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Benvenuti in Paradiso. È in Sardegna il piacere infinito della scoperta

Quasi duemila chilometri di coste che alternano spiagge dorate a rocce e calette che si raggiungono solo in barca,. E isole nell’isola che godono di privilegi naturalistici che nessuno possiede

L’attrattiva maggiore – ma non l’unica – della Sardegna viene svelata proprio in un aforisma di Fabrizio Caramagna: “Il problema non è che i sardi pensano di avere il mare più bello del mondo, il problema è che forse hanno ragione“. Il mare: 1.897 chilometri di coste che alternano spiagge dorate a rocce e calette che si raggiungono solo in barca, e isole nell’isola che godono di privilegi naturalistici che nessuno possiede.

L’esempio più magico è quello di Budelli e della sua spiaggia rosa, preziosa polvere di quarzo vietata come souvenir. Mare: come nel titolo del libro di Carlo Levi (’Mare e Sardegna’), viaggiatore estremo di queste terre delle quali racconta non solo l’orizzonte infinito, ma la complessità del territorio, altra straordinaria attrattiva per turisti e viaggiatori da tutto il mondo: “Le solitudini coperte di asfodeli della montagna, e Aritzo e Tonara e Nuoro, verso la misteriosa Sardegna di Orgosolo, di Oliena di Orune, dei paesi di pastori, che mi parevano ancora avvolti in un’ombra lontanissima”.

Queste dicotomie molto marcate – costa e interno, passato e futuro – sono un marchio di fabbrica: popolo antico e legato alle sue gloriose tradizioni, misto nelle sue origini, ha vissuto con la pastorizia e la coltura dei boschi e degli oliveti la sua fortuna.

Quando il bene prezioso più caro che possiede è stato scoperto, la Sardegna ha offerto oltre che la sua anima anche la sua bellezza al mondo intero: e così è diventata l’isola specchiata sul mare azzurro, pescoso e navigato, campo di regata per prestigiose manifestazioni internazionali e per passerelle di bagnanti di ogni ceto che scelgono i vari luoghi di villeggiatura a seconda delle loro possibilità e delle loro curiosità.

Un’offerta infinita da affrontare senza limiti. “La Sardegna – scrive David Herbert Lawrence, autore de ’L’amante di Lady Chatterley’, che ha vissuto a Cagliari e in altri centri dell’isola – è un’altra cosa: più ampia, molto più consueta, nient’affatto irregolare, ma che svanisce in lontananza. Creste di colline come brughiera, irrilevanti, che si vanno perdendo, forse, verso un gruppetto di cime. Incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa“.

Libera e ricca di offerte per visitare l’aspro interno: il Trenino Verde ne è l’esempio più esaltante. E poi ci sono loro, i sardi: da conoscere, assaporare fino a diventarne complici. Perché, come sostiene Fabrizio De Andrè, è meglio essere amici di chi gode un privilegio unico: “La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso”.

Questa è in parte la Sardegna: ogni scelta lascerà comunque soddisfatti e il rammarico di non avere visto tutto in una volta sarà compensato da un immediato ritorno, perché, come dice José Saramago, “il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono“.