IL VENETO IN DIECI TAPPE OLTRE LA SERENISSIMA
IL VENETO IN DIECI TAPPE OLTRE LA SERENISSIMA

Venezia si impone al mondo per la sua unicità. Ma il Veneto può esaudire ogni tipodi turismo, culturale o alla ricerca di spunti naturalistici, nelle cittadine fuori dalle rottepiù popolari. 10 tappe su tutte. Partendo dal centro più minuscolo, Cibiana diCadore, conosciuto come Paese dei murales e al centro di vette dolomitiche di oltre 3000 metri, che richiamano esperti scalatori ma anche escursionisti meno abituatialle sfide. L’idea in più per andarci è l’acquisto di scialli in lana e le pantofole di cordae velluto. Città d’arte è l’appellativo con cui viene identificata Feltre. Colpiscono il rinascimentale fascino delle dimore e dei portici affrescati. Punto di partenza perescursioni in montagna è il vicino Passo di Croce d’Aune. I palazzi, i loggiati, lepiazzette e le antiche mura che racchiudono il centro storico, fanno di Asolo unasorta di museo a cielo aperto. Anche Giosuè Carducci rimase tanto colpito dalla posizione in cima alla collina da definirla cittadina “Città dei cento orizzonti”. Ilparticolare clima mediterraneo arricchisce il paesaggio con cipressi e ulivi. Caorle è una delle stazioni balneari più gettonate del Veneto. Ma tutto l’anno lasuggestione prosegue sugli scogli del santuario della Madonna dell’Angelo oscoprendo i segreti del Museo Nazionale di Archeologia del Mare. I percorsi all’aria aperta verso la laguna e la campagna partono dalla ciclostazione di Ca’ Corniani. Siscrive Marostica, si legge scacchi. L’attrazione più nota del borgo è senz’altro la gigantesca scacchiera che decora la pavimentazione di Piazza Castello e che sianima a settembre ad anni alterni con pedine umane (nel 2020 dall’11 al 13).La tappa ad Arquà Petrarca è un appuntamento con l’arte e la cultura: consente divisitare la casa del Poeta e i borghi del Parco regionale dei Colli euganei, ricchi diantiche ville nobiliari. Occasione per programmare anche dei giorni di relax presso ilcomprensorio delle Terme euganee. Le mura di Montagnana calano il visitatore inpieno medioevo, le 24 torri amplificano il senso di prestigio e autorevolezza della cittadina. E l’assaggio del Prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP è indispensabilecomplemento alla visita che termina fuori dalle mura, alla palladiana Villa Pisani.Badia Polesine sembra invece pensata nei primi anni del Novecento: lo stile liberty diVilla Turchetti, Casa Mattesco e il cosiddetto Mercato coperto richiamano l’interesse di chi ama l’architettura interpretata secondo questo inconfondibile stile.Valeggio sul Mincio è un delizioso municipio sulle colline moreniche a sud del lago di Garda. Ai 60 ettari di verde del Parco Sigurtà replica la fitta rete di piste ciclabili per un turismo all’aria aperta. E un diadema, Borghetto, contrada sulle rapide del Mincio,intatta da 800 anni. Sarebbe sufficiente la Pieve romanica (e l’attiguo parcoarcheologico) per richiamare di San Giorgio di Valpolicella l’attenzione del turista allaricerca della grande bellezza veneta. Ma lo sguardo che si allunga sulle colline vitatee la quiete del borgo suggellano l’armonia di questa terra di Venezia.Riccardo Lagorio