Calabria
Calabria

In nessun altro luogo d’Italia è possibile fare colazione al sorgere del sole su un mare, pranzare in uno chalet montano a più di 1400 metri e cenare al tramonto su un altro mare, rimanendo sempre nella stessa regione. Così è assai limitativo pensare alla Calabria come a una meta di turismo balneare: è anche un’ideale destinazione per trekking lungo i percorsi dei crinali del Pollino, silani o aspromontani, naturalistica (con numerose riserve naturali e aree protette) e culturale. Proprio quest’ultimo è forse il piatto forte con la compresenza di aree archeologiche disseminate qua e là in tutto lo spazio regionale e felici intuizioni moderniste come “Arte e Città” e il Parco Internazionale della Scultura a Catanzaro. La Calabria va quindi inserita di diritto nelle mete in linea con le nuove tendenze di turismo lento, praticabile in ogni stagione ed essendo una delle regioni con più elevate superfici coltivate a biologico in Italia, con un’intrigante offerta enogastronomica sana. Testimone il borgo di Bivongi, con i suoi numerosi ultracentenari. Rimasta fuori dalle principali rotte turistiche per molto tempo, isolata in una sua ostinata inadeguatezza, oggi la Calabria va considerata l’altra Italia ancora da scoprire e paradossalmente il suo ritardato sviluppo può diventare valore aggiunto. La Calabria si può trasformare inoltre in una regione dei ricordi e della memoria poiché non è difficile imbattersi nel suo mondo rurale, di pastorizia, basato sulle piccole cose semplici e genuine, fatta di quotidiano: insomma, autenticamente vera. Una tendenza che si stava stabilizzando nell’ultimo quinquennio, fino al 2019. Ecco perché un viaggio in Calabria, quando sarà possibile per tutti tornare a spostarsi, va messo in calendario il prima possibile.