Friuli
Friuli

Attorno alle piste da sci di Piancavallo e soprattutto al Parco Naturale delle Dolomiti Friulane gira tutta la vita di questa area che è tra i segreti meglio tenuti delle Alpi italiane. Se le prime sono state in un recente passato perfino sede di gare della Coppa del Mondo di Sci Alpino, il secondo è un vero monumento alla natura più selvaggia che d’inverno è ancora più apprezzabile. Qui si può ciaspolare verso le molte cime oltre i 2500 metri e realmente perdersi in spazi infiniti come si fosse in Canada, ci si può iscrivere a corsi di arrampicata su ghiaccio organizzati direttamente dall’Ente Parco, fare escursioni accompagnate diurne e notturne magari nei boschi fittissimi della Val Tramontina o lungo al diga del Vajont), fare phototrekking e lezioni di fotografia naturalistica e perfino uscite speleologiche nelle grotte carsiche. Le più spettacolari sono quelle di Pradis a Clauzetto.

Chi è meno sportivo, preferisce stimolare l’appetito anche solo passeggiando lungo le rive dell’incantevole lago di Barcis, tra le case di pietra del paesino di Poffabro che appartiene alla categoria dei “borghi più belli d’Italia” o addirittura attraversando la Terra dei Magredi, un incredibile pianoro con un ecosistema particolare che lo rende sorprendentemente simile alla steppa russa.

Una terra così autentica non poteva che mettere sul piatto una cucina semplice ma fantasiosa in cui le ricette tradizionali e i prodotti locali (come la Cipolla Rossa di Cavasso o i formaggi salati) sono stati contaminati nei secoli dall’influenza veneta e austriaca. Sarebbe un peccato perdersi le minestre di orzo e fagioli, il risotto con le erbe primaverili, musetto e brovada (un insaccato simile al cotechino unito a rape grattugiate e inacidite nella vinaccia) e la pitina, il piatto più tipico: è una specie di salame dalla forma rotonda, fatto con carne di selvaggina, erbe aromatiche, passato nella farina di mais, affumicato e stagionato, da gustare crudo a fette o scottato in padella.

 

 

Barcis
Se il canyon è friulano
Bisogna attendere l’inizio della primavera per visitare la Forra del Cellina, all’interno dell’omonima Riserva Naturale nelle Dolomiti Friulane, non lontano da Barcis. È un canyon tanto stretto quanto suggestivo, una gola profonda scavata nella roccia dall’omonimo torrente. Camminamenti esposti e ponti tibetani lo attraversano.

Centro Visite Riserva della Forra
Località Ponte Antoi, Barcis (PN)

 

Terme di Arta
Benessere e skipass con lo sconto
Stanchi dopo una giornata sulla neve? Con l’acquisto di un giornaliero friulano si può avere uno sconto fino al 15% per l’ingresso alle Terme di Arta, non lontane dalle piste di Forni di Sopra - Sauris. Lo stabilimento termale, già conosciuto e apprezzato perfino da Giosuè Carducci, offre vasche di acque sulfuree in mezzo alla foresta e numerosi pacchetti di trattamenti wellness e salute. Allo stesso modo, chi presenta un biglietto delle terme otterrà uno sconto sullo skipass.

 

Forni di Sopra
Le birre più premiate
Su tutte le Alpi da qualche anno impazza la birra artigianale, prodotta in piccoli laboratori con una cura maniacale. Le Dolomiti friulane non si chiamano fuori e rispondono con il Birrificio Foglie d’Erba a Forni di Sopra che usa le acque limpidissime dei torrenti del posto per una produzione di alta qualità. Le sue bottiglie hanno preso decine di premi nazionali.

Spaccio Birrificio
Forni di Sopra (UD)

 

Sauris
Qui l’albergo diffuso ha debuttato
Sapete come è fatto un albergo diffuso? Le camere d’albergo non sono tutte in un unico edificio ma sono sparse in giro per il paese (fatte salve la reception e le aree comuni), per dare modo all’ospite di conoscere un ambiente autentico, immergendosi nella vita del paese. L’albergo diffuso, che oggi è una realtà a livello mondiale, è stato inventato qui in Carnia, dove è elemento essenziale dell’offerta turistica.

Albergo Diffuso Sauris
7/G, Sauris di Sopra UD
albergodiffusosauris.com