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Biennale Gherdeina, la mostra diffusa che nobilita la montagna

Fino al 25 settembre la Val Gardena ospita la tradizionale rassegna d'arte internazionale

Fino al 25 settembre la Val Gardena ospita la Biennale Gherdeina che i visitatori possono apprezzare indossando un paio di buone scarpe da trekking, riempiendo la borraccia d’acqua e vagabondando tra le stanze abbandonate dell’Hotel Ladinia, la sala Trenker di Ortisei e i luoghi suggestivi che questa mostra diffusa tocca e contamina mettendo in relazione terra e creatività, forme naturali e artificiali, antropocentrismo ed ecologia. Accostando inglese e ladino, l’ottava edizione, diretta da Doris Ghetta, reca il titolo “Persones/Persons”.

La sala Trenker di Ortisei ospita “Ghost in the Machine” di Jimmie Durham, morto nel novembre scorso. Americano di origini native, in quest’opera del 2005 mette in scena la morte delle antiche divinità per mano del consumismo e della modernità. Qui allestiti anche i delicati dipinti dell’artista sami Britta Marakatt-Labba e il curioso quilt del greco Angelo Plessas. Ethel Adnan, scomparsa a pochi giorni di distanza da Durham, dal canto suo, è protagonista alla Fondazione Antonio Dalle Nogare di Bolzano dove, insieme alla compagna Simone Fattal è presente con “Sunken Sun” del 2016 e “Wounded Warrior” del 1999.

Sempre a Ortisei l’Hotel Ladinia, destinato alla demolizione, ospita i video dell’antropologa e attivista Elizabeth A. Povinelli sugli aborigeni australiani e quelli, recentissimi, della guaritrice e doula (letteralmente “donna che si prende cura di un’altra donna”) Tabita Rezaire che in “The art of Birth” ha raccolto le testimonianze di diverse donne indigene oltre che i giocattoli di legno di Giles Round, che rivisitano la tradizione scultorea della valle. L’arte diffusa sul territorio consente di far tappa a Castel Gardena, tra Selva e Santa Cristina (di solito chiuso al pubblico), per visitare cortile e giardino dell’antica dimora secentesca di cui è proprietaria la famiglia veneziana dei Franchetti. Che per l’occasione hanno commissionato a Bruno Walpoth, scultore del legno nativo di Ortisei, un Pinocchio simile a quello del film di Matteo Garrone le cui gambe bruciate si affacciano inquietanti dal casino di caccia. Mentre in una stanza laterale Chiara Camoni ha portato la sua “Sister”, una divinità d’argilla, cenere e odoroso legno. Nel piccolo giardino antistante il castello il duo di artisti, americani di Los Angeles, Ignota ha invece composto “Memory Garden”, un cerchio di piante, ognuna delle quali è stata scelta per le sue proprietà.

Lungo il percorso della Vallelunga, nel parco naturale Puez-Odle, attende i visitatori la scultura-capanna di Eduardo Navarro e l’itinerario sonoro di Barbara Gamber mentre “Sentiero” del performer Alex Cecchetti conduce a una radura in quota dove l’artista ha costruito una grande yurta multicolore entro cui sostare sdraiati sul fieno. Il progetto è tra i vincitori dell’Italian Council, il programma di promozione dell’arte italiana del ministero della Cultura.

Per una panoramica completa di luoghi ed eventi www.biennalegherdeina.it