La preziosa cattedrale di Siracusa


La più grande e la più bella città greca”. Siracusa è un sospiro che – dagli albori della storia – continua a richiamare artisti e viaggiatori. Un florido lembo di terra destinato a specchiarsi nel blu del mar Mediterraneo, un luogo scelto dagli antichi marinai greci come scalo privilegiato nella Sicilia sud-orientale.

I sandali di Archimede, oltre 2.300 anni fa, hanno sollevato polvere su questo suolo assolato cambiando per sempre le nostre conoscenze matematiche e scientifiche. Ancora su queste rive il leggendario tiranno Dionisio I – quarto secolo prima di Cristo – ha mutato il corso della storia con le sue campagne militari ma, soprattutto, influenzando il pensiero filosofico di Platone. Ecco perché Cicerone, secoli dopo, potrà scrivere appunto: “Siracusa è la più grande e la più bella città greca”.

Visitare oggi questa città siciliana è come sostenere un viaggio indietro nel tempo lungo tre millenni. L’isola di Ortigia – il vero cuore del centro storico – è Patrimonio Unesco: templi greci, palazzi, chiese barocche e passeggiate lungomare (con possibilità anche di tuffarsi) rappresentano un’esperienza unica. Percorrendo strade e viuzze è possibile individuare le tracce degli antichi greci, ma anche delle svariate popolazioni che qui hanno abitato: bizantini, arabi, normanni, Aragonesi, borboni. Così chiamata dal siculo Sùraka (abbondanza d’acqua), Siracusa fu anche uno dei primi centri di diffusione del Cristianesimo.

A incantare è anche lo stupendo teatro greco vera gemma del Parco archeologico della Neapolis. In questo luogo privilegiato della storia vennero rappresentate grandi tragedie e commedie. Eschilo vi presentò per la prima volta ‘I Persiani’ e ‘le Etnee’ dedicandole a Gerone I. La cavea aveva un diametro di quasi 140 metri, una delle più grandi del mondo greco. Addentrandosi ulteriormente nel parco sarà possibile scoprire ‘L’orecchio di Dioniso’. Questo nome    fu dato da Caravaggio: poiché quando la vide e conobbe la sua storia che la legava al tiranno –,    il quale dall’interno della latomia udiva in segreto ciò che dicevano i suoi prigionieri –, pensò che il nome di ‘Orecchio’ fosse davvero appropriato. La sua altezza è di 20 metri presso l’ingresso, all’interno invece aumenta divenendo 35 metri. La sua larghezza va dai 5 agli 11 metri e si estende per una profondità di 65 metri. Del sito patrimonio mondiale fa parte anche la necropoli rupestre di Pantalica, a 40 chilometri da Siracusa, che contiene oltre 5000 tombe scavate nella roccia e risalenti al periodo tra il XIII e l’VII secolo a.C. Dal ritrovamento di una costruzione megalitica, l’Anaktoron si è ipotizzato che Pantalica fosse uno stato indigeno espressione della civiltà sicula addirittura precedente alla colonizzazione greca.

Il consiglio

I prodotti enogastronomici della Val di Noto sono la mandorla di Noto, la Pizzuta di Avola, il cavolo vecchio, il sesamo, il fagiolo Cosaruciaru di Scicli e la fava cottoia di Modica. Due invece le razze animali divenute presìdi Slow Food, l’asino ragusano e la vacca modicana.

Top 5 Sicilia

  • I treni storici del gusto

Con ‘i treni storici del gusto’ è possibile conoscere la Sicilia da un altro punto di vista: il finestrino di un convoglio d’epoca. Si tratta di 23 itinerari in treno che connettono i centri urbani più importanti – Catania, Palermo, Messina – con imperdibili borghi come Modica, Bronte e per finire Marsala.

  • Sogno sui monti Erei

Calascibetta in provincia di Enna è appena entrata tra i ‘Borghi più Belli d’Italia’. Situata a soli tre chilometri dal capoluogo, si erge sui Monti Erei, a 691 metri di altitudine, ed è notoriamente conosciuta per le sue numerose chiese e la necropoli di Realmese, sito archeologico dell’Età del ferro.

  • La Vigna del Gallo dell’orto

La Vigna del Gallo dell’Orto Botanico di Palermo custodisce, in 200 metri quadrati, 95 viti di vitigni autoctoni (Grillo, Nero d’Avola, Frappato, Perricone, Catarratto, Inzolia), patrimonio della viticoltura siciliana e testimonianza della biodiversità dell’isola grazie alla presenza di vitigni reliquia (Prunella, Muscaredda, Corinto bianco, Cutrera, Zuccaratu, Visparola).

  • Un mix magico di culture e architetture

Testimonianze di sincretismo culturale, la parte arabo-normanna di Palermo e le cattedrali di Cefalù e Monreale sono state introdotte tra i siti Unesco nel 2016. Elementi bizantini, latini e islamici si fondono in un’architettura unica: fu proprio la convivenza arabo-normanna a contribuire alla formazione delle civiltà intorno al Mar Mediterraneo e di tutta l’Europa moderna.

  • Etna Urban Winery

Etna Urban Winery’ è un nuovo progetto di accoglienza enoturistica che permette di conoscere uno luogo di campagna e una vigna urbana a cavallo tra l’Etna e Catania. E’ stata recuperata un’antica tradizione di produzione vinicola risalente al XVIII secolo. Nell’azienda un Palmento (masseria vitivinicola storica) del 1790 ed edifici a secco, oggi Patrimonio Unesco.