San Martino di Castrozza - Tonadico
San Martino di Castrozza - Tonadico

Parchi del Trentino occupano circa il 30% della superficie totale di tutta la provincia: ettari ed ettari di aree protette con boschi, pascoli, laghi, altopiani rocciosi, ghiacciai e cime dolomitiche dove camminare intere giornate abbandonandosi (in questa estate più che mai) all’abbraccio rigenerante della natura. Un patrimonio ricco di biodiversità e soprattutto di spazi dove respirare in libertà.
Prima di tutto va nominato quello che è tra le più antiche zone protette alpine: il Parco Nazionale dello Stelvio, i cui confini comprendono anche territori di Lombardia e Alto Adige, copre un’area particolarmente ricca di ghiacciai dove si concentrano più di 30 vette superiori ai 3000 metri di quota nel gruppo dell’Ortles-Cevedale. Istituito nel 1935, è il regno del cervo e della marmotta e della maestosa aquila reale. Il gipeto, il grande avvoltoio alpino con una apertura alare di oltre 2 metri e mezzo, è stato reintrodotto un paio di anni fa. Il settore trentino, gestito direttamente dalla Provincia autonoma, include la Val di Sole e le valli laterali di Peio e di Rabbi. Il modo migliore per conoscerlo è affidarsi ad un guida, partecipando ad una delle tante escursioni a tema e alle attività settimanali organizzate dagli operatori del parco.
Il Trentino va poi particolarmente fiero dei due propri Parchi provinciali - il Parco Naturale Adamello - Brenta e il Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino, i primi Parchi regionali creati in Italia più di cinquant’anni fa. Il primo, nel settore occidentale della Provincia, è la più ampia area protetta del Trentino ed è l’habitat di specie come il capriolo, il camoscio, lo stambecco, il cervo e l’orso bruno, reintrodotto grazie ad un progetto unico in Europa. Nel suo territorio si elevano due entità attorno a cui ne sono stati disegnati i confini: l’Adamello – Presanella, il massiccio caratterizzato dai ghiacciai, e le Dolomiti di Brenta, considerate Patrimonio Naturale dell’Umanità dall’Unesco. A chi viene qui in vacanza bastano solo un paio di escursioni per apprezzare non solo la biodiversità della zona, sia in fatto di flora che di fauna, ma anche la sua varietà geologica, imparando a riconoscere la dolomia che va toccata e guardata e non solo “calpestata” lungo il sentiero. Dalla parte opposta della provincia, invece, non è da meno il Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino: si trova tra la Valle di Fiemme e il Primiero, in corrispondenza della celebre foresta di abeti rossi di Paneveggio. Antonio Stradivari sceglieva qui il legno per realizzare i suoi inimitabili strumenti, e ancora oggi con queste tavole di abete rosso “di risonanza” si producono le migliori casse armoniche del mondo. Sopra alle cime degli abeti, poi, spiccano le Pale di San Martino e la catena del Lagorai. Le praterie alpine della Val Venegia sono la casa di colonie di marmotte e galli cedroni mentre, qualche chilometro più a sud, sotto San Martino di Castrozza, la Val Canali è al centro di un progetto per la conservazione della biodiversità e sviluppo di attività ecosostenibili, dal turismo all’agricoltura di montagna.


UN CONSIGLIO
Visita un parco d’arte come Respirart, al Passo di Pampeago


Top 5 del trentino

1 GHIACCIAIO D’ITALIA
Benché in ritiro, i ghiacciai del Parco Adamello Brenta mostrano ancora una grande imponenza, come la Vedretta del Mandròne, il più esteso delle Alpi Italiane.

2 CERVI E AQUILE
Nel Parco dello Stelvio si possono avvistare gli animali in libertà a Malga Pontevecchio in Val di Peio e al Centro Visitatori di Stablèt in Val di Rabbi.

3 GRUPPO DEL LAGORAI
Tra la Valsugana, la Val di Fiemme e il Primiero si estende la catena del Lagorai, attraversata da decine di itinerari escursionistici per camminare immersi nel silenzio di grandi foreste.

4 VICINO A CAMPIGLIO
Ai piedi del Monte Peller nella porzione settentrionale delle Dolomiti di Brenta, il Pian della Nana è un’oasi naturalistica di grandissimo pregio.

5 NATURA SELVAGGIA
La Val Canali è considerata una delle più belle valli alpine e rappresenta l’accesso meridionale al gruppo dolomitico delle Pale di San Martino.