Il parco nuragico di Barumini, perla Unesco in Sardegna


L’ampio orizzonte di colline brulle e di spianate che porta alla più importante zona archeologica della Sardegna, il villaggio nuragico di Barumini – chiamato così dalla cittadina del Medio Campidano, poco più di mille abitanti 60 chilometri a nord di Cagliari, alla cui periferia sorge -, accompagnano il visitatore verso una portentosa dimostrazione della capacità dell’uomo di creare fin dai tempi antichi una società autosufficiente che ancora a distanza di migliaia di anni ha segreti da decifrare.

Il villaggio – scavato a partire dal 1950 – è dal 1997 Patrimonio dell’Umanità; l’area ha contato nel 2019, prima della pandemia, 160mila visitatori. Al centro del villaggio c’è Su Nuraxi, il nuraghe, simbolo di questo territorio, uno dei presunti ottomila insediamenti preistorici edificati dalla popolazione che abitava l’attuale Sardegna che fin dall’Età del Bronzo era dedita alla pastorizia e all’agricoltura. L’edificio centrale – la cui edificazione può essere datata fra il XVII e il XII secolo avanti Cristo – è fra i più grandi in assoluto dell’isola: la costruzione in basalto era alta fino a 18,10 metri ed è circondata da un recinto composto da quattro torri laterali unite da mura.

Nella torre centrale, che conserva intatti entrambi i piani, si trova un cortile a mezzaluna con un pozzo profondo 20 metri. Probabilmente era anche l’abitazione del capo. La sua destinazione poteva essere quella di vedetta per consentire la sorveglianza di campi coltivati e mandrie di animali. Il nuraghe poteva anche essere parte di un complesso di culto e di ritrovo sociale. Attorno al nuraghe si è sviluppato un villaggio fatto di capanne a base circolare e tetto conico principalmente di legno o foglie dove ha vissuto una popolazione che ha raggiunto nelle stime le mille persone; oltre che abitazioni, all’inizio fatte da un’unica stanza poi allargatesi, le capanne ospitavano quelle che erano le attività sociali e commerciali della gente. L’insediamento è stato sicuramente abitato dai Romani, che avevano conquistato l’isola fino al I secolo avanti Cristo e poi abbandonato. Gli scavi hanno recuperato un gioiello che fa gola a tutto il mondo.

Il consiglio

Da non perdere a Barumini la visita al Centro Giovanni Lilliu, l’archeologo che ha scavato il villaggio nuragico, e il Polo Museale di Casa Zapata in un castelletto molto suggestivo

Top 5 Sardegna

  • La riserva naturale

La biosfera Tepilora Rio Posada e Montalbo è situata nella zona centro-orientale della Sardegna. Il territorio è vario con picchi e altopiani nell’entroterra e una pianura lungo la costa, passando per i crepacci che si aprono tra mare e colline. Un habitat incredibile.

  • Quattro voci per l’isola

Viene dalla cultura pastorale ed è stato riconosciuto, per la sua unicità, Patrimonio immateriale Unesco. Si tratta di una forma di canto polifonico eseguito da un gruppo di quattro uomini usando quattro diverse voci chiamate bassu, contra, boche e mesu boche. I praticanti vengono soprattutto dalla Barbagia e si esibiscono nei bar chiamati ‘su zilleri’ o in feste e cerimonie.

  • I geoparchi

Il Parco geominerario storico e ambientale raggruppa e identifica otto aree della Sardegna per un totale di 3.500 chilometri quadrati, appartenenti a 81 comuni differenti, rese uniche da una comune storia mineraria, e dal ruolo ricoperto nella lunghissima vicenda dell’industria estrattiva dell’Isola. Le attrattive dei geoparchi non sono solo storiche e culturali, ma anche naturali.

  • Candelieri in discesa

La ‘Faradda di li candareri’ è la festa che si tiene a Sassari la vigilia di Ferragosto per la Madonna dell’Assunta ed è la processione religiosa più importante e più sentita dalla popolazione e uno degli eventi più prestigiosi in Sardegna, Patrimonio dell’Unesco dal 2013.

  • La spiaggia di Budelli

La Spiaggia Rosa si trova sull’isola di Budelli, nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. L’isola è entrata a farne parte nel 2016, quando è stata sottratta a un privato. La caratteristica che rende questa spiaggia speciale è appunto la sua sabbia rosa, ma anche la trasparenza delle acque che la bagnano. Budelli conserva una ricca diversità di flora e fauna.