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Cipro Nord, il lato nascosto dell’isola di Venere

Dai casinò degli hotel di lusso lungo le spiagge dorate all'ultimo muro d'Europa

Dai casinò degli hotel di lusso lungo le spiagge dorate e ricche di divertimenti di Bafra ai muri pericolanti della città fantasma di Varosha. Sono le due facce di Cipro Nord, il lato meno noto dell’isola di Venere.

Del resto la dea della bellezza non poteva nascere in un luogo migliore, ancora oggi car atterizzato da una natura selvaggia, fra tartarughe Caretta caretta e fenicotteri rosa, dune altissime e un mare da sogno. Un’isola che però ha anche una storia particolare da raccontare, non solo perché è stata crocevia di popoli e civiltà, dagli egizi ai fenici, dai greci ai persiani, ai romani, ai bizantini e ai francesi, fino ai templari, i genovesi, i veneziani (le cui mura e bastioni sono ancora solidamente in piedi da Famagosta a Kyrenia), gli ottomani e persino gli inglesi: la guida a sinistra sull’isola è un retaggio di quel periodo.

L’ultimo muro

Infatti c’è di più. Dopo la caduta del muro di Berlino la capitale, Nicosia per i greci, Lefkosa per i turchi, è rimasta l’ultima in Europa ad essere divisa in due: a sud la Repubblica democratica di Cipro, sopra la Repubblica turca di Cipro del nord. A dividerle, una vera dogana con poliziotti e controllo dei passaporti su ambo i versanti, e una linea fatta di bidoni di benzina, torrette e sacchi di sabbia. A sud si paga in euro, a nord in lire turche. Si chiama green line, dal colore della riga verde tracciata dall’Onu dopo l‘occupazione e la guerra iniziata nel 74 e terminata con l’autoproclamazione di una repubblica riconosciuta solo dalla Turchia. Ma la capitale è una sola, amata sia dai turco-ciprioti sia dai greco-ciprioti. E il muro è diventato un richiamo per il viaggiatore, fra gli edifici rovinati dalla guerra, la green line che fa da cuscinetto fra le due repubbliche e il famoso Ledra Palace, dove si trova il principale check point della capitale.

Meritano una visita anche l‘antico caravanserraglio, esempio tipico di architettura ottomana, che oggi ospita piccoli bazar con prodotti di artigianato locale di ottima fattura e locali dove mangiare e bere, e la cattedrale di Santa Sofia, trasformata in una moschea.

Famagosta

E’ l’ultima città veneziana caduta nelle mani degli ottomani nel XVI secolo. Anche qui si trova un’antica cattedrale, dedicata a San Nicola, trasformata in moschea (Lala Mustafa). Convive con le mura veneziane che nei secoli hanno inglobato un castello chiamato Otello a due passi da un giardino che manco a dirlo è dedicato a Desdemona. Famagosta affascina proprio per questo mix di storia e cultura, per le viuzze e il mercato, e per un mood orientale rispecchiato anche nei colorati dolci e piatti della cucina greco-turca a base di sesamo, mandorle e miele.

La città fantasma

A pochi minuti da Famagosta sorge Varosha. Nei suoi hotel trascorrevano le vacanze Liz Taylor, Richard Burton e Brigitte Bardot. Sette chilometri di spiagge e case un tempo paradiso del jet set e oggi vuote, a rischio crollo. Abbandonata dal 1974 dopo l’invasione che ha sancito la divisione di Cipro, Varosha oggi è sotto la protezione delle UN. Entrarci è un pugno nello stomaco: ovunque filo spinato, insegne di hotel famosi spente da decenni, vetri rotti, ruggine e macerie.

Salamina

Era un’antica polis sulla costa orientale, a pochi chilometri da Famagosta. Le più antiche testimonianze archeologiche risalgono al XI secolo a.C. Gli studi hanno rivelato presenze fenicie e assire Distrutta da un terremoto nel 340, fu ricostruita e chiamata Costanza in onore dell’imperatore Costanzo II, mentre nel 647 fu distrutta dagli arabi. Oggi è un sito archeologico ben conservato e ancora stupefacente con le sue alte colonne e l’anfiteatro romano.

Kyrenia

Il suo piccolo porto in stile veneziano su cui si affacciano ristoranti e localini, le mura imponenti, le moschee, le vie dello shopping e il litorale ne hanno fatto una località turistica di prim’ordine. E a soli 6 chilometri dalla Portofino cipriota sorge la meravigliosa abbazia di Bella Pais, esempio di architettura gotica realizzato sulla montagna: i primi a stabilirvisi furono i monaci in fuga da Gerusalemme quando la città cadde per mano di Saladino nel 1187, ma il suo apice fu raggiunto nel periodo veneziano. Allora contava quasi 50 monaci. Dopo la conquista ottomana cadde in rovina. Oggi è un luogo di incanto con una vista mozzafiato, un’illuminazione serale suggestiva e deliziosi localini dove è bello cenare.