavano per la Terra Santa. “Arriviamo quindi a 3.200 chilometri per un totale di 148 tappe”, sottolinea Luca Bruschi, camminatore contemporaneo e direttore dell’Associazione europea delle Vie Francigene, l’organismo individuato dal Consiglio d’Europa per la promozione del cammino come valore culturale, identitario e, perché no, turistico. “In Italia le tappe sono 90 _ aggiunge _ corrispondenti a tre mesi di cammino, lunghe fra i 20 e i 30 chilometri. Dei 50mila ‘pellegrini’ che hanno camminato lo scorso anno sulla Via Francigena, la maggior parte si muove in Italia e, di questi, oltre la metà in Toscana, regione che ha investito su questo progetto”.

Il termine ‘investimento’ si riferisce al fatto che ogni frequentatore cammina in media 7-8 giorni, percorrendone un tratto ogni anno e spendendo dai 45 ai 65 euro al giorno: la ricaduta economica sul territorio è stimata in 20 milioni di euro. Una credenziale, o ‘passaporto del pellegrino’, permette ai camminatori di ottenere agevolazioni nelle strutture di accoglienza lungo l’itinerario e i timbri impressi sul documento nelle varie tappe testimonieranno i chilometri percorsi. Nel 2019, spiega ancora Bruschi, “noi abbiamo distribuito 19mila credenziali”. Sul sito dell’Aevf è anche possibile scaricare la traccia Gps di ogni tappa, un vantaggio che certo Giserico non aveva; una persona su quattro sceglie di muoversi in bicicletta, altro strumento che nel 990 non era ancora stato inventato, e la motivazione religiosa del pellegrinaggio è ormai decisiva solo per il 12% delle persone.

Oggi si cammina per viaggiare, vedere, scoprire e, come si suol dire, conoscere sé stessi. Allora, si può cominciare facendo il primo passo: “Certamente non è un itinerario difficile, ma per camminare 20-30 chilometri al giorno occorre essere allenati - ammonisce il pellegrino Bruschi -. Il mio consiglio è di godere di tutto ciò che il cammino può offrire al viandante, in termini di scoperta di quell’Italia cosiddetta minore che spesso dimentichiamo. E poi, partire con leggerezza”.

 

UN CONSIGLIO
Sul sito dell’Aevf (viefrancigene.org) è possibile scaricare la traccia Gps di ogni tappa

 

TOP 5 DELLA VIA FRANCIGENA

1. SANTUARIO CON VISTA
Sul monte della Verna, in provincia di Arezzo, il grande complesso francescano dall’alto domina il territorio toscano

2. A PIETRASANTA LE OPERE DI BOTERO
L’artista colombiano ha trasformato la città toscana di Pietrasanta nel suo laboratorioa cielo aperto

3. IL VOLTO DEL GRANDE RAFFAELLO
In un affresco nella Pieve di Sant’Ippolito ad Asciano un autoritratto di Raffaello

4.  LE STATUE STELE
Nell’imponente castello di Pontremoli le Statue Stele, figure umane in forme astratte

5. CARONTE SUL PO
A Soprarivo Danilo Parisi accompagna i pellegrini da una sponda all’altra del Po