Basilicata
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Possiedono charme tutte le cose minute perché hanno l’illusione di farci toccare l’anima del mondo ha scritto il poeta Leonardo Sinisgalli, figlio di Montemurro, paese affacciato sul lago di Pietra di Pertusillo, una vela azzurra tra il verde intenso dei boschi lucani. Terra di piccole, grandi scoperte fuori dalle rotte comuni questo corridoio verde generato dal fiume Agri. Sfocia accanto al Sinni nei pressi di Policoro, l’antica Eraclea, dove Pirro sbaragliò i Romani grazie agli elefanti dando così vita a uno dei più celebri motti della lingua italiana. La Riserva Naturale di Bosco Pantano, che è anche centro di educazione ambientale del WWF, organizza escursioni guidate a piedi e in bicicletta in un tratto di costa molto simile a quello che vedevano gli esuli troiani sbarcati 3000 anni fa. Tra agrumeti e orti si risalgono le prime colline per raggiungere il capolavoro medievale nella chiesa di Santa Maria Regina d’Anglona mentre a Tursi, un tempo crocevia di cultura cristiana e islamica, merita visita la Rabatana, il rione composto da un complesso reticolo di vicoli sulla collina, che si raggiunge per un’infinita scalinata. 
 
Un’interminabile sequenza di calanchi conduce a Craco, la città fantasma set di numerose pellicole. Sorretta da altri calanchi svetta Aliano. Un’idea per raggiungere i suoi 555 metri, se si è in forma? Pedalando su due ruote. All’ingresso di Aliano la casa modesta, costruita in modo economico, e non bella perché non aveva carattere, vissuta da Carlo Levi negli anni del confino. Più attraente dall’esterno è certo la casa dall’aspetto quasi umano in piazza Garibaldi. All’interno del Parco Nazionale dell’Appennino lucano Val d’Agri Lagonegrese (parcoappenninolucano.it) una fitta rete di sentieri regala panorami e profumi diversi per ogni stagione.
 
Quelli più avvincenti si guadagnano sul Monte Raparo. Alle sue pendici è stato realizzato un museo sensoriale a Castelsaraceno: fragranze e immagini si susseguono trasformando in contemporanea la vita pastorale di un tempo. La pausa si fa a base di tòrtano, il pane di grano duro ripieno di peperoni e uova. O si raggiunge Sarconi, una Mesopotamia lucana stretta tra i fiumi Maglia e Sciaura le cui acque irrigano i campi che donano i fagioli a IGP. Viggiano è… tutt’altra musica. Il borgo è noto per essere la patria dei suonatori di arpicella, i quali, testimone Charles Dickens nel 1858, tornano dopo un certo numero di anni e modificano l’architettura del paese rendendola pittoresca (Household words). Chi ama l’adrenalina sceglie invece di attraversare, in sicurezza, il vallone La Manca su tre ponti tibetani a Sasso di Castalda. Non è distante la capitale dei murales del Mezzogiorno, Satriano di Lucania, un borgo dalla dimensione surreale, fatta di prospettive illusorie e balconi dalla prospettiva ingannevole. Muro Lucano è la sintesi del viaggio con la sua tensione al passato, grazie al Museo archeologico nazionale che ripercorre la storia di Numistrum, e all’opportunità di un turismo lento e attuale alla ricerca di flora e fauna selvatica su sentieri ben segnalati. In attesa della sera, momento ideale per alzare lo sguardo verso le stelle presso l’osservatorio astronomico regionale di Castelgrande, uno dei più attivi del sud Italia grazie all’assenza di inquinamento luminoso.