Fermo, la storia si è fermata qui

Nel territorio tracce di Etruschi, Piceni e Romani. Con Servigliano città ideale del Settecento

La battaglia

Il Girfalco è il luogo più alto della città. Vi si stende un accogliente parco verde e vi sorge il Duomo dedicato alla Vergine Assunta in cielo. Città di collina e di mare con le due propaggini di Lido di Fermo/Casabianca e Marina Palmense. Fermo ha una storia ricchissima di cui conserva tracce che vanno dall’epoca etrusca al Rinascimento. Ben visibili i resti del teatro romano costruito nel primo secolo dopo Cristo. Scendendo, s’incontra il Teatro dell’Aquila, settecentesco. Ai lati lunghi di piazza del Popolo sorgono i portici.

In fondo si staglia la Biblioteca civica Spezioli, già palazzo degli studi. Sulla facciata, i busti di quattro papi che sostennero l’università. Il Palazzo dei Priori ospita la Pinacoteca con un prestigioso Rubens (L’adorazione dei Pastori) e un settecentesco mappamondo. Altro pezzo forte sono le Cisterne romane, primo secolo d.C., di 2200 metri quadrati. Ed ancora: Palazzi, chiese importanti (San Francesco, San Domenico, San Zenone, Sant’Agostino) e due incantevoli contrade: Torre di Palme e Capodarco.

Altidona. Tranquillo centro collinare con una propaggine sul mare (Marina di Altidona), ha origini risalenti ai Pelasgi. Ameno il belvedere con la torre medievale. È sede della ricca Fototeca provinciale. Attivi il teatro comunale e la Sala Lussu. Nella chiesa parrocchiale è custodita la Madonna con Bambino di Vincenzo Pagani.

Montefiore dell’Aso. Il Belvedere De Carolis dà il benvenuto al visitatore che poi scoprirà: la Collegiata di Santa Lucia, la chiesa con annesso convento di san Francesco al cui interno ha sede il Polo Museale, il Centro di documentazione scenografica Giancarlo Basili, il museo Adolfo de Carolis, il museo della civiltà contadina e la collezione Domenico Cantatore. Da notare il polittico di Carlo Crivelli.

Monte Vidon Corrado. La Casa/Museo del rinomato pittore novecentesco Osvaldo Licini è punto di grande attrazione. Da una delle finestre si apre uno scenario impareggiabile sui Monti sibillini. Nella chiesa parrocchiale di San Vito si possono ammirare le tele settescentesche del Monti e un Crocefisso della scuola del Guercino.

Monte Rinaldo. Comune conosciuto per il tempio in località La Cuma, santuario ellenistico di età tardo-repubblicana. Da non perdere: il Museo civico nell’ex chiesa del SS. Crocefisso, le chiese del Sacramento e Rosario, Santi Leonardo e Flaviano, Santa Maria della Neve e Sant’Anna, e il Palazzo Giustiniani.

Servigliano. È la settescentesca Città ideale. Il nome richiama la gens Servilia. Tre le porte d’ingresso e un’ampia piazza centrale. Suggestivo l’ex convento dei Frati Minori. Da notare i palazzi del Municipio, Filoni e Navarra, e la Collegiata di San Marco. Fuori le mura, ha sede la Casa della Memoria vicina al Campo di prigionia della prima e seconda guerra mondiale.

Montefortino. Il piccolo comune si trova ll’interno del Parco nazionale dei Sibillini. Ricchissima la Pinacoteca civica intitolata al mecenate Fortunato Duranti, e il museo faunistico di palazzo Leopardi. Da visitare le chiese di San Francesco e Sant’Agostino, e la minuscola pieve di Sant’Angelo in Montespino.

FOLCLORE

La Giostra in contrada

Il più antico ricamo arabo che si conosca al mondo, realizzato ad Almeria in Spagna, si trova al Museo diocesano di Fermo. È la Casula (paramento sacro) che indossava l’arcivescovo di Canterbury Thomas Becket. Da ammirare, così come la Cavalcata dell’Assunta, appuntamento estivo con i suoi 1400 figuranti delle dieci contrade cittadine che interpretano una Storia Quattrocentesca. Con relativa corsa di cavalli.

MONTEFORTINO

La bellezza di sacro e profano

A Montefortino, sacro e profano si addizionano. Da una parte, il millenario Santuario della Madonna dell’Ambro, il più frequentato dopo quello di Loreto; dall’altra, la Gola dell’Infernaccio, nei pressi di Rubbiano, dove è facile immaginare l’ombra di Cecco d’Ascoli, autore de L’Acerba. Ed ancora: l’eremo di San Leonardo e la montagna della Priora che guardano il Monte Sibilla e la sua profetessa.

SALA DEL MAPPAMONDO

Il globo nella stanza

La sala più antica e famosa della Pinacoteca Civica di Fermo, collocata all’interno del Palazzo dei Priori, è sicuramente la Sala del Mappamondo. La Sala, un tempo nota con il nome di Sala delle Commedie, è stata realizzata per volere del cardinale fermano Decio Azzolini per sistemare i libri della sua biblioteca e quelli del patrizio Paolo Ruffo. La sua struttura è interamente rivestita in legno, con scaffalatura in noce, il soffitto in abete, con le lettere romane a identificare i vari scaffali e le antichissime poltrone che rendono la sala davvero affascinante. La collezione comprende circa 3milamanoscritti, 127 codici, 300mila volumi tra i quali 681 incunaboli, oltre 15mila edizioni del Cinquecento, 23mila edizioni in raccolte, numerosissimi esemplari di Sei e Settecento e stampati musicali. Sono inoltre disponibili più di 800 testate di riviste storiche, 5mila disegni e 6.500 incisioni, monete, sigilli e cimeli di varia natura. Oltre al grande numero di volumi, all’interno della Sala del Mappamondo è esposto il Globo disegnato dall’abate Amanzio Moroncelli nel 1713, quando questi era il cosmografo della Serenissima.

LA BATTAGLIA

Eterni eroi anti-francesi

A Servigliano/Castel Clementino, una pagina dimenticata è quella dell’Insorgenza anti francese. Era il 28 maggio del 1799 quando le truppe di Bonaparte diedero l’assalto al paese. Fu una strage in cui morì il giovane Luigi Navarra. Il comune è noto per la Giostra dell’Anello: torneo cavalleresco che si svolge, con altre manifestazioni, nel corso dell’estate, e vede impegnati gli attivissimi rioni cittadini.