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La Brescia romana nel museo di Santa Giulia

Si apre ufficialmente l'anno di Bergamo e Brescia capitali della cultura. Domenica 22 gennaio inaugurazione del nuovo allestimento con un percorso museale ad effetto

Nella grande festa in questo weekend, per l’inugurazione di Bergamo e Brescia capitali europee della cultura, si inserisce anche l’apertura, al museo di Santa Giulia, della nuova sezione dell’età romana, con un innovativo percorso espositivo connesso al nuovo Capitolium e alla Vittoria Alata, improntato ai più moderni standard di accessibilità

Il nuovo percorso completa un piano intrapreso nel 2019, quando si decise di restaurare la statua della Vittoria Alata e di collocarla – con un nuovo importante allestimento a cura dell’architetto Juan Navarro Baldeweg – all’interno del tempio capitolino, restituendo così all’opera una nuova iconicità nel luogo del suo ritrovamento. Un’azione di importanza strategica, che ha determinato l’esigenza di definire un nuovo allestimento per la sezione dell’età romana, di cui la statua costituiva il baricentro. Grazie a approfondimenti scientifici degli specialisti dell’area collezioni di Brescia Musei, supportata dal Comitato Scientifico della Fondazione, oggi si presenta quindi il completamento, da un punto di vista concettuale ed espositivo, della musealizzazione anche dell’area del Capitolium, nella quale sono stati rinvenuti importanti reperti ora parte della nuova sezione dell’età romana, e il ricongiungimento concettuale del patrimonio della Brescia romana in un unico dominio museale.

Questa unificazione è la ragione profonda che ha spinto Fondazione Brescia Musei a dar vita ad una dimensione unita dei due siti museali, il Museo di Santa Giulia e Brixia. Parco archeologico di Brescia romana per poter offrire al visitatore l’opportunità di vedere tutti i reperti utili a comprendere la storia di Brixia legati ai loro contesti di provenienza.

Brescia romana – foto credits None collective

L’ETA’ ROMANA 

 Brixia romana è una città con una perfetta conservazione degli edifici. A 200 anni dall’inizio della  campagna di indagini archeologiche che portò alla scoperta del Capitolium, del deposito dei bronzi e all’apertura nel 1830 del Museo Patrio, viene ora aggiornata la sezione che più di altre registra questo flusso tra ricerca e valorizzazione.

La documentazione ottocentesca prodotta in occasione di quella che fu la più incredibile avventura archeologica vissuta dalla città, quando venne messa in luce la sequenza dei templi e il deposito dei bronzi e venne creato il primo dei musei cittadini, è ingrandita in monumentali scenografie all’interno delle sale; a questa vengono affiancate installazioni artistiche multimediali, che interpretano e restituiscono i temi della sezione museale, evocando luoghi ed eventi storici con modalità creative non convenzionali, testando nuove forme di narrazione per lo storytelling dell’archeologia.

La sezione, grazie a supporti per l’esplorazione tattile, grazie all’iconografia storica e a brani architettonici di pregio, presenta quei contesti monumentali bresciani quali il Santuario repubblicano, il Tempio Capitolino, il Teatro che sono visitabili nel vicino Parco Archeologico. Anche la sezione epigrafica, allestita nel grande chiostro rinascimentale, è stata aggiornata nei contenuti e negli apparati didascalici, valorizzando ulteriormente questo esteso e ricco patrimonio che poche città romane possono vantare.

Un approfondimento di grande importanza è dedicato al periodo tardoantico (IV-V secolo d. C.), quando vennero abbandonati i luoghi di culto pagano a favore di quelli di culto cristiano; a Brescia, in particolare, nell’area del Capitolium, sono stati ritrovati due depositi di oggetti e di opere legati alla vita del tempio che hanno restituito reperti e informazioni di enorme valore e interesse.

Nel primo, scoperto nel 1826, oltre alla Vittoria Alata, statua d’epoca romana di eccezionale valore recentemente restaurata e allestita nell’aula orientale del Capitolium, vennero rinvenute alcune  teste  orapresentate con un nuovo layout che ne valorizza la fattura e le preziose decorazioni. Realizzati in bronzo con la tecnica della fusione a cera persa e doratura solo su quelle maschili, i ritratti dovevano essere inseriti in statue in pietra o in marmo, come indica l’accurata rifinitura dei lembi del collo. Con grande probabilità erano esposti in uno spazio pubblico della città e potevano rappresentare imperatori o membri della famiglia imperiale. Le caratteristiche dei volti e della capigliatura hanno permesso di identificare i personaggi con membri della dinastia dei Flavi e con imperatori del II e del III secolo d.C.

Brescia – Testa di donna- Fotostudio Rapuzzi

Particolarmente suggestiva è quella che ritrae una figura femminile caratterizzata da un’acconciatura a toupet frontale formato da riccioli a chiocciola con foro centrale, tipica delle donne della dinastia dei Flavi a cui la città di Brescia voleva confermare la sua benevolenza, ben nota a partire dal supporto che la città garantì a Vespasiano nella lotta per la conquista dell’impero durante la guerra civile che si aprì nel 69 d.C. con la morte di Nerone.

L’altro deposito, pressoché inedito e mai mostrato nella sua totalità, valorizzato dal nuovo allestimento, include una considerevole quantità di oggetti votivi offerti nelle aule del tempio dai fedeli nel corso della vita di questo luogo di culto; tra questi, rari vetri incisi, come la bottiglia con la riproduzione di vedute di città dell’area flegrea, gioielli, oggetti rituali, tra cui il prezioso coltello con manico in corno di capriolo, lucerne semplici e figurate, anfore, grandi piatti per le offerte rituali, ceramiche decorate a stampo, e molto altro ancora.

Brani lapidei, oggetto di recenti studi, provenienti dai principali monumenti pubblici consentono di avere un’idea della magniloquenza delle architetture e del pregio delle decorazioni, oltre che della varietà dei materiali impiegati, dal locale calcare bianco ai marmi policromi provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo.

Brescia – Maschera – Fotostudio Rapuzzi

Tra essi anche una mensola inedita, relativa al Foro di Brescia, oggi depositata in museo da una generosa famiglia bresciana. Il manufatto, in pietra locale di Botticino, rappresenta il Fauno, divinità della natura correlata al culto dionisiaco, e doveva con grande probabilità decorare uno degli ingressi del foro di Brixia. La sua importanza, oltre che nelle notevoli dimensioni e nella bellezza dell’ornato, risiede nel fatto che si tratta di una recente scoperta emersa grazie a studi specialisti.

Tra altri reperti di particolare valore e interesse, si segnala il pettorale da cavallo in bronzo (balteo), esemplare unico in tutto l’impero, appartenente probabilmente a una statua equestre esposta in uno degli spazi pubblici dell’antica Brixia, sulla cui superficie sono state applicate numerose figure in bronzo che riproducono soldati Romani, con elmo e corazza, e barbari, con capelli lunghi, calzoni e corta mantella, impegnati in un accesso combattimento e al centro si staglia la figura dell’imperatore a cavallo che irrompe tra i soldati. O la Statua di Silvano, divinità legata al mondo dei boschi e degli animali, che si caratterizza per la presenza di una pelle con testa di caprino sul lato sinistro e di frutti che trattiene nella piega del mantello, che alludono alla fertilità e all’abbondanza: una statua che fa parte di un piccolo nucleo di opere archeologiche donate all’inizio dell’Ottocento al Museo da Luigi Basiletti, lo straordinario erudito e artista che, con i colleghi membri dell’Ateneo di Scienze lettere e Arti di Brescia, avviò nel 1823 l’inizio degli scavi archeologici in città.

Il nuovo intervento museale è impreziosito inoltre dall’inserimento di tre installazioni artistiche immersive multimediali, ideate e realizzate dallo studio artistico interdisciplinare italiano incentrato sulle relazioni tra uomo e macchina, NONE Collective. Il collettivo è leader nella progettazione di esperienze immersive, installazioni multimediali, opere d’arte digitali che esplorano l’espansione dei confini della percezione umana attraverso l’uso della tecnologia, indagando le relazioni tra abitudini, pratiche sociali e l’emergere di nuovi strumenti nella cultura digitale, promuovendo inoltre una riflessione sul contemporaneo e stimolando il pensiero critico e pratiche attiviste. Lavori a loro firma sono esposti in musei, gallerie e festival internazionali, tra questi Somerset House – Londra, Farol Santander – San Paolo, Fukuoka Science Museum – Giappone, Palazzo delle Esposizioni e Museo Nazionale Romano – Roma, Milan Design Week – Milano. Il progetto multimediale consente al visitatore di addentrarsi negli spazi museali e vivere un’esperienza immersiva grazie alla sincronizzazione di audio, video e luci, attraverso dispositivi tecnologici e scenografie.

Nella prima sala, Forme e luoghi della memoria, mediante grafiche e immagini storiche, volti e voci di eruditi, cittadini illuminati e luoghi particolarmente significativi, viene evocato il percorso di tutela e valorizzazione dell’eredità antica della città a opera della comunità bresciana. Come una sorta di scatola della memoria, affiorano progressivamente strati lasciati nei secoli e vengono messe in luce le radici profonde di una sensibilità civile non comune.

L’installazione multimediale La Vittoria Alata. Viaggio di un mito racconta la storia di questa statua, illustrando aspetti relativi alle sue origini, all’iconografia, agli attributi, alla scoperta durante gli scavi nell’area del Capitolium del 1826 fino ad arrivare agli ultimi dati scientifici acquisiti durante l’intervento di restauro.

Il percorso si conclude con Architettura, Uomo e Natura, un’installazione che evoca i luoghi e le architetture in cui va in scena la vita dell’uomo: la strada, le mura, la piazza, i porticati, le colonne, le abitazioni, gli edifici. Gli spazi, assi, geometrie e forme si affiancano allo scorrere del tempo, alla ciclicità della natura e hanno come filo conduttore la presenza dell’uomo.

In questa sala sono presenti tre sculture frammentarie di età romana che, con la tecnica del videomapping e l’illuminazione dinamica, diventano parte della narrazione.

Una guida multimediale gratuita del museo, scaricabile tramite QR code sul proprio dispositivo elettronico, con tracce audio dedicate a non vedenti e ipovedenti, permetterà l’esplorazione tattile guidata delle opere più significative di ogni sala.

 

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