Con lentezza nella terra dei sicani

Il viaggio nel cuore dell’isola inizia a Palermo e percorre la linea ferroviaria fino ad Agrigento, dove ogni piccolo paese merita una sosta. In alternativa a piedi lungo la Magna Via Francigena

La provincia intima della Sicilia centro-occidentale va scoperta lentamente. Si va piano a prescindere dal mezzo scelto per attraversarla, un paesino ogni sosta: in treno lungo la linea ferroviaria che da Palermo porta ad Agrigento e risale il fiume Platani, in auto sulle statali quasi mai rettilinee e le strade a volte sconnesse, a piedi o in bicicletta per trazzère, camminando sulla Magna Via Francigena, oppure valicando le montagne che testimoniano il passaggio di Santa Rosalia, ridisegnate dall’Itinerarium a lei dedicato.

Sono i paesaggi rurali che cambiano colore ogni stagione e le antiche vie usate per la transumanza a dirci di più su questo fazzoletto di terra che è il Distretto rurale di qualità dei Sicani.

Le contrade di campagna raccontano un piccolo mondo di storie, tutte da scoprire tra passeggiate, assaggi di tipicità locali e incontri unici con chi ha scelto di dedicarsi con amore e dedizione alla protezione delle filiere, tutelando la biodiversità. I Sicani sono la terra delle mandorle e del pistacchio di Raffadali DOP, del miele di ape nera sicula custodita da nuove comunità di apicoltori e apicoltrici, dell’olio extravergine di oliva ottenuto dalla combinazione di olive delle varietà Nocellara del Belice, Cerasuola, Biancolilla, Murtiddrara, Passulunara che, assieme all’ambiente montano di produzione, gli conferiscono tipici caratteri.

Le vere eccellenze sono i formaggi, con decine di caseifici tra un borgo e l’altro: mucche, pecore e capre sono libere di pascolare tra le alture. La varietà di prodotti caseari ha un pregio largamente riconosciuto ed è il riflesso delle tecniche di trasformazione artigianali. Dalla cremosa ricotta di pecora, frutto di un’antica e consolidata tradizione grazie alla quale ogni singolo produttore eccelle nella realizzazione, al Pecorino Siciliano DOP, formaggio stagionato anche oltre i 24 mesi, ottenuto esclusivamente con latte di pecora: a seconda della maturazione ha gusto e nomi differenti, tuma o primosale.

Nel podio dei migliori pecorini siciliani ci sono proprio quelli sicani: l’Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggio quest’anno ha premiato ben tre produttori locali, i Fratelli Tirrito di Castronovo di Sicilia e le aziende Presti e Ferranti di Santo Stefano Quisquina (quisquinaprodotti. it). Meritano una menzione anche i formaggi a pasta filata ottenuti da latte vaccino, il Caciocavallo e la Provola dei Monti Sicani, inserita nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, e lo yogurt della Fattoria Giambrone di Cammarata, il cui marchio di fabbrica sono i cavallucci a pasta filata, delle vere e proprie opere d’arte (fattoriagiambrone.it).

L’anima più nota dei pascoli a perdita d’occhio e degli uliveti che sono una costante del paesaggio, si interseca con quella meno conosciuta dei vigneti, con realtà sempre più dedite alla produzione di bianchi e rossi d’eccellenza che negli ultimi dieci anni hanno saputo farsi apprezzare nei mercati di nicchia, diventando la nuova scommessa del territorio. Così esperienza di viaggio può essere anche perdersi tra i filari, alla ricerca di etichette e vini autoctoni.

VINI AZIENDA DI SALVO

Tra torchi a mano e botti

Le etichette dai nomi Arbëreshë dell’azienda agricola Di Salvo, tra Bivona e Palazzo Adriano, incuriosiscono gli assaggiatori, ma la vera esperienza, assieme all’assaggio, si compie in quella che sembra la cantina dei garagistes francesi, tra torchi a mano e botti. Le uve biologiche sono coltivate in un’area vocata alla produzione della Pesca Bivona IGP e danno vita a tre vini naturali: il Nero d’Avola Dushur, il Perricone Zezë, e il Catarratto Marì, dedicato a Maria che insieme al marito Andrea porta avanti l’azienda.

LUNA SICANA

La natura nel bicchiere

Merita un passaggio l’azienda Luna Sicana a Casteltermini. In una conca solitaria di circa 111 ettari coltivati a pescheti, pistacchieti e uliveti, è anche il tempio dei vigneti biologici, dove degustare vini e spumanti dai nomi fantasiosi che strizzano l’occhio al dialetto siciliano, il Nero d’Avola A’ zita cu zito o il Perricone Pizziferru. Bianchi dall’ottima acidità e freschezza, rossi corposi e dai profumi che richiamano la natura del territorio (lunasicana.it).

TUMA PERSA E FIORE SICANO

Due tipicità nel paniere

A Castronovo di Sicilia il caseificio Passalacqua produce due formaggi esclusivi, frutto di ricerca, passione e al contempo scoperte casuali. Il Fior di Garofalo, chiamato anche Fiore Sicano, unico formaggio vaccino siciliano a pasta molle e crosta fiorita, e la Tuma Persa, un vaccino rinomato per la sua tecnica di caseificazione a doppia stagionatura, che ne ha permesso la sua tutela e il ritorno nel paniere dei formaggi tipici siciliani. (www.caseificiopassalacqua. com).

JOPPOLO GIANCAXIO, SAN BIAGIO PLATANI

Quando il latte di capra si trasforma in capolavoro

A Joppolo Giancaxio l’azienda Agricola di Valeria Casuccio e Peppe Scozzari è presidio di tutela della Capra Girgentana e luogo di produzione di formaggi a pasta molle con caglio vegetale. Le loro robiole con erba cipollina sono una una perla gastronomica. A San Biagio Platani, La Mannirata regala innovazione: taglieri di mozzarella, asiago e stracciatella affinati con frutta e granella di pistacchio della valle del Platani sono l’orgoglio della famiglia Vinti. Tutto rigorosamente realizzato con latte di capra.