Uno scorcio di Lavena Ponte Tresa
Uno scorcio di Lavena Ponte Tresa

In bicicletta lungo un’antica tranvia che costeggia il lago di Ghirla, in provincia di Varese, e quello di Lugano, in territorio svizzero. È questo il percorso della ciclovia della Valganna, un itinerario quasi tutto ombreggiato, di circa 19 km tra andata e ritorno, con difficoltà media – soprattutto per una salita di circa 4 km - e adatta ad ogni tipologia di bici. La ciclovia percorre per ampi tratti una ciclabile segnalata e protetta, in altri delle strade provinciali con scarso traffico.
 

Il percorso della ciclovia della Valganna

La chiesa parrocchiale di Ganna, paesino a circa 12 km da Varese, segna la partenza di questa affascinante ciclovia immersa nel verde della Valganna. Il primo tratto che costeggia il lago di Ghirla – con la svolta a destra al bivio per il paesino che da il nome al lago - è quello che combacia con la statale 233: da qui si prosegue verso il percorso dell’ex tramvia che accompagna i ciclisti fino a Lavena-Ponte Tresa, sulle rive del lago di Lugano. Si costeggia quindi il bacino verso il confine con la Svizzera, che si attraversa quando si arriva a Caslano, traguardo finale della ciclovia della Valganna. Il percorso di andata è perlopiù pianeggiante e in discesa, il ritorno presenta una salita impegnativa di circa 4 km quando si riprende la tramvia.
Tutto il percorso è in asfalto e può essere affrontato con qualsiasi tipologia di bicicletta.
 

La natura e i borghi antichi lungo la ciclovia della Valganna.

Il percorso che caratterizza la ciclovia della Valganna è ricco di bellezze naturali e paesaggistiche e offre ai ciclisti che lo percorrono la possibilità di visitare alcuni bellissimi borghi antichi. Tra questi ci sono sicuramente la Badia di San Gemolo a Ganna risalente al XII secolo, il Maglio di Ghirla, il caratteristico Parco dell’Argentera di Gaggio, ed i paesi di Lavena e di Caslano, che sorgono in territorio svizzero. Un consiglio: proprio nel paesino elvetico è possibile effettuare un’escursione alla scoperta del promontorio che domina la valle, anche se nella seconda metà del giro è necessario portare la bici a mano per la presenza di gradini e sassi.