Maioletto, nella rocca sulla rupe
Maioletto, nella rocca sulla rupe

È il nostro cammino di Santiago, una strada di pellegrinaggio ricca di memorie, che sta tornando ad essere una grande via perché ne possiede tutte le caratteristiche. Se tutte le strade portano a Roma, anche dalle regioni escluse dal tracciato della Francigena, come Romagna e Marche, ci si può innestare, percorrendo cammini francescani che convergono a La Verna - dove Francesco ebbe le stimmate - proseguendo poi per Gubbio, Assisi e Rieti, fino a raggiungere la capitale. Il Cammino di San Francesco, che dal mare Adriatico s’inoltra nell’Appennino tosco-romagnolo, parte da Rimini:recuperando antichi sistemi viari, si ricongiunge a La Verna con gli altri cammini del Centro Italia, dando luogo ad unico percorsonazionale che giunge fino a Roma. Il consiglio è di dividere i 110 km in 5 tappe: Rimini-Verucchio (22,5 km, dislivello +220 m., -140 m.); Verucchio-San Leo (22 km, +710 m.,-204 m.), San Leo-Sant’Agata Feltria (20 km, +800 m., -780 m.), Sant’Agata Feltria-Balze (22,5 km, +1200 m., -680 m.), Balze-La Verna(24 km, +850 m., -750 m.). La prima tappa prende l’avvio da Rimini(non perdetevi il Ponte di Tiberio, recentemente riportato agli antichi splendori) per raggiungere le colline a monte della città e la vallata del Marecchia. Il secondo giorno ci s’inoltra nella media-alta Valmarecchia, tra aspre rupi sovrastate da rocche fortificate, con panorami mozzafiato dal crinale: all’arrivo vale la pena una deviazione al convento Sant’Igne, un vero gioiello. Terza Tappa con discesa sul fondovalle e risalita sul crinale opposto, nella Valle del Savio, in cui si trova S.Agata Feltria, splendido borgo antico: lungo il cammino trovate il tempo di salire sulla misteriosa rupe di Maioletto. Nella quarta tappa il paesaggio muta radicalmente, passando da un ambiente campestre a uno montano, tipico dell’Appennino. Lungo il percorso si raggiunge l’eremo di Sant’Alberico, fondato da San Romualdo. Ed eccoci nel 5° giorno al confine con la Toscana, sotto la parete del Monte Fumaiolo: si raggiunge il Passo delle Pratelle (1.075 m.) e poi, attraverso una faggeta, si giunge al Santuario di La Verna. “Volendo – spiega Massimiliano Giorgi, guida de ‘La Cordata’ - ci si può innestare su questo tracciato anche dalle Marche, precisamente a Carpegna, raggiungendo la tappa di San Leo dalla vicina Montecopiolo. Di questo cammino è possibile trovare schede, tracce gps ma anche segnaletica verticale (cartelli) e orizzontale (al suolo, rocce, alberi). Per pernottare nelle tappe segnalate occorre adattarsi un poco, o far riferimento a parrocchie e santuari. Ma un posto letto e un pasto si trova sempre”.

 

SAN LEO

La leggenda del convento

A due chilometri da San Leo, punto d’arrivo della nostra seconda tappa, si trova il convento di Sant’Igne. Perla dell’architettura religiosa risalente al XIII secolo, incastonato in uno stupendo scenario naturale, è strettamente legato alla storia di Francesco, che passò da San Leo nel 1213 ed al quale è attribuita la fondazione dell’edificio. Il nome deriva da ‘sacro fuoco’: la leggenda racconta infatti che questo fu il il luogo dell’apparizione luminosa che avrebbe indicato la retta via a colui che sarebbe diventato poi San Francesco d’Assisi.

 

BALZE

Una sosta per ghiottoni

Prima di immergervi nella spiritualità, regalatevi un premio alle “Balze ghiotte”, nella località dove termina la quarta tappa. Potrete degustare i prodotti genuini della montagna, ma anche acquistare provviste che diventano ricordi. Rosita compone piatti che sembrano miniature del sottobosco: la sua arte è fatta di gesti pazienti e sapori tramandati. Inoltre, funghi e tartufi freschi, regalano alle minestre, fatte in casa, quel surplus irresistibile di bontà. Dagli antipasti alla carne, è un tripudio di leccornie, da assaporare nella deliziosa tavernetta del locale, magari davanti al fuoco scoppiettante del camino.

 

MAIOLETTO

Nella rocca sulla rupe

Durante la terza tappa, che conduce da San Leo a Sant’Agata Feltria, vale la pena fare una piccola deviazione per visitare l’antica rocca di Maioletto, quel che resta di una cittadina medievale che sorgeva in alta Valmarecchia. Durante il medioevo, Maioletto era un importante insediamento a ridosso d’una rupe, sovrastato da una rocca considerata inespugnabile fino alla notte tra il 29 ed il 30 maggio del 1700, quando parte del colle franò portandosi dietro quasi tutto il paese e gran parte dei suoi abitanti. Oggi la rupe franata e i resti della rocca sono circondati da un bellissimo paesaggio tra calanchi, radure e boschi.

 

MONTE DELLA VERNA

Oltre la foresta di faggi e abeti,  il Santuario dove meditare

Il monte della Verna, ricoperto da una monumentale foresta di faggi ed abeti, è visibile da tutto il Casentino e dall’alta Val Tiberina, con la sua inconfondibile vetta (1.283 mt.) tagliata a picco da tre parti. Sopra la roccia, avvolto dal bosco, si trova il grande complesso del Santuario che, all’interno della sua massiccia ed articolata architettura, custodisce tesori di spiritualità, arte, cultura e storia. La comunità della Verna accoglie volentieri chi sale sul Monte, in particolare i pellegrini che vengono per cercare un tempo di riflessione: è possibile anche partecipare alla preghiera e alle celebrazioni dei frati.