Val d'Orcia, tra calanchi e biancane
Val d'Orcia, tra calanchi e biancane

Ma cosa c’entrano i tedeschi e gli inglesi con San Miniato? C’entrano eccome. Nel Medioevo il borgo abbarbicato sulla collina poco distante dall’Arno, si chiamava San Miniato al Tedesco, chiaro riferimento a Ottone I di Sassonia che, nel 962, lo trasformò in uno dei centri dell’amministrazione imperiale, mentre Federico II di Svevia duecento anni dopo ne fece un polo di raccolta dei tributi dell’Italia centrale. Ma San Miniato - oggi patria mondiale del tartufo bianco - è stata anche una delle tappe segnate da Sigerico nel viaggio di ritorno a Canterbury. Non è dunque un caso se, questa cittadina turrita tra Pisa e Firenze, sia divenuta una delle storiche stazioni della Via Francigena. Sigerico però, poco prima, aveva annotato sul suo diario anche una pieve di raro fascino, quella di Chianni. Gambassi Terme, percorrendo esattamente all’inverso l’itinerario del pellegrino inglese, è a pochi minuti di auto graffiando colline che, per il verde intenso, ricordano un po’ le campagne del Kent. Terra di transito e di passaggio, fin dai tempi degli etruschi, questi luoghi incarnano a pieno la toscanità con le sue parole chiave che gli americani a queste latitudini individuano in “food, wine and quality of life”. A partire dalla bella Certaldo che ancor prima dell’allenatore Spalletti aveva dato i natali a un certo Boccaccio (siamo nel 1300). Al grande poeta è dedicato un museo e l’ente nazionale che qui ha la sede principale. Il borgo antico lo chiamano tutti il castello, chiuso com’è tra le sue mura raggiungibili con una cremagliera dalla quale si può osservare la bella Val d’Elsa. Battendo il selciato tra le viuzze che vi porteranno tutte a Palazzo Pretorio, provate a cercare la piazza centrale. Ebbene, non la troverete. Non averla è, di fatto, una caratteristica di Certaldo, rispetto a tutti gli altri borghi simili alto medievali. Incedendo con auto, Vespa, bicicletta o, naturalmente a piedi, San Gimignano sarà non troppo distante. Una New York di mille anni fa, poggiata su un ampio colle e una vallata che ne esaltano il profilo. E lo skyline è proprio quello forgiato dalle sue torri e dalla storia centenaria. Descriverla non è cosa semplice, ma come tutti i luoghi del cuore dev’essere solo scoperta passo dopo passo. Siena è nell’aria, ma nel cammino, la sosta a Monteriggioni è d’obbligo. Non troverete un’altra Monteriggioni al mondo perché sembra strappata dalle pagine di un poema cavalleresco della letteratura francese d’oc e d’oil. La corona muraria è posata sulla testa di un colle che trasforma il castello e il piccolo centro in un viaggio nel tempo. Un patrimonio di tutti, come San Quirico d’Orcia (sito Unesco appunto) da vivere in ogni stagione, perché la bellezza non trasmigra certo negli uggiosi pomeriggi di novembre. Se avete in mente le immagini di una Toscana stilizzata con colline e cipressetti in lontananza, ecco ci siamo. Lo stereotipo che diventa realtà tra oliveti, vigne e boschi di querce. Inutile andare oltre perché siamo giunti alla fine. Al capolinea ecco un altro Spedale, è quello della Scala. Rifugio e accoglienza, valori rimasti intatti oggi, mille anni e oltre dopo.

 

CERTALDO

La vera  cipolla del frate

Frate Cipolla protagonista del sesto libro del Decameron di Boccaccio. Il prezioso ortaggio compare addirittura sullo stemma del Comune. La cipolla è Certaldo e la sua tradizione contadina che resta un patrimonio da valorizzare. Le cipolle, di un violaceo acceso, sono ottime in zuppa, come crema insieme alle patate servite sopra crostini di pane toscano. Sono deliziose nella ‘francesina’, ovvero la carne lessa soffritta poi passata in padella con il pomodoro.

 

BAGNO VIGNONI

La piazza in piscina

C’è un solo posto al mondo come Bagno Vignoni. In nessun altro luogo, borgo o paese si può trovare quello che si trova in questa suggestiva frazione della Val d’Orcia. Il centro infatti rinascimentale si sviluppa tutto intorno a una grande piscina (49 metri di lunghezza e 29 di larghezza) da cui sgorgano acque termali. La vasca è situata proprio sopra la fonte termale, già frequentata dai Romani e oggi punto d’arrivo dei veri interditori.

 

VAL D’ORCIA

Tra calanchi e biancane

Calanchi e biancane. Può capitare di confondere le due conformazioni del territorio della val d’Orcia.

I calanchi sono profondi solchi a “lama di coltello”, disposti spesso parallelamente, senza vegetazione e molto scoscesi. Le biancane invece si presentano come dei rilievi a forma di cupola e a volte sono ricoperte da piante e verde sulla sommità. 

 

SAN MINIATO

Il tartufo  in mostra

Gli appassionati segnino sul calendario tre date, equivalenti al secondo, terzo e quarto weekend di novembre. In questi fine settimana torna, Covid permettendo, la mostra internazionale del tartufo bianco di San Miniato. L’occasione è propizia e doppia: visitare e gustare l’oro bianco, tra i migliori al mondo secondo gli esperti. Info su www.sanminiatopromozione.it