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«Col vino promuoveremo il nostro territorio»

Savini (Vini Piceni): «Arriviamo da anni complicati, ripartiamo di slancio, nella consapevolezza che ci sono tanti obiettivi da raggiungere»

La produzione enologica del Piceno ha raggiunto, negli ultimi anni, numeri e risultati importanti, legati soprattutto al riconoscimento di vini provenienti da vitigni autoctoni. È anche per questo motivo che alcune realtà imprenditoriali hanno pensato di dare vita a un organismo che si ponesse l’obiettivo di difendere questo impegno. Da questa decisione, nel 2002, è nato il Consorzio Vini Piceni, che quest’anno festeggerà il proprio ventennale.

Tale realtà sorse sulle ceneri del vecchio consorzio fondato nel 1968 e, dopo due anni di difficoltà dovuta alla pandemia, è intenzionata a ripartire alla grande, a cominciare proprio dalla straordinaria vetrina rappresentata dal Vinitaly. Il Consorzio Vini Piceni conta quasi sessanta soci, raggruppando complessivamente circa 700 viticoltori. Quattro le denominazioni tutelate: il ‘Rosso Piceno e Rosso Piceno Superiore doc’, l’Offida docg (che comprende il Rosso, la Passerina e il Pecorino), il ‘Falerio e Falerio Pecorino doc’ nonché le ‘Terra di Offida doc’ (che include la Passerina spumante, il vinsanto e il passito). Un giro d’affare che ruota attorno alle sei milioni di bottiglie l’anno, conteggiando ovviamente solo quelle con denominazione tutelata dal consorzio. Il tutto, fra l’altro, in un territorio particolarmente vocato al bio, visto che ben quattro aziende su cinque coltivano i propri vigneti con tecniche biologiche certificate.

«Il nostro obiettivo – conferma il presidente Giorgio Savini, coadiuvato nelle varie attività dal direttore Armando Falcioni – è quello di tutelare, promuovere e diffondere i vini delle varie denominazioni. Il tutto, ovviamente, attraverso lo svolgimento di tante iniziative sia a livello locale che, soprattutto, a livello nazionale. Arriviamo da due anni complicati, nei quali la pandemia ha causato una lunga fase di stallo. I viticoltori, bisogna ammetterlo, sono abituati ad anni di magra, ma questo è stato comunque un periodo molto difficile per tutti. Ora ripartiamo di slancio, nella consapevolezza che ci sono tanti obiettivi da raggiungere. Faremo il possibile per far conoscere le nostre denominazioni e, attraverso il vino – conclude Giorgio Savini -, cercheremo anche di promuovere nel migliore dei modi il territorio Piceno».

I quasi sessanta soci del Consorzio Vini Piceni sono imprenditori direttamente coinvolti in una o più fasi di produzione delle doc e docg, tutelate dallo stesso consorzio. Si occupano quindi di viticoltura, vinificazione e imbottigliamento, impegnandosi a rispettare il disciplinare e a condividere gli obiettivi comuni. L’anima del Consorzio Vini Piceni risiede nella missione che si propone di compiere, tanto in Italia quanto all’estero: tutelare, promuovere e valorizzare i vini del territorio, controllando che vengano prodotti nel rispetto del disciplinare. Ma il Consorzio Vini Piceni mira prima di tutto a informare e coinvolgere il consumatore: la produzione di qualità, infatti, assume il suo pieno valore solo in presenza di un consumatore consapevole. La passione che i soci trasferiscono nel loro lavoro è tutta volta quindi a far apprezzare l’autenticità che i vini piceni racchiudono nelle loro sfumature.