Castello di Briolo
Castello di Briolo

Le origini della parola, per quanto incerte, deriverebbero dalla famiglia etrusca “Clante”, mentre altre fonti storiche rimandano al latino “clango“, che significa “rumore di armi e trombe”. Non a caso il Chianti, a dispetto dell’armonia delle sue colline, ne ha viste di scorribande attraverso i secoli. Lungo i venti chilometri di dolci alture tra Firenze e Siena e le valli dei fiumi Pesa ed Elsa, si sono combattute celebri battaglie che ancora oggi rammentano antiche rivalità. E a testimonianza di tante lotte per il predominio di un territorio da sempre ricco quanto strategico, restano castelli e fortificazioni, rocche e manieri. Le torri merlate ricordano di volta in volta l’appartenenza alla fazione dei ghibellini, se a coda di rondine, o ai guelfi se squadrate. Così come le bianche strade sterrate portano dritte nella storia, tra leggende, arte e racconti pieni di fascino dal sapore antico. Sono decine le fortificazioni in perfetto stato di conservazione, per quanto modificate nel corso dei secoli, che si possono incontrare partendo da Firenze e procedendo verso città del Palio.

Il Castello di Verrazzano, dai suoi 348 metri domina su tutta la vallata. Nato in età medievale, come svela la torre del Duecento, fu terminato tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI, passando da “casa signorile” a classica villa con fattoria toscana, di cui conserva un meraviglioso giardino all’italiana. Qui, nel 1485 nacque il navigatore Giovanni da Verrazzano, scopritore della baia di New York. Eccoci al Castello di Vicchiomaggio, 18 chilometri da Firenze e 38 da Siena, costruito in solida pietra, con fulcro nell’alta torre merlata, che grazie a minuziosi restauri, è stato riconosciuto monumento nazionale. Fondamentale nella difesa di Firenze nei conflitti con Siena, ha celebri personaggi, fra cui Leonardo da Vinci e Francesco Redi. Un fascino tutto particolare si ritrova al Castello di Montefioralle, un borgo oggi di cento abitanti, dove si trova la casa nativa della famiglia Vespucci, quella del celebre navigatore Amerigo, riconoscibile per lo stemma del casato con una grande “V” e una vespa sull’architrave della porta di entrata. Giunti nel Comune di San Casciano, troviamo il Castello di Gabbiano, dove è documentata la produzione del vino già dal 1124, quando la fortificazione apparteneva ai Bardi, ricca famiglia di banchieri, che nella seconda metà del 1200 ampliarono la struttura costruendo le mura perimetrali, merlate alla maniera guelfa.

Sconfinando nel Chianti senese, da non perdere il Castello di Brolio nel comune di Gaiole in Chianti. La posizione di confine, tra le Repubbliche di Siena e Firenze, lo ha reso teatro di numerose guerre tra guelfi e ghibellini. Il luogo è legato alla figura di Bettino Ricasoli, il “Barone di Ferro” che acquistò la proprietà e seguì la coltivazione delle vigne. Oggi si visita con scelta fra tour classico e romantico al tramonto.

 

Castello di Brolio

Il fantasma del barone
Tra le molte attrazioni del Castello di Brolio c’è anche il fantasma del barone Ricasoli, che tra le molte cose, fu anche il fondatore de La Nazione. Trovato morto alla sua scrivania, la sepoltura fu piuttosto complicata, e passarono parecchi giorni prima che il corpo venisse tumulato al cimitero. Si narra che lo spettro del barone, insieme a una muta di cani, galoppasse per le sue terre di notte divertendosi a spaventare i passanti. Inoltre, si dice che le serve del castello trovassero il suo letto sfatto la mattina e che lo stesso fantasma andasse in cucina a rompere piatti e bicchieri.
Castello di Brolio
ricasoli.com/castello

Castello di Uzzano

Oltre le mura un giardino all’italiana
Nei pressi di Greve si trova il Castello di Uzzano. Di antica origine, nel 1269 fu assaltato e semidistrutto dai Ghibellini, poi ricostruito più volte. Delle originali strutture restano soprattutto le grandiose mura. È il luogo di origine di Niccolò da Uzzano che fu uno dei capi della Repubblica Fiorentina nel XIV secolo. Conserva un giardino “all’italiana”, decorato da statue e da una scalinata doppia costruita nel Settecento.
Castello di Uzzano
www.agricolauzzano.com

Il simbolo

Un gallo al confine
Il simbolo del Chianti è un gallo nero, che nasce da una leggenda medievale e dalla rivalità fra le Repubbliche di Firenze e Siena. Per stabilire un confine definitivo per il Chianti si decise di far partire dai rispettivi capoluoghi due cavalieri e di fissare il confine nel punto d’incontro. La partenza sarebbe stato il canto di un gallo. I senesi ne scelsero uno bianco, mentre i fiorentini optarono per uno nero, che tennero chiuso digiuno per giorni. Così alla data della partenza il gallo nero cominciò a cantare anche se l’alba era ancora lontana e consentì al cavaliere di Firenze di partire con grande vantaggio su quello senese. Fu così che quasi tutto il Chianti passò sotto il controllo della Repubblica.

Val d’Elsa

Un fascino neogotico
Val d’Elsa è uno dei più suggestivi angoli della campagna fiorentina. Nel castello, di origine medievale, nel secolo scorso e seguendo la moda romantica del tempo, furono aggiunti elementi neogotici che tuttavia gli conservano un certo fascino. Nella chiesa di Santo Stefano sono conservate una “Madonna col Bambino” di Neri di Bicci, e una “Madonna col Bambino e due Sante” di scuola fiorentina del XIV secolo.
Barberino
www.barberinovaldelsa.net