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Cammino Balteo alla scoperta dell’anima

Un viaggio immersivo nella vallata con un lungo percorso ad anello tra chiese, castelli e siti archeologici Per conoscere i luoghi e il proprio io

Non bisogna farsi spaventare dalla lunghezza del ‘Cammino Balteo’, con i suoi 350 chilometri complessivi, perché sono la somma di 23 tappe di circa 4-6 ore ciascuna, percorribili anche in più riprese o eventualmente interrotte usando il trasporto pubblico. Si tratta di un itinerario ad anello, percorribile in entrambi i sensi, che porta l’escursionista in un viaggio immersivo nella cultura e nella storia della Valle d’Aosta. Si attraversa infatti un paesaggio costellato di antichi borghi e imponenti castelli, in una alternanza di boschi, pascoli, orti e vigneti. È anche una piacevole occasione per godersi momenti di meritato relax nella natura, con l’assaggio dei prodotti locali, la visita ai siti archeologici, alle chiese e ai musei che si incontrano lungo il cammino. Il tracciato si sviluppa principalmente nel fondovalle e sui versanti di media quota, con un’altitudine compresa tra i 500 e i 1.900 metri, praticabile quindi da tutti, per buona parte dell’anno. La partenza (e l’arrivo) è Pont Saint Martin, una località che deve il suo nome innanzitutto al magnifico ponte romano del I secolo a.C. e alla leggenda di San Martino di Tours che, proprio per costruire questo ponte, avrebbe sconfitto il diavolo.

Ogni singola tappa del Cammino Balteo porta a scoprire la storia, la cultura, i cibi e i vini del territorio, mentre su ogni percorso si trovano alberghi, ristoranti o rifugi, per programmare una sosta. Solo per fare un esempio, il quarto itinerario, che parte da Donnas per arrivare a Arnad, mostra le fortificazioni napoleoniche scaglionate tra il Col de La Cou e Machaby. Da qui, dopo una visita al Santuario di Nostra Signora della Neve, si scende in un bosco di castagni sorvegliati dal secentesco castello Valleise e si viene accolti dalla bella parrocchiale romanica di San Martino. Proprio grazie a questa varietà di proposte, il cammino si adatta facilmente alle esigenze di ciascuno: può essere un’esperienza intensa e durare qualche settimana, oppure limitarsi allo spazio di un weekend o di una giornata; può essere l’obiettivo degli appassionati di camminate in montagne, ma anche l’idea per una gita domenicale con la famiglia.

Parlare di Cammino Balteo evoca un altro cammino, più famoso e antico, quello di Santiago di Compostela, con i suoi 800 chilometri, ma soprattutto evoca il valore simbolico di un’esperienza di questo genere. Compiere cioè un percorso ideale dentro e fuori se stessi, attraverso la scoperta di nuove sensazioni e dei propri limiti, con il desiderio di riconoscerli, comprenderli e, quando è possibile, superarli. La circolarità del Cammino Balteo è un valore aggiunto, perché fa coincidere la meta finale del viaggio con la partenza: racconta un andare lontano per ritrovarsi, più consapevoli e arricchiti dall’esperienza vissuta.

 

CHAMOIS

Affascinante nido d’aquila

 

Si può raggiungere comodamente con la cabinovia. Lassù, a 1.800 metri sul livello del mare, se ne sta appollaiata dominando la Valtournenche e vanta anche il primo altiporto d’Italia uno scalo per velivoli interamente sull’erba dei pascoli alpini. Strana Chamois, anzi originale méta di vacanza. Non arriva la strada e già questo è un raro valore aggiunto. è Comune e vi resistono (fortunati loro) un centinaio di abitanti. Ci sono stradine strette, casette da cartone animato, la chiesetta dedicata a San Pantaleone. Non mancano le strutture ricettive e i luoghi in cui fare trekking e attività all’aria aperta. C’è tutto, ma non c’è caos. Paradiso in quota, ma sulla terra.

 

 

ARVIER

Andar per villaggi e fortezze

 

A piedi o in bici, non fa differenza. Fino al 31 ottobre è percorribile in sicurezza il sentiero che va dalla località Grand-Haury (Arvier) fino al castello oggi ridotto a rudere, ma che conserva intatta una torre cilindrica coronata da una suggestiva merlatura. Grand Haury è anche la base di partenza per altri due sentieri. Il primo, percorribile solo a piedi, conduce al Castello di Montmayeur, che fu costruito nel 1271 da Anselmo e Aimone D’Avise su un ripido promontorio sulla destra orografica della Dora di Valgrisenche, in posizione dominante all’imbocco della valle. Il secondo invece raggiunge il villaggio di Les Combes, sopra il paese di Arvier. Area dedicata al grano e ai fieni, mantiene lo stesso aspetto di quasi mille anni fa: case in pietra con i caratteristici granai in legno. Non lontano da Les Combes, nel villaggio di Villes-dessus di Introd, c’è la maison Bruil, appartenuta dal XVII al XX secolo alle famiglie Buillet et Bruil, e oggi sede del museo etnografico del cibo di montagna. Per chiudere il tour con più gusto.