In movimento, dai sibillini al mare una palestra nel verde
In movimento, dai sibillini al mare una palestra nel verde

A piedi o, per i più avventurosi in bicicletta, i Sibillini regalano ogni volta un’esperienza indimenticabile. Non solo montagna, perché tra le cime è possibile trovare anche un piccolo canyon formato a causa di una particolare stratificazione di roccia che, con l’erosione degli agenti atmosferici, ha dato origine alle Lame Rosse. Un passaggio suggestivo sopra San Lorenzo di Fiastra che può essere ammirato grazie a diversi percorsi. Il più comune, da fare a piedi, è lungo sette chilometri e parte dal lago. Appassionante, ma impegnativo per il dislivello, sempre dal lago di Fiastra si snodano gli anelli da percorrere sulle due ruote di “Sibillini Rebith”, parte dei ventiquattro percorsi che compongono Marche Outdoor, il progetto di rinascita post sisma realizzato dalla Regione Marche (www.marcheoutdoor.it). Da Sarnano, dove è possibile scoprire le Cascate della gola dei tre Santi e, in primavera, la fioritura delle orchidee sui piani di Ragnolo, per poi scendere in paese e visitare il centro medievale e la Pinacoteca, in cui sono conservate alcune perle firmate da Crivelli, Pagani e De Magistris. 


Poi ci sono i musei civici, con le opere del sarnanese Mariano Gavasci, la collezione di armi antiche e moderne, quella dell’avifauna dell’Appennino e anche un’insolita collezione di martelli. Altro percorso da poter esplorare in bicicletta è quello che si trova a Serravalle di Chienti, con la chiesa di Santa Maria di Plestia, sotto cui si trovano i resti dell’antica Plestia appunto (datati intorno al primo secolo avanti Cristo), che prosegue fino a Visso. Ancora con evidenti ferite lasciate dal terremoto del 2016, il piccolo borgo racchiude gioielli come la chiesa di Sant’Agostino, che ospita il museo civico, con dipinti di notevole interesse e un gruppo di manoscritti leopardiani, e il santuario di Macereto, costruito nella prima metà del XVI secolo, anche questo visitabile solo dall’esterno. 


Salendo di quota, con possibilità di partire o da Casali di Ussita o da Pintura di Bologna su strade sterrate e sconnesse, per gli amanti della montagna non si può non fare tappa al rifugio del Fargno a 1.820 metri d’altezza. Un’oasi unica dove, con un po’ di fortuna, si possono anche ammirare aquile e il camoscio degli Appennini. Punto di ristoro, il rifugio è anche base di partenza per escursioni a monte Priora, pizzo Tre Vescovi o pizzo Berro, con panorami che spaziano dal monte Vettore al monte Rotondo e che, nelle giornate in cui il cielo è limpido, consentono di allungare lo sguardo fino al mare Adriatico.