Il fascino dei borghi

Da Merano alla Val Gardena, fino all’Alpe di Siusi. E poi Bressanone e Vipiteno, perle in mezzo ai monti

L’Alto Adige fa pensare alle Dolomiti, ai parchi naturali, alle baite e a certi panorami che lasciano il segno. E che dire dei suoi magnifici borghi? Se Bressanone (dove Moravia cominciò a scrivere ‘Gli indifferenti’), Merano (meta di tanti scrittori che vi passavano il tempo per rigenerarsi), Ortisei (famosa per le sue sculture artistiche in legno, che in val Gardena sono una cosa seria) e Brunico (altra rinomata meta vacanziera: bellissimo il campanile con guglia a doppio bulbo della Chiesa di santa Caterina e l’elegante castello) sono universalmente apprezzate dai turisti italiani e stranieri, è cosa buona e giusta fare un giro anche nei comuni premiati con la Bandiera Arancione (il timbro di qualità del Touring Club). A cominciare da Vipiteno, che si trova all’incrocio di tre valli (Isarco, Ridanna e Vizze) e conserva il fascino luminoso delle città tirolesi. Molto del suo splendore lo deve anche ai giacimenti argentiferi delle zone vicine, che nel XV e XVI secolo attirarono imprenditori e banchieri come i Fugger di Augusta.

Molto bella chiesa di Santo Spirito, decorata nella navata principale da affreschi che costituiscono il più vasto ciclo pittorico di Giovanni da Brunico. Tra le cime del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina, ecco Campo Tures col suo castello a dominare la valle e la vicina cascata di Riva. Sono degne di menzione, tra le altre cose, la residenza Neumelans (1583), dai caratteristici Erker angolari che si concludono a torre, e la chiesa Dell’Assunta, in stile tardogotico. E non è male nemmeno Castelrotto, ai piedi dell’Alpe di Siusi, deliziosa cittadina dalle tipiche case del XVI-XVII secolo raccolte attorno alla piazza della chiesa dei santi Pietro e Paolo. Il borgo attira gli appassionati di sport invernali, ma è molto attivo anche in estate, quando l’Alpe di Siusi si trasforma in un palcoscenico ideale per le escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo.

 

GASTRONOMIA

Speck, yogurt e pane di segale a forma di otto

In Italia si mangia bene dappertutto. Vale anche per l’Alto Adige, scrigno prezioso di tradizioni eno-gastronomiche molto antiche. A cominciare dai vini (il Gewürztraminer, o Traminer aromatico, è la varietà autoctona più conosciuta, ma ce ne sono anche altre). Molti prodotti culinari sono legati a un luogo: è il caso degli asparagi di Terlano, già famosi nell’Ottocento. Vipiteno è invece la patria dello yogurt, protagonista di numerose degustazioni nel mese di luglio, e per lo speck, la cui festa si tiene nella val di Funes l’ultimo week-end di settembre. In val Venosta invece si produce l’Ur-Paarl nach Klosterat, il tipico pane di segale a forma di otto che rimanda all’antica ricetta del convento di Monte Maria.