Belcanto in scena

La 57esima stagione dello Sferisterio coincide con il primo secolo della rappresentazione, nel 1921, dell’Aida

I cento anni del Mof

La 57esima stagione lirica dello Sferisterio di Macerata celebra i 100 anni dalla prima rappresentazione che fu, il 27 luglio 1921, l’Aida di Verdi. Diventava così realtà il sogno del conte Pier Alberto Conti, sindaco e Podestà di Civitanova dal 1923 al 1938, ma soprattutto grande appassionato di lirica e, nella fattispecie, magnate e produttore dell’opera che vide protagonista il soprano Francisca Solari, sua seconda moglie.

Quasi inevitabile che sia lo stesso titolo ad aprire l’edizione 2021 del festival. Su il sipario il 23 luglio con una nuova produzione affidata alla regista argentina Valentina Carrasco (un passato nella Fura dels Baus) e Francesco Lanzillotta, direttore musicale del Macerata Opera Festival, sul podio. In scena la compagnia di canto vede l’esordio di Maria Teresa Leva nel ruolo principale, Luciano Ganci nei panni di Radames, Veronica Simeoni in quelli di Amneris e Marco Caria a interpretare Amonasro. Scene di Carles Berga, coreografie di Massimiliano Volpini, luci di Peter van Praet per una messinscena che vuole ricordare anche un altro debutto, quello avvenuto 150 anni fa al Cairo. Le repliche saranno 1°, 7 e 12 agosto. Posticipata al 2022 la seconda produzione prevista, quella del Barbiere di Siviglia con la regia di Daniele Menghini, le scene di Davide Signorini e i costumi di Nika Campisi, il programma di 100×100 Sferisterio prosegue con uno spettacolo iconico, il più rappresentativo degli ultimi trent’anni della manifestazione, La Traviata degli specchi, ideata nel 1992 da Josef Svoboda ed Henning Brockhaus (che ne curerà ancora una volta le luci insieme a Francesco Gobbi) e ripresa poi per altre sette edizioni fino al 2018. Il 25 luglio il debutto con novità registiche, coreografiche (di Valentina Escobar) e nei costumi (di Giancarlo Colis) con repliche 31 luglio, 8 e 13 agosto. Nel ruolo della protagonista il soprano Claudia Pavone, già festeggiata Gilda nel Rigoletto del 2019, insieme a Marco Ciaponi (un debuttante Alfredo), Sergio Vitale (per la prima volta Giorgio Germont). Sul podio il giovanissimo talento Paolo Bortolameolli, di recente nominato Direttore Associato della Los Angeles Philharmonic.

Un altro appuntamento atteso è lo spettacolo di danza dell’étoile russa Svetlana Zacharova. Il 24 luglio “Pas-de-deux for Toes and Fingers” vedrà la partecipazione della star del violino Vadim Repin, di un gruppo di primi ballerini del Bolshoi di Mosca, come l’italiano Jacopo Tissi, Mikhail Lobukhin, Denis Savin e Vyacheslav Lopatin che saranno i partner della Zacharova in una serie di coreografie su musiche eseguite dal vivo dalla Form, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana.

Accanto poi al consueto corredo costituito dagli spettacoli di Palco Reverse, dai concerti Crossover, da convegni e attività di charity, da segnalare la novità delle attività studiate per i più piccoli. Già oggi alle 17 e alle 18 Opera baby per gli asili nido con uno spettacolo ispirato al Rigoletto.

Teatro Pergolesi

Sguardo sull’orizzonte dell’oggi

Al Teatro Pergolesi di Jesi si fa attività lirica ininterrottamente dal 1798. E dal 1968 il Massimo jesino è tra i 29 teatri di tradizione italiani. La storia continua in questo strano 2021, dominato dalla lotta al Covid-19, con un’opera lirica contemporanea. è ‘Notte per me luminosa’, serie di scene ispirate a personaggi dell’Orlando Furioso, con le musiche composte nel 2016 da Marco Betta su soggetto e testo di Dario Olivieri. L’appuntamento, previsto ieri e oggi, apre la 54esima Stagione Lirica di Tradizione.

Il cartellone curato dalla Fondazione Pergolesi Spontini proseguirà in autunno, ma l’estate porterà altri tesori musicali con la 21esima edizione del Festival Pergolesi Spontini (dal 22 agosto al 2 ottobre) diviso tra Jesi, patria di Pergolesi, e Maiolati Spontini. L’edizione 2021, dal titolo “Tutti per Uno”, propone una riflessione su temi attualissimi: la condivisione, la solidarietà, l’abbraccio, la vicinanza, la comunità. Previsti oltre 20 appuntamenti e 4 percorsi tematici, per incontrare pubblici di età e gusti differenti, con un approccio multilinguistico e multidisciplinare: concerti dal barocco al classico, dal jazz sino ai confini del pop, eventi per famiglie e bambini (favole musicali, clownerie) ma anche letteratura, food & wine, danza, musical, cinema, mostre d’arte e il “Social opera”, format tra teatro e musica che porta in scena l’integrazione e la condivisione.

Numerose le presenze di spicco. La stagione lirica tornerà tra ottobre e dicembre. Il cartellone ha in serbo un viaggio ideale e poetico attraverso le forme del teatro musicale, dal ‘700 ai giorni nostri. In programma, tra l’altro, l’intermezzo più celebre di Pergolesi, “La serva padrona”, in dittico con “The telephone” (1947) di Gian Carlo Menotti. Due opere che trattano entrambe dell’amore in maniera comica, avvalendosi di un terzo incomodo: il telefono in Menotti, il servo muto in Pergolesi.