Duomo di Siena risplende il marmoreo tappeto
Duomo di Siena risplende il marmoreo tappeto

Il percorso simbolico all’interno del ca - polavoro romanico-gotico del Duomo di Siena inizia dalle navate e continua nello spazio del transetto, in cui si nar - rano la storia del popolo ebraico e le vi - cende della salvezza compiuta e realizzata dalla figura del Cristo, sempre evocato e mai rappresentato, ma presente sull’altare. Per la gioia degli occhi, fino al 7 ottobre l’Opera della Metropolitana di Siena scopre il Pavimento marmoreo della Cattedrale. La tecnica adoperata, in un arco di tempo che spazia dal Trecen - to all’Ottocento, è quella del graffito e del commesso. Realizzato con marmi di provenienza locale come il broccatello giallo, il grigio della Montagnola, il verde di Crevole, e composto da oltre 60 scene, il capola - voro nacque da cartoni preparatori forniti dai più im - portanti artisti senesi, oltre che dal pittore umbro Ber - nardino di Betto detto il Pinturicchio, autore, nel 1505, della tarsia con il Monte della Sapienza.

In questo periodo di mobilitazione contro la diffu - sione del Coronavirus, il tappeto marmoreo orgoglio del Duomo di Siena torna visibile in piena sicurezza: tra i servizi offerti, visite guidate in varie lingue alla scoperta di questo straordinario capolavoro. L’itinera - rio completo OpaSiPass consente, oltre la visita del pavimento in Cattedrale, quella al Museo dell’Opera in cui si potranno ammirare, nella Sala delle Statue, i mosaici e le tarsie originali di Antonio Federighi con le Sette età dell’Uomo.

Nella Sala dei Cartoni, il cui ingresso fiancheggia la Maestà di Duccio, è visibile la pianta del pavimento del Duomo delineata da Giovanni Paciarelli nel 1884, che permette di avere un quadro d’insieme delle tar - sie e del percorso che, dall’ingresso, conduce fino all’altare maggiore. Il biglietto integrato prevede an - che l’accesso alla cosiddetta ‘‘Cripta’ sotto il pavimen - to del Duomo e al Battistero.

 

San Galgano
L’Abbazia senza tempo
L’Abbazia di San Galgano , senza tetto e senza tempo, si trova nella Valle del fiume Merse, nel territo - rio di Chiusdino. Circondato da morbide colline, il complesso ci - stercense è composto da un Ere - mo, conosciuto come la “Rotonda di Montesiepi”; nel 1180 il cavalie - re Galgano Guidotti vi fece erige - re una cappella dove trascorse da eremita i suoi ultimi anni. Cinque anni dopo, Galgano fu santificato e dal 1224 i monaci costruirono in suo onore una chiesa più grande

Cavriglia
Alla Pieve di Gropina
Tante le Pievi in Valdarno e ognu - na con la sua particolarità e ric - chezza. Tra tutte spicca, per la sua importanza artistica e storica, la Pieve di Gropina nel Comune di Cavriglia (Arezzo). La decorazione interna è particolarmente ricca: di grande interesse un ambone scolpito con figure zoomorfe - splendida la sirena bicaudata - e motivi geometrici. Un viaggio in - teressante e ricco di esoterismo, mistero e tradizione

Bagno a Ripoli
La fonte di Morgana
La Fonte della Fata Morgana è un tesoro tra mito, storia e leggenda che si trova ai piedi del colle di Fattucchia, tra le colline tosca - ne nel comune di Bagno a Ripoli (Firenze). Esempio particolaris - simo di architettura da giardino, a metà tra la tipologia del ninfeo e quella del grotto, l’edificio - og - getto di un’importante raccolta fondi per il restauro - custodiva al suo interno la statua della Fata Morgana scolpita da un giovanis - simo Giambologna,oggi “invisibi - le“ in una collezione privata.