Con il sostegno di:

Il Veneto che non ti aspetti

Tesori d'arte, vino e cultura per un weekend di fine estate

Dalla pianura del Piave alle colline del Prosecco, passando per il pittoresco Borgo Malanotte fino a sfiorare i dolci colli asolani. E ancora, la pedemontana di Conegliano e Valdobbiadene, le memorie storiche di Bassano del Grappa partendo dall’Officina Malanotte, singolare esperimento artistico. C’è un Veneto che non ti aspetti, custode di tesori d’arte, eccellenze enogastronomiche e interessanti siti architettonici. Meta ideale per un week end di fine estate.

Vazzola e Borgo Malanotte

L’originale d’arte voluto dalla famiglia Bonotto a Officina Malanotte e curato da Daniele Capra

I dintorni di Vazzola ospitano edifici di pregio. Antichi palazzi nobiliari, chiese, un oratorio, una colonna romana e numerosi capitelli. Nella sala consiliare del secentesco palazzo, attualmente sede del municipio, si possono ammirare affreschi attribuiti a Gerolamo Pellegrini, raffiguranti scene della mitologia greco-romana, risalenti alla fine del XVIII secolo. Nella frazione di Tezze, sosta d’obbligo a palazzo Concini-Malanotte, ora Rossi De Rubeis, con annesso oratorio del 17esimo secolo, entrambi freschi di restauro. Annessi alla villa si apprezzano gli insediamenti di Borgo Malanotte, iscritto fra i centri storici veneti e inserito nell‘atlante dei luoghi di interesse storico della provincia di Treviso, che ha mantenuto inalterata la sua fisionomia da oltre 300 anni. La famiglia Bonotto, che abita il territorio da generazioni, produce vini pregiati tra cui il Raboso (sin dal 15esimo secolo), vino principe di questa zona, richiestissimo anche all’estero, il Malanotte del Piave docg che prende il nome proprio dal Borgo, Merlot e bianchi (Manzoni, Pinot) e bollicine (prosecco di Conegliano docg, prosecco di Treviso nelle varietà extra dry e brut. Il vulcanico capostipite Antonio, ha realizzato un singolare esperimento d’arte, curato da  Daniele Capra, invitando cinque importanti artisti del panorama contemporaneo Thomas Braida, Beatrice Meoni, Nazzarena Poli Maramotti, Chris Rocchegiani, Alessandro Roma a realizzare le proprie opere all’interno di Officina Malanotte: un’officina meccanica rimasta esattamente come era negli anni ’70. La mostra conclusiva della prima edizione è stata visibile fino allo scorso luglio; la nuova edizione della residenza ripartirà nel 2023.

Conegliano

Conegliano merita una visita al duomo e alla sala dei Battuti. L’edificio, risalente al 14esimo secolo, ospita una pala d’altare di Giambattista Cima da Conegliano del 1493, un dipinto di Francesco Beccaruzzi. Degna di nota una maxi tela attribuita a Jacopo Palma il Giovane. La facciata della chiesa è nascosta da quella della sala dei Battuti, realizzata nella seconda metà del XIV secolo, affrescata alla fine del Cinquecento da Ludovico Toeput, detto il Pozzoserrato, con scene tratte dalle sacre scritture, realizzate con una monumentalità delle figure che risente ancora del gusto manierista.

Refrontolo e il molinetto della Croda

L’antico Molinetto della Croda meta di visite e passeggiate nei dintorni di Refrontolo

Refrontolo sorge su un belvedere collinare di fronte al Quartier del Piave e al Montello, in posizione centrale rispetto alle colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. La zona è nota per la produzione del vino Marzemino, denominato Refrontolo Passito d.o.c.g. Meta di visite e passeggiate è il molinetto della Croda, nella valle del Lierza, che nei suoi quattro secoli di storia ha ispirato numerosi artisti. Caratteristico esempio di architettura rurale del secolo XVII, il Molinetto fu costruito a più riprese. Le fondazioni poggiano sulla nuda roccia, appunto la “croda” della montagna. Successivi ampliamenti consentirono di ricavare i locali per la dimora di famiglie di mugnai. Il vecchio mulino, fascinoso simbolo di una civiltà rurale in via di estinzione per l’incalzare della civiltà industriale, macinò l’ultima farina nel 1953. Recentemente è stato sottoposto a interventi di restauro, che hanno mantenuto le sue caratteristiche. Al piano terra è visibile la macina, fedelmente ricostruita e resa di nuovo funzionante.

Villa Maser

Villa Barbaro a Maser, in provincia di Treviso è una villa veneta, costruita dal Palladio tra il 1554 e il 1558-1560 circa per l’umanista Daniele Barbaro e il fratello Marcantonio, ambasciatore della Repubblica di Venezia, trasformando un antico palazzo medievale . L’edificio ospita un ciclo di affreschi che rappresenta uno dei capolavori di Paolo Veronese. Il complesso della villa è stato inserito dall’Unesco tra i patrimoni dell’umanità.

Possagno

Il tempio canoviano progettato dall’artista in più riprese, tra il 1804 ed il 1818

Culla di Antonio Canova, ospita oggi museo gypsoteca Antonio Canova, che raccoglie i modelli originali in gesso delle sculture. L’attuale sistemazione è il frutto di un rispetto assoluto dello spirito museologico di Giovanni Battista Sartori, delle variazioni conseguenti ai danni e alle azioni preventive dei due conflitti mondiali e del contributo dell’architetto veneziano Carlo Scarpa. Accanto alla gypsoteca si trova la casa del Canova, una tipica struttura abitativa del Seicento. Panorama mozzafiato al tempio canoviano, progettato dall’artista in più riprese, tra il 1804 ed il 1818.

Tomba Brion, Altivole

La tomba Brion è un complesso funebre monumentale, progettato e realizzato dall’architetto veneziano Carlo Scarpa nel 1969 su commissione di Onorina Tomasin-Brion, per onorare la memoria del defunto e amato congiunto Giuseppe Brion. L’opera venne ultimata dopo la morte dell’architetto, che vi fu sepolto.

Asolo

Raccolta entro le antiche mura che si diramano dalla Rocca, fortezza del XII° secolo, conserva in ogni scorcio testimonianze della sua millenaria storia. Numerosa è la schiera di artisti e intellettuali che dimorarono o furono sedotti da Asolo. Pietro Bembo scrisse gli “Asolani” proprio negli anni del soggiorno presso la Regina Cornaro. La natura in cui è immersa rivive nei dipinti di Giorgione, di Lotto, di Bassano; la grazia del paesaggio ispirò Palladio, Massari e Canova. Giosuè Carducci la definì “la città dai cento orizzonti”. Il poeta Robert Browning raccontò nei suoi versi l’essenza del vivere “Asolando”, Gian Francesco Malipiero compose i “Poemi asolani” per pianoforte. Soprattutto tra ‘800 e ‘900 Asolo sembrò affermare il suo carattere di residenza privilegiata, attraendo personalità di spicco, italiane e straniere, tra cu Henry James, Filippo De Pisis, Igor Strawinsky, Hernest Hemingway. Senza dimenticare la divina Eleonora Duse, che ad Asolo, dove è sepolta, trovava riposo dalle fatiche del palcoscenico e Freya Stark, esploratrice, scrittrice e fotografa.

Bassano del Grappa

Magnifica meta ai piedi delle Alpi Venete, combina memoria storica, arte ed enogastronomia ed è riconosciuta a livello internazionale per essere la capitale mondiale degli Alpini. La sua storia è stata plasmata dal fiume Brenta che la attraversa in prossimità del centro storico, dove le sponde sono unite dal leggendario Ponte vecchio. Consigliata agli appassionati una visita alla Grapperia Nardini, sede un tempo della più antica distilleria d’Italia e al museo della grappa. Interessante il complesso museale (Museo Civico, Palazzo Sturm, Palazzo Bonaguro, Biblioteca Civica, Archivio Storico), che narra la storia della città attraverso l’esposizione di un ricco tesoro artistico.