I fiori di loto dei Gonzaga

Mantova, i suoi specchi d’acqua che la circondano. In bicicletta o in motonave, ogni scoperta è indimenticabile

In prosa o in versi, neanche si trattasse del famosissimo Festival della Letteratura che annualmente accende i riflettori sulla bella città dei Gonzaga. Perché c’è della poesia anche semplicemente “pedalando” o navigando, specie se sullo sfondo c’è lei, Mantova (www.mantovaestate.it), frullatore di bellezza più di quanto dica la sua relativa taglia, con una corona di specchi d’acqua che sembra fatta apposta per essere accerchiata in sella a una bici o affrontata a bordo di una delle motonavi che in questo periodo dell’estate offrono la spettacolare esuberanza dei fiori di loto.

Certo, la disponibilità di 114 chilometri di piste ciclabili aiuta: è un amen raggiungere il Parco Periurbano e sulla riva sinistra del lago Superiore, i giardini di Belfiore. Sulla sponda opposta, c’è la Cittadella con la cinquecentesca Porta Giulia progettata da Giulio Romano e poco lontano c’è la Rocca di Sparafucile dove è inevitabile la foto ricordo sul migliore profilo di Mantova. I più allenati non mancheranno di percorrere e 40 e più chilometri che portano a Peschiera passando per il delizioso borgo di Castellaro Lagusello; o di raggiungere Sabbioneta, minuscola città ideale amatissima da Vespasiano Gonzaga. Alla fine, in cerca di una meritata crociera, si finisce per salire su una delle imbarcazioni della “Navi Andes” e della “Andes Negrini” che solcano il lago Superiore o puntano verso il Po attraverso il lago di Mezzo e quello Inferiore. Se possibile, senza abbandonare le biciclette a terra, opzione possibile da aggiungere a quella di degustazioni sull’acqua che – visto il contesto – hanno il dono di essere comunque speciali. Come gli spettacoli live che vengono regolarmente proposti a Campo Canoa sul lago Inferiore. Dove arrivarci, ancora una volta, in modo slow e smart. La chiamano “Arena Bike-In”. Più chiaro di così…!

 

STREET ART

Sui muri pitture sperimentali

 

Non è più un rimedio terapeutico per le città malate di marginalità e alle prese con quartieri difficili. La Street Art è diventata un motivo d’interesse del turismo colto e un elemento di attrazione dove non aspetteresti di trovarlo. E basta andare a Lunetta per rendersene conto, alla periferia orientale di Mantova e, da qualche anno, laboratorio sperimentale per writers oltre che meta sempre più gettonata dai viaggiatori che non si accontentano delle meraviglie più famose e blasonate della città dei Gonzaga. Sono ormai 46 le gigantesche opere di Urban Art che campeggiano tra i casermoni popolari. Con le firme di alcuni dei più accreditati esponenti italiani e internazionali del “live painting”: da Aris a Kowlers, da Corn 79 a Made 154, da Tellas a David de Limon. www.caravansetup.com