Multe ai fotografi maleducati nel quartiere delle geishe di Kyoto
Multe ai fotografi maleducati nel quartiere delle geishe di Kyoto
A Kyoto il problema dei turisti maleducati sta scappando di mano. In particolare nel quartiere di Gion, uno dei più pittoreschi della città e l'unico dove ancora si possono incontrare le geishe: i visitatori indisciplinati non conoscono remore e fanno di tutto per scattare una foto con loro, inseguendole come paparazzi impazziti nei vicoli.

Ma i residenti ne hanno avuto abbastanza, tanto che, stando a quanto riporta Japan Today, hanno deciso di ricorrere a una soluzione drastica: dal 25 ottobre è scattato il divieto per i turisti di fare fotografie nelle strade private, riducendo notevolmente il loro raggio d'azione.

Il quartiere delle geishe

Gion è una sorta di macchina del tempo. Qui sopravvive l'atmosfera della Kyoto antica: è disseminato di abitazioni tradizionali, le machiya, e di case da tè, le ochaya, dove da secoli gli uomini godono del raffinato intrattenimento offerto dalle geishe. In tempi recenti il loro numero è notevolmente diminuito, ma passeggiando per le strade del quartiere capita ancora di incrociarle, sfuggenti e bellissime, insieme alle maiko, le apprendiste che stanno imparando le arti del canto e della danza.

Lo stop ai turisti

Pur di riuscire a farsi un selfie con le geishe, spesso i turisti si spingono anche dove non dovrebbero andare. E così, nel tentativo di preservare l'atmosfera e la tranquillità del quartiere, un'associazione di residenti e di commercianti ha stabilito il divieto di scattare fotografie nelle strade private, fissando una multa di 10mila yen (circa 80 euro) per i trasgressori, che, a quanto pare, possono essere individuati anche attraverso la videosorveglianza.

Se quindi è ancora consentito fare foto sulle strade principali, come Hanamikoji e Sannenzaka, non lo è più in molti dei vicoli laterali. Non è ancora chiaro da chi e come saranno comminate le multe, ma la speranza è che i cartelli e i volantini con cui i visitatori vengono informati della nuova ordinanza siano sufficienti a dissuadere i turisti incivili.


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